Il medico della mutua

Apr 1 • L'opinione, Prima Pagina • 93 Views • Commenti disabilitati su Il medico della mutua

Forse sarebbe stato meglio onorare il Giuramento di Ippocrate! Ma invece di dedicarsi all’arte medica, ecco la decisione – o folgorazione ? – di volersi trasformare e improvvisare in un uomo politico, in uno statista (??) Ancora una volta, il «Principio di Peter», ovvero il voler fare carriera fino al proprio livello d’incompetenza, è stato ignorato.

I risultati sono quelli che sono, e sotto gli occhi di tutti. E adesso per soddisfare la boria e il narcisismo di un medico prestato alla politica, nazionale e internazionale (??) arrischiamo di grattarci.

Sulla poca credibilità in fatto di neutralità, dovremo pure fare i conti con tempi assai grami e sappiamo chi ringraziare. Un CF sempre più prono, ubbidiente agli ordini che arrivano da altri centri di potere, UE in primis, come dire: «we are one». Col cavolo!

La Svizzera è sì disposta ad accogliere chi scappa da una guerra, da una invasione – profughi veri, non come i troppi fannulloni importati e che dobbiamo mantenere – ma non ha alcuna intenzione di andarsi a impantanare per appagare l’ego smisurato di personaggi prestati alla politica da partiti (uno in particolare) che hanno raschiato il fondo del barile pur di mandarli a Palazzo federale a combinare disastri!

La manifestazione svoltasi a Berna giorni orsono è stata a dir poco inopportuna, come inopportune sono state le parole rivolte a Zelensky dal poco credibile presidente della Confederazione svizzera, il quale, così facendo, ha dimostrato di avere sbagliato mestiere, raggiungendo un preoccupante livello d’incompetenza!

«In una organizzazione, le persone che dimostrano doti e capacità nella posizione in cui sono collocati, vengono promossi ad altre posizioni. Questa dinamica, di volta in volta, li porta a raggiungere nuove posizioni un processo che si arresta solo quando accedono a una posizione per la quale non dimostrano di possedere le necessarie capacità: tale è il livello di incompetenza». (Principio di Peter)

Nossignori! Non abbiamo alcuna intenzione di «pagare il prezzo» per soddisfare la presunzione di qualcuno che non ha ben compreso il concetto di neutralità e cosa comporta per questo paese. Quindi un ripassino ci sembra opportuno, citiamo: «La neutralità permanente è un principio della politica estera svizzera. Essa costituisce un elemento fondamentale per il mantenimento della pace e della sicurezza all’interno e al di fuori dell’Europa e assicura l’indipendenza della Svizzera e l’inviolabilità del suo territorio. In virtù del diritto della neutralità, la Svizzera non può partecipare alle guerre tra altri Stati». (fdc)

«Oggi le comiche». Il bello è che dopo aver servilmente preso posizione, applicando le sanzioni boomerang – quelle che pagheremo con tanto d’interessi – la Svizzera ha offerto i «suoi buoni uffici» per mediare fra le due parti in conflitto (sic!!!)

È come se un arbitro di calcio parteggiasse apertamente per l’una o l’altra squadra in campo, penalizzando intenzionalmente quella per la quale non nutre alcuna simpatia. Capita, ma stiamo parlando di calcio, non di quello che potrebbe succedere se qualcuno dovesse incazzarsi per questo nostro ambiguo comportamento! In quel caso, non ci si limiterebbe a una invasione di campo, da sedare con l’intervento degli addetti alla sicurezza, ma ci potremmo dover difendere manu militari. Già, ma per poterlo fare ci occorre un esercito e, grazie ai nostri pacifisti/disfattisti, quello attuale ricorda la famosa armata Brancaleone. Nessuna paura:  a difenderci ci penserà l’esercito europeo, quindi tranquilli. Basta crederci!

 

Drake

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