Il cambiamento climatico e la legge sul CO2

Lug 10 • Prima Pagina • 10 Views • Commenti disabilitati su Il cambiamento climatico e la legge sul CO2

Prof. Dr. Arturo Romer, fisico teorico

Oggi nessuno scienziato serio mette in dubbio il cambiamento climatico. Quello che preoccupa è la strumentalizzazione di questo fenomeno. Per me è molto positivo che la gioventù partecipi al dialogo climatico e che proponga le sue soluzioni al problema, a condizione di rispettare le regole e le leggi democratiche. Osservo da molto tempo che all’uomo della strada mancano molte informazioni di natura storica, tecnica, economica, energetica ed ecologica. Si condanna a spada tratta tutto il passato “fossile”. Si condannano con arroganza tutte le conquiste straordinarie degli ultimi 200 anni, che grazie ai sacrifici, al sudore, alla ricerca, all’intelligenza e all’intuito ci hanno regalato l’odierna alta qualità di vita. Ci rendiamo conto che senza la rivoluzione industriale non ci sarebbe mai stato uno sviluppo simile? Ci troveremmo ancora nel pieno Medioevo. E senza carbone non ci sarebbe stata la rivoluzione industriale, iniziata con il brevetto della macchina a vapore di James Watt (1769). Non ci sarebbe stato l’enorme sviluppo fino ai giorni nostri in ogni campo della vita umana. Il lettore non mi fraintenda, non faccio propaganda per un ulteriore uso incontrollato e irresponsabile delle energie fossili (lignite, carbone, petrolio, gas naturale). Oggi sappiamo che dobbiamo trasformare il sistema energetico fossile in un sistema a zero emissioni di CO2. Ma non è una passeggiata. Occorre molto tempo, molta ricerca e ancora molto sviluppo.

La Svizzera è già oggi un esempio a livello mondiale nell’ambito della lotta al cambiamento climatico e nell’ambito dello sviluppo sostenibile. Abbiamo già oggi una tassa sul CO2 estremamente alta: 120 CHF/tCO2. Voler alzare questa tassa fino a 210 CHF/tCO2 proprio in questa grande crisi economico-sociale, dovuta alla pandemia Coronavirus è semplicemente follia e irresponsabilità. Un esempio: 1t di olio combustibile implica una tassa CO2 di circa 630 CHF. Non solamente i combustibili sono già oggi tassati in modo estremo nel nostro Paese. Anche per i carburanti abbiamo un’imposta altissima, detta  imposta sugli oli minerali. Questa imposta rappresenta già ora più del 50% del prezzo dei carburanti (benzina, diesel), IVA esclusa. Si tratta in realtà pure di una tassa sul CO2. E le altre nazioni? Nell’UE si sono pagati pochi euro per tonnellata di CO2 negli ultimi 10 anni!

Nelle discussioni sul cambiamento climatico mancano le informazioni sugli ordini di grandezza. Ecco un esempio: oltre il 99.9% dell’aumento della temperatura media svizzera è dovuto a dei gas serra (specialmente CO2) emessi oltre i nostri confini nazionali, ossia emessi all’estero. Meno dello 0.1% dell’aumento della nostra temperatura media è dovuto alle nostre proprie emissioni di gas serra. La Svizzera deve per forza partecipare alla lotta al cambiamento climatico, ma la Svizzera non potrà purtroppo cambiare né il proprio clima né quello mondiale. Siamo del resto già oggi i primi della classe.

Ricordiamoci sempre che il cambiamento climatico non è l’unico problema dell’umanità. Le condizioni attuali dell’umanità sono tuttora catastrofiche: povertà, fame, sete, analfabetismo, malattie, guerre, terrorismo, epidemie. Tutti gli esseri umani hanno o avrebbero diritto a qualità di vita e dignità. Ma senza energia non c’è qualità di vita, non c’è dignità umana. Perciò no all’isteria, ma sì alla responsabilità e alla solidarietà umana. Sì a soluzioni intelligenti  e sostenibili, in ogni ambito della vita. Dobbiamo inoltre sempre essere pronti ad affrontare e gestire eventi gravi imprevisti (p.e. pandemie come Coronavirus, grandi eruzioni vulcaniche come Tambora nel 1815, terremoti, tsunami, impatti di corpi celesti, ecc.). Si spieghi alle cittadine e ai cittadini quanto inciderà sul loro portafoglio la somma “legge sul CO2 + crisi Coronavirus”!  Perciò dico no a questa costosissima legge sul CO2.

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