Il prossimo 9 giugno votiamo SÌ alla riforma fiscale

Mag 31 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 43 Views • Commenti disabilitati su Il prossimo 9 giugno votiamo SÌ alla riforma fiscale

Da noi si paga molto, ma molto di più di quanto si paga in altri Cantoni

La pressione fiscale va corretta: il confronto è impietoso.

Il recente studio comparato della Supsi dimostra e conferma (se ancora ve n’era la necessità…) che nel canton Ticino cittadini contribuenti e aziende pagano molte – ma veramente molte – più imposte rispetto ai cantoni svizzeri fiscalmente più attrattivi. E i confronti, si sa, vanno sempre fatti con i migliori. La tabella che pubblichiamo qui accanto indica, in percentuale dell’imponibile, quanto sproporzionato e fuori di melone sia il carico fiscale in Ticino rispetto al cantone più competitivo e questo prendendo in considerazione 5 fra le principali imposte dirette. Da notare che la tabella considera solo l’imposta cantonale, comunale e federale, mentre ovviamente non sono considerate le decine di altre tasse e imposte che si aggiungono pertanto a quelle indicate nella tabella (fra queste IVA, imposte immobiliari, tasse rifiuti, acqua e canalizzazioni, tasse registro fondiario, tasse di bollo, archivio notarile, valore locativo e innumerevoli altre).

Altro che paradiso fiscale: un vero e proprio inferno! Come si vede qui accanto il problema non è costituito dalla differenza di pochi punti percentuali di moltiplicatore fra un comune e l’altro ma è dato dal fatto che il contribuente ticinese – come aliquote massime – paga ormai dei multipli, da 2,5 fino a 6 volte di quanto si paga in altri cantoni svizzeri. Per ottenere gli stessi servizi e le stesse prestazioni. Per quale misterioso motivo il cittadino ticinese, per far funzionare la pubblica amministrazione e finanziare i servizi offerti dall’ente pubblico, deve pagare dei multipli di imposte rispetto al nidwaldese, allo zughese, allo svittese o al lucernese? Perché? Per finanziare le clientele e le inefficienze della partitocrazia e i compagni coi piedi al caldo? È come se a Hergiswil il caffè costasse 3.-  franchi e da noi in Ticino 15.-: semplicemente inaccettabile.

La situazione è ormai insostenibile. Se qualcuno decidesse di voler aprire gli occhi – in particolare ai grossi contribuenti ticinesi – sull’avidità del nostro fisco, ecco che molte persone in più (di quanto già accade oggi) migrerebbero verso altri lidi meno esosi. Chiediamoci anche per quale motivo sono pochi i confederati, proprietari di una casa o di un appartamento in Ticino, che eleggono qui da noi il loro domicilio: ma semplicemente perché preferiscono che il loro reddito e la loro sostanza mobiliare continui a venir tassata altrove. In altre parole: siamo troppo cari. Voi comprereste lo stesso servizio pagandolo 2, 3 o 5 volte di più, potendo scegliere? Certo che no. Eppure, quello che sorprende è che a sinistra continuino a parlare di aumenti delle imposte e delle tasse.  Ma, quando avremo perso i buoni contribuenti, e stiamone certi che li perderemo, dove troveremo le risorse finanziarie per garantire la socialità? Le imposte vanno ridotte, perlomeno portandoci vicini alla media svizzera, poiché – come dimostrato –  oggi paghiamo dei multipli di quanto si paga in altri cantoni. Il prossimo 9 giugno, votiamo SÌ con convinzione alla moderata riforma fiscale che corregge pure alcuni aspetti fortemente penalizzanti, nel confronto con gli altri cantoni, per i cittadini. Ed è solo con un SÌ che eviteremo un aumento di imposte del 3% a carico di tutti noi.

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