I tre moschettieri del PLR

Ott 30 • L'opinione, Prima Pagina • 376 Views • Commenti disabilitati su I tre moschettieri del PLR

In verità, così tanto per rispettare la parità di genere, fra i tre in lizza alla presidenza c’è anche una gentile signora. Il ”partitone“, va detto, non è più quello dei bei tempi andati, anzi! Infatti, dopo certe proposte, che qualcuno ha definito “oscene” – vedi la ventilata congiunzione delle liste con il PPD – il declino già in atto s’è accentuato, con la perdita, nella “classifica” dei partiti, di diverse posizioni. Capita, quando nei confronti della base si fanno orecchie da mercante, sicuri che tanto, “poi ci votano ugualmente”; una volta, forse! Ciò significa che tenere il piede in due scarpe non è per niente pagante. Ci sono stati troppi ammiccamenti con il PS, ad esempio, che possono far torcere il naso. Poi quel maldestro tentativo di mettere d’accordo il diavolo con l’acqua santa, che non è piaciuto affatto e la “classifica” ha immediatamente subito uno ulteriore scossone. Insomma, la “fiaccola” non diffonde più quella vivida luce di un tempo. La fiamma è fioca e illumina assai poco.

Il 22 novembre sapremo chi assumerà la presidenza. La signora in rappresentanza delle “quote rose” – in ossequio al pensiero unico che impera – ha buone probabilità di farcela. Comunque, se ciò dovesse accadere, ci sarebbe il rischio di perdere ancora qualche elettore. Per intenderci, quelli che vedono come il fumo negli occhi, ogni tentativo d’ingraziarci l’UE, anche a costo di rimetterci la dignità. Tranquilli, ce ne sono anche fra i ranghi del PLR, e non sono propriamente d’accordo con chi scrive, citiamo: “ è un diritto quello di potersi muovere liberamente, nel mondo e in particolare nei paesi dell’UE”.

Già, ma deve valere per tutti! Non ci sembra, ad esempio, che ogni giorno ci siano 70’000 Svizzeri che vanno a lavorare in Italia, Germania o Francia. In fatto di reciprocità, poi non ci siamo affatto!

La candidata alla presidenza non ha mai nascosto le sue simpatie per Bruxelles. Reazioni della gentile signora in merito agli squallidi ricatti perpetrati sfacciatamente nei confronti della Svizzera – vedi clausola ghigliottina e altre testimonianze di ”amicizia” – non ne abbiamo sentite, anzi! Citiamo: “ l’UDC propugna un’idea di Svizzera autarchica e descrive qualsiasi discussione con l’UE come un’abdicazione di sovranità, un segno di fiacchezza patriottica.”

Probabilmente, le parole sovranità e patriottismo lasciano indifferente la candidata alla presidenza del PLR. Per l’UDC e per molti Svizzeri, invece, hanno ancora un certo valore. Presumibilmente, le origini della candidata, non propriamente patrizia di qualche valle dell’alto Ticino, le impediscono di concordare o di capire. Ma questa è oramai prassi corrente, una realtà: il 42% della popolazione del cantone è di origine straniera. E in fatto di favorire le naturalizzazioni-espresso, il PLR non è secondo a nessuno!

D’altronde a Berna ci sono le Marra e le Funiciello, e inoltre possiamo vantare un noto CF, e quel che è peggio, pare non sia l’unico a tenere il piede nelle due scarpe. Non si sa mai, coi tempi che corrono, meglio prevenire e pararsi il lato B se occorre! Come dire: “o Franza o Spagna, purché se magna!”

Il PLR vuole assolutamente rilanciarsi! A poker, quando si “rilancia”, bisogna avere in mano le carte giuste, altrimenti s’arrischia di rimetterci l’intero piatto!

Pomiciare con la sinistra, non è una strategia vincente, poi ognuno è libero di scegliersi gli amici che vuole o che si merita. La base, e vale per ogni schieramento, non è composta di allocchi e quando vota, se si sente presa per i fondelli, reagisce di conseguenza.

 

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