In Memoriam: Manfred Oswald

Apr 3 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 118 Views • Commenti disabilitati su In Memoriam: Manfred Oswald

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Di associazioni svizzero-tedesche in Ticino ne esistono molte – una sezione svizzero-tedesca dell’UDC, invece, è unica. Il suo primo presidente e membro onorario, Manfred Oswald, è deceduto il 23 marzo all’età di 84 anni, dopo lunga malattia sopportata pazientemente. Prima di trasferirsi in Ticino, Oswald viveva in canton Zugo, noto quale consulente nel ramo bancario e finanziario. In Ticino non era solo con la moglie: una figlia, sposata con un Ticinese, vive nel Luganese e una seconda figlia – purtroppo deceduta anzitempo – viveva lei pure nel cantone. Quando l’UDC Ticino, con il suo segretario Eros Mellini, nel 2005 pensò di stimolare alla politica cantonale i molti svizzero-tedeschi abitanti a sud delle Alpi, Manfred Oswald era l’uomo giusto al posto giusto. Quale pensionato, aveva abbastanza tempo e anche la necessaria motivazione per riunire gli Svizzero-tedeschi di opinioni borghesi e conservatrici del Sotto- e del Sopraceneri. Sapeva che i concittadini scesi da nord s’incontrano volentieri per socializzare, ma spesso parlano ancora troppo poco l’italiano e fra di loro preferiscono intrattenersi in tedesco: Manfred organizzò a questo scopo un incontro mensile, dapprima in un grotto a Brione sopra Minusio, più tardi ad Ascona e a Lugano. Comprese subito che i membri non hanno bisogno di lunghe sedute serali (la maggior parte di loro ha già un passato politico nella Svizzera interna), apprezzano invece dei piacevoli incontri sul mezzogiorno. Creò allora il motto: «Siamo una cerchia sociale con la voglia di fare politica». Con il suo vicepresidente, Edy Fleckenstein, completò il programma della nuova sezione con una serie di gite e visite nel cantone e nella vicina Italia.

Manfred si dedicò, assieme a sua moglie Erika, quasi a tempo pieno ai suoi membri e all’acquisizione di nuovi interessati. Riuscì così, nei suoi nove anni di presidenza, a portare i circa 20 membri a oltre 200. Il suo motto era: «Vogliamo crescere!». Otto anni fa si candidò per il Gran Consiglio ticinese, ottenendo un notevole risultato. Inoltre, fu regolarmente in contatto personale ed epistolare con esponenti dell’UDC svizzera, prendendo spesso parte alle assemblee dei delegati. Cercò sempre di creare un ponte fra i colleghi di partito ticinesi e di lingua tedesca. Occasionalmente fu anche un precursore: si impegnò già anni fa per una maggiore collaborazione fra l’UDC e la LEGA in Ticino – dopotutto anche nella sua famiglia c’era uno scambio di idee fra i due partiti, essendo suo  genero un noto politico della LEGA. La foto allegata a questo testo fu scattata durante un evento della LEGA a Pregassona, il pin sul bavero della giacca parla chiaro. Con l’idea di avvicinare di più i due partiti motivati da analoghi obiettivi, si trovò tuttavia in contrasto allora con alcuni politici dell’UDC, forse era semplicemente in anticipo di qualche anno. Oggi esiste questa collaborazione in quasi tutti i comuni ticinesi, e dà buoni risultati anche a livello cantonale e federale. Quando Manfred si prefiggeva un obiettivo, lo perseguiva senza se e senza ma. La diplomazia si perdeva qualche volta per strada, ma con lui si sapeva sempre dove voleva arrivare. Rimane indimenticabile una sua frase espressa a un giornalista: «In politica non si può essere un camaleonte, adeguandosi al colore che predomina al momento!»

Manfred Oswald ha svolto un infaticabile lavoro per la sezione UDC di lingua tedesca in Ticino

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