Il concetto molto vago di servizio pubblico

Giu 24 • L'opinione, Lettori, Prima Pagina • 253 Views • Commenti disabilitati su Il concetto molto vago di servizio pubblico

Alfredo Soldati, Losone

Premessa: Il cantone, per il tramite del suo Dipartimento delle Istituzioni diretto dall’On. Gobbi, ha lanciato sui media una campagna per la ricerca di candidati alle prossime scuole reclute di polizia, cercando di motivare i cittadini a fare una scelta professionale e invitandoli ad abbracciare quella professione.

La cronaca: sabato 11 giugno si è svolta a Faido la cerimonia di consegna dei diplomi agli allievi del corso di formazione più recente, il primo con la nuova formula della durata di due anni che porta all’ottenimento dell’attestato professionale di agente di polizia.

La speranza: che la nostra RSI, forte della sua valenza di servizio pubblico, potesse «coprire» con sufficiente professionalità, con qualche approfondimento e qualche intervista questo evento, aiutando a sottolineare l’importanza di questa professione per il buon andamento e per una buona gestione dello Stato e della sicurezza del cittadino. A maggior ragione se risultano delle difficoltà di reclutamento, come è il caso. In sostanza: la RSI si auspica possa portare pieno sostegno e supporto anche a delle necessità dello Stato.

La realtà: durante la trasmissione «il Quotidiano» (60 minuti tondi di trasmissione), la cerimonia viene ricordata dalla RSI con poche immagini, senza interviste e senza approfondimento alcuno. Deludente.

La concorrenza: Ticinonews presenta invece un servizio più lungo, ben strutturato, con interviste al comandante Cocchi e al consigliere di Stato Gobbi oltre che al neodiplomato Nicola Brunoni il quale, con una media del 6, è risultato il migliore allievo del corso. Bravi! Ancora una volta hanno «bagnato il naso» a chi di Servizio pubblico dovrebbe occuparsi non per diletto o per ispirazione, ma per mandato.

La riflessione: purtroppo, ancora una volta, si è mancata l’occasione per supportare lo Stato e le sue necessità (che sono poi quelle del cittadino), mettendo in risalto una professione importantissima, utile e necessaria per far rispettare le leggi e i regolamenti. In fondo tocca a loro vegliare sulla nostra incolumità e sul nostro quotidiano. La RSI ha palesemente mancato di rispettare in questo caso il suo mandato.

La cattiveria: quando si pensa male si farà anche peccato, ma spesso ci si azzecca; non sarà mica stato invece un contributo di campagna elettorale fatto dai soliti benpensanti di sinistra di cui la RSI straborda, non dando volutamente sufficiente e dovuta visibilità ad un Dipartimento gestito da un leghista?

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