Il cambiamento climatico e la legge sul CO2

Apr 16 • L'opinione, Prima Pagina • 9 Views • Commenti disabilitati su Il cambiamento climatico e la legge sul CO2

Prof. Dr. Arturo Romer, Fisico teorico

Il referendum contro l’economicamente pianificata e inefficiente legge sul CO2 è andato in porto e il nostro popolo la voterà il 13 giugno 2021. Spero davvero che il popolo sarà informato su questa discutibile legge sul CO2 in modo obiettivo, onesto, serio, scientifico e scevro da ideologie. Qui di seguito, alcune riflessioni:

  1. Atteggiamenti: la negazione del cambiamento climatico e il fanatismo del cambiamento climatico sono ambedue fuori posto in quanto atteggiamenti estremi!
  2. Storia: il nostro paese si batte contro il cambiamento climatico già da decenni in modo esemplare e responsabile. Da molti anni abbiamo la legge sul CO2 più costosa del mondo. Per il momento non c’è bisogno di più.
  3. Accordo di Parigi sul clima: la Svizzera ha sottoscritto e ratificato il molto ambizioso e purtroppo non sanzionatorio accordo di Parigi sul clima. Moltissime nazioni, in particolare durante e dopo questa grave crisi del Coronavirus, non saranno molto probabilmente in grado di mantenere le promesse climatiche di Parigi. La Cina, tuttora già maggiore fonte mondiale di emissioni di CO2, ne ha addirittura aumentato l’emissione annuale. Ciò dovrebbe apparentemente cambiare. Nel 2030, la Repubblica popolare intende raggiungere l’apice delle sue emissioni di CO2, per poi cominciare a ridurle. E l’India? Nel 2027, l’India sarà la nazione più popolosa della terra. Il governo indiano ha avviato un grande programma di sviluppo delle infrastrutture. Il consumo di energia esploderà. Questa crescita economica implicherà un enorme aumento delle emissioni di CO2? E il Brasile? Gli USA? La Russia? Il Giappone? Eccetera.
  4. Uno sguardo al futuro: la Svizzera parteciperà di sicuro attivamente anche in futuro alla lotta mondiale contro il cambiamento climatico. Ma, anche con le più costose e severe misure non potrà mai influenzare in maniera rilevabile né il proprio clima né tantomeno quello mondiale. Questa estremamente costosa, economicamente pianificata, antisociale e climaticamente inefficiente legge sul CO2 è perciò lo strumento sbagliato. Ci vogliono moderazione, conoscenza, ragionevolezza e sano buonsenso! Il Dipartimento dell’energia e dell’ambiente non ha il coraggio e l’onestà di dichiarare apertamente alle cittadine e ai cittadini che cosa la sommatoria «nuova legge sul CO2 + crisi Coronavirus» significhi per le famiglie e per l’economia. Le sovvenzioni sono solo una pseudo-soluzione. Anche nei settori dell’energia e dell’ambiente occorrono criteri e principi del libero mercato. SÌ alla ricerca, SÌ allo sviluppo, SÌ all’innovazione, SÌ alla protezione sostenibile del clima, SÌ alla ragionevolezza, ma NO alla fanatica e costosa legge sul CO2, NO a tasse estreme.
  5. Decarbonizzazione: una totale decarbonizzazione a breve termine da parte della Svizzera sarebbe assurdamente cara e, per ciò che riguarda il cambiamento climatico, del tutto ininfluente. Ci porterebbe solo alla miseria, al Medio Evo.
  6. Visione planetaria ed economica: il cambiamento climatico è un grave problema planetario e deve essere perciò risolto a livello altrettanto planetario. Una piccola nazione come la Svizzera non può risolvere questo problema nemmeno con pesanti tasse e imposte. Occorrono criteri economici di mercato. Poiché, secondo l’accordo di Parigi sul clima, le emissioni di gas serra devono essere combattute a livello mondiale con rigidi criteri di mercato, le nuove energie rinnovabili dovrebbero alla fine diventare concorrenziali automaticamente, e non con sovvenzioni eccessive che falsano il mercato.
  7. Il potenziale dell’energia idroelettrica: bisogna dare più importanza all’energia idroelettrica. Gli impianti ad accumulazione e gli impianti ad accumulazione con pompaggio sono ancora sempre le migliori «batterie» per il fotovoltaico e per l’energia eolica. Dovremmo innalzare varie dighe di impianti ad accumulazione (vedi Grimsel e molte altre), laddove possibile completare con il pompaggio gli impianti ad accumulazione, e trasformare in bacini artificiali – con la dovuta considerazione per l’ambiente – i ghiacciai in scioglimento. Tutte queste misure costituiscono nel contempo anche delle riserve d’acqua a lungo termine che, considerato il cambiamento climatico in atto, diventeranno sempre più importanti. Con una rafforzata energia idroelettrica, potremo in futuro evitare delle mancanze di elettricità invernali e superare in estate dei periodi di siccità grazie alle riserve d’acqua. La Germania chiuderà a breve le rimanenti centrali nucleari e, a medio termine, quelle a carbone. Anche la Francia, probabilmente, non sostituirà le sue vecchie centrali nucleari con nuove centrali nucleari. In pochi anni, le importazioni invernali di energia elettrica in Svizzera non saranno più possibili. Un «blackout» elettrico invernale si prospetta perciò sempre più probabile per il nostro Paese.
  8. Investimenti: il futuro necessita di formazione, ricerca, sviluppo e innovazione. Questi sono i migliori investimenti per le generazioni future. E ciò vale anche per i settori dell’energia e dell’ambiente.
  9. Doppia imposizione: i fanatici e gli isterici del cambiamento climatico vogliono introdurre assurde ed esagerate tasse CO2 anche sulle importazioni. Si tratta di una doppia imposizione! Nessun altro paese al mondo è arrivato finora a una tale assurdità.
  10. Consumo mondiale di energia primaria: l’80-85% del consumo mondiale di energia primaria è attualmente ancora di natura fossile. Questo sistema energetico non lo si può condurre a breve termine (dall’oggi al domani) alla totale decarbonizzazione. Si pensi all’immensa povertà mondiale. Senza energia non c’è qualità di vita da nessuna parte sul pianeta. Il mondo ha ancora in gran parte un’enorme e più che giustificata fame di energia. Questa fame non può essere saziata a breve termine con energia eolica, fotovoltaica e con sogni! Molte nazioni continueranno ancora a lungo a utilizzare energia fossile (anche Cina e India).   
  11. Clima e passato: molta gente afferma che il clima è sempre cambiato anche in passato. Questa è solo una mezza verità. La concentrazione di CO2 nell’atmosfera ammonta oggi a circa 412 ppmv. Durante i passati periodi interglaciali era di circa 280 ppmv. Durante i passati periodi freddi (= “glaciali”) era di circa 180 ppmv. Perciò, l’odierna concentrazione nell’atmosfera di circa 412 ppmv, quale conseguenza del consumo di energie fossili, è unica nella storia. Da almeno 800’000 anni, non c’è mai stata una concentrazione così alta di CO2. Il mondo deve reagire con una strategia praticabile e finanziariamente sostenibile. E ciò necessita di molto tempo!
  12. Tasse sul CO2: nell’UE, negli anni passati, si pagavano pochi euro per tonnellata di emissione di CO2. Ciò è cambiato da pochissimo tempo. Al momento, i certificati europei di emissione di CO2 hanno un valore attorno ai 30-35 euro per tonnellata di CO2. La nuova legge svizzera sul CO2 esige addirittura 210 franchi per tonnellata di CO2. Finora, il massimo prelievo in Svizzera era di 120 franchi per tonnellata di CO2.
  13. Molti problemi: il cambiamento climatico è un dato di fatto. Fanatismo, isteria, panico e scenari apocalittici non sono tuttavia la soluzione. Un paese come la Svizzera non può concentrarsi unicamente e fanaticamente solo sul cambiamento climatico. La Svizzera ha contemporaneamente molte altre e altrettanto importanti sfide: socialità, posti di lavoro, economia, competitività, finanze, formazione, ricerca, sviluppo, protezione e sicurezza, sanità, innovazione, eccetera. Le nostre risorse e finanze devono confluire ragionevolmente, con misura e responsabilità, in tutti i settori della vita quotidiana.
  14. Ricerca: la Svizzera investe già da decenni grandi somme di denaro nella ricerca climatica teorica e sperimentale. Negli ultimi quarant’anni, la ricerca climatica mondiale ha ricevuto dalla Svizzera moltissime conoscenze scientifiche approfondite e straordinarie tecniche di misurazione. Penso qui particolarmente al defunto Prof. Dr. Hans Oeschger (1927-1998). Ai suoi tempi fu il leader assoluto mondiale quale scienziato climatico.
  15. La lotta al cambiamento climatico: il cambiamento climatico deve essere combattuto in due modi: mediante un’efficace riduzione di CO2 e tramite un appropriato adattamento. L’adattamento è particolarmente importante per la Svizzera (riserve idriche, salvaguardia del territorio, miglioramenti viari, adattamento climatico delle foreste, ecc.)!
  16. Menzogne e verità: a livello mondiale, l’innalzamento medio della temperatura rispetto al periodo pre-industriale ammonta già a oltre 1 grado Celsius. In Svizzera, l’equivalente innalzamento medio è di 2 gradi Celsius (motivi: territorio alpino e locazione geografica al centro dell’Europa, lontano dai mari). Si tratta finora perlopiù di cosiddetti «valori transitori» (che si verificano nel breve termine). I  «valori all’equilibrio» sopravvengono sempre assai più tardi e saranno sensibilmente più elevati. Poiché il mondo continuerà ancora a lungo a consumare energia fossile, non possiamo ancora conoscere oggi i valori all’equilibrio definitivi dell’innalzamento della temperatura media mondiale. I fanatici e gli isterici fanno credere alle Svizzere e agli Svizzeri che la Svizzera non supererà il «limite di 1,5 gradi Celsius» grazie a tasse molto alte. Ciò non corrisponde alla verità! Non possiamo riportare indietro la ruota della storia. Tutto quanto finora è già stato emesso localmente e mondialmente, e in futuro inevitabilmente sarà ancora emesso in grande quantità, ha il suo effetto fisico anche sulla Svizzera (con o senza la nuova economicamente pianificata legge sul CO2). Si tratta di un problema planetario molto complesso, che può essere risolto soltanto dalla società mondiale delle nazioni con misura, conoscenza, ricerca, solidarietà e ragionevolezza. Anche la Svizzera partecipi. Ma con ragionevolezza e misura!
  17. L’energia nucleare: sono sempre stato e sono tuttora un sostenitore dell’energia nucleare. Il 27.11.2016, il popolo svizzero ha deciso la progressiva uscita dal nucleare. Questa decisione popolare merita rispetto e, a breve termine, non si può tornare indietro. Cina, India, Russia e molti altri paesi puntano tuttavia anche in futuro sull’energia nucleare, povera di CO2 (fra poco si costruiranno dei moderni reattori a fissione nucleare della quarta generazione e in seguito anche dei reattori a fusione nucleare). A lungo termine, l’energia nucleare sarà a livello mondiale una parte essenziale della soluzione contro il cambiamento climatico. Almeno la ricerca svizzera nei settori della scienza e della tecnica nucleare deve perciò continuare ed essere sostenuta.

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