Il solito scarica barile del cantone

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Mario Mondani, Mendrisio/Rancate

Mario Mondani, Mendrisio/Rancate

È ormai da anni che il Cantone, non sapendo più che pesci pigliare, scarica sui Comuni diversi oneri per mitigare i propri conti d’esercizio. È chiaro che questo andazzo non fa altro che portare i Comuni a sobbarcarsi ulteriori costi (come se ce fossero già pochi), obbligandoli a far lievitare il moltiplicatore d’imposta per pareggiare i conti o limitare il disavanzo d’esercizio, il tutto a carico dei propri cittadini.

Venerdì 28 agosto 2015 ho letto l’articolo del Sindaco di Vernate Giovanni Cossi, che ho avuto modo di conoscere in occasione di una visita a Vernate per verificare il funzionamento della lettura elettronica dei contatori dell’acqua potabile, e in occasione di alcune riunioni dei responsabili comunali per la protezione della popolazione in caso di catastrofi al centro protezione civile di Rivera.

La sua proposta di sospendere alcune riunioni di Municipio può sembrare estrema, personalmente non posso altro che comprendere il suo malumore, come presumo anche quello degli altri Sindaci e Municipi del Cantone, verso il nuovo carico fiscale di circa 12 Mio di franchi a carico dei Comuni per i costi scolastici.

È da anni che mi batto, ma qui mi pare che tutti facciano orecchie da mercante, sulla revisione della Legge Organica Comunale (LOC) dove vi sono dei tassi di ammortamento economici da far rizzare i capelli, e ormai non più attuali vista l’attuale situazione congiunturale che sta vivendo il nostro Cantone.

Lo scorso mese di aprile, prima delle elezioni cantonali, avevo già tirato in ballo la questione, ma vedo con dispiacere e rammarico che il nuovo Consiglio di Stato e il Gran Consiglio non entrano in materia, ma preferiscono fare il loro compitino: scaricare tutto sui Comuni.

Personalmente, lavoro nell’ambito dell’amministrazione comunale dal lontano 1989, e ho una piccola esperienza in materia, per cui mi permetto di portare alcuni esempi su come si potrebbero risparmiare milioni senza far morire a fuoco lento il Cantone e le diverse amministrazioni comunali.

Vi pare normale che si applichi un ammortamento di 4 anni per i mobili d’ufficio, le scrivanie, le opere d’arte, i piani finanziari, ecc., mentre che, se solo si ammortizzassero in 5 anni, il Comune di Lugano, per esempio, risparmierebbe circa CHF 1Mio l’anno?

Altro esempio è quello relativo alle costruzioni edili (cimiteri, case comunali, case per anziani, ecc.) dove la longevità massima è calcolata in 16-17 anni. Se ipotizziamo una durata di 25 anni anziché dei 16-17 previsti dalla LOC, ancora il Comune di Lugano avrebbe un beneficio di ulteriori 2 Mio di franchi (è lapalissiano che questi edifici sono ben più longevi di 25 anni, ma bisogna tener conto anche dei vari lavori di manutenzione, ecc., a cui regolarmente vengono sottoposti).

Visto quanto citato in precedenza, sia il Cantone che tutti i Comuni ticinesi potrebbero risparmiare fior di milioni, con benefici anche a livello dei vari moltiplicatori comunali. Quindi i mezzi tecnici ci sono e come, ma nessuno si degna di applicarli, basta scaricare sempre e solo sui Comuni ulteriori oneri. Per cui invito i Sindaci del Cantone a levare i propri scudi contro questo ulteriore aggravio, invitando nel contempo il Consigliere di Stato C. Vitta, che ho conosciuto direttamente nel corso di un’aggregazione, a voler rivedere questa benedetta LOC, almeno dal punto di vista dei tassi di ammortamento economico.

Lo ripeto, qui sì che i milioni mancanti ne salterebbero fuori…eccome!

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