Il ministro e il pacco contenente merce avariata

Ott 1 • L'opinione, Prima Pagina • 44 Views • Commenti disabilitati su Il ministro e il pacco contenente merce avariata

Hai capito la signora Lamorgese, quella che ogni giorno, in combutta con le ONG, permette l’entrata di centinaia di clandestini in Italia, ovviamente tutti muniti di green pass, sani come pesci e nemmeno l’ombra di un potenziale terrorista?

La «ministra», come la chiamerebbe la Boldrini, ha tentato di rifilare alla Svizzera il «pacco» somalo! Stiamo parlando di quello stinco di santo che alcune settimane or sono, a Rimini ha accoltellato 5 persone, fra queste anche un bambino! Ovviamente, questo invasato delinquente è dal 2015 che scorrazza liberamente per tutta l’Europa. Qualcuno si chiederà: «per motivi di lavoro»? Figuriamoci! Ma per vivere a sbafo, ovviamente, sulle spalle dei contribuenti tedeschi, danesi, svedesi, olandesi e austriaci. Poi, grazie al solito tam-tam, ha sentito dire che in Svizzera si vive alla grande. Appena arrivi ti forniscono un cellulare, un alloggio, la paghetta giornaliera e abbigliamento di tua scelta, anche griffato, che puoi permetterti grazie ai buoni-acquisto rilasciati dal paese che ti ospita. Naturalmente, puoi anche arrotondarla la paghetta, magari spacciando un po’ di roba da sniffare, oppure rubacchiando qua e là, tanto troverai sempre qualche anima buona rossoverde che ti assisterà qualora dovessero beccarti! E il rischio d’espulsione? Ma non se ne parla! Insomma, il Paese di Cuccagna per antonomasia.

Sinceramente non abbiamo capito se questo energumeno, soggiornasse o no da noi e se ogni tanto, tranquillamente, si permettesse di recarsi in Emilia-Romagna a farsi le vacanze. Non ci si deve meravigliare: è ciò che facevano – e probabilmente fanno ancora – i numerosi, troppi «profughi» eritrei che ospitiamo; quelli che se ne tornano in vacanza al paesello perché «laggiù è più bello». (sic!)

E allora la domanda che ci sorge è più che lecita: e i controlli? Non si possono fare, ledono i diritti umani, quindi meglio girare la testa dall’altra parte, far finta di niente e lasciar correre!

E il trattato di Dublino cosa recita? Citiamo: «Dublino è un quadro giuridico che determina lo Stato competente per l’esame di una domanda d’asilo. Sono Stati Dublino tutti gli Stati dell’UE (Germania compresa) e i quattro Stati associati (Svizzera, Norvegia, Islanda e Principato del Liechtenstein). In Svizzera, la competenza per l’esame delle domande d’asilo tocca alla SEM.»  Un nome, una garanzia!

Quindi, seguendo l’itinerario del delinquente somalo, toccherebbe alla Germania farsene carico, di certo non a noi che di scaltri pseudo profughi ne ospitiamo già in abbondanza!

Perciò, pienamente d’accordo con l’On Gobbi, che ha definito la furbata della Lamorgese una: «Boutade fantasiosa, semmai da rimandare in Germania».

Oppure in Italia, siccome molti clandestini che arrivano da noi dal Belpaese e che si spacciano per rifugiati, sono sbarcati in Italia dove – come giustamente sostiene l’On. Quadri – hanno depositato la prima domanda d’asilo.

Come reagirà Berna di fronte alle dichiarazioni della Lamorgese? In proposito e conoscendo come si ragiona (o si sragiona) sotto il cupolone federale, non siamo propriamente tranquilli. C’è sempre quella paura boia di essere giudicati male e poi non si devono pregiudicare i «buoni rapporti» con l’Italia. Senza contare lo spauracchio UE, che per quanto ci concerne – sia chiaro – conta come il due di picche, ma che al CF provoca sempre una certa irrequietezza e fastidiosi disturbi intestinali.

Per ora tutto tace, ma meglio stare in campana! Non vorremmo che il «pacco», seppure con discrezione, arrivasse a destinazione e ce lo dovessimo tenere, anche se la merce che contiene è avariata!

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