I soldi non crescono sugli alberi!

Mag 28 • L'opinione, Prima Pagina • 21 Views • Commenti disabilitati su I soldi non crescono sugli alberi!

Non è una scoperta recente; il sospetto si era già insinuato da tempo, suffragato poi dalla presentazione e realizzazione di progetti faraonici. L’idea, che questa «manna» cresca sugli alberi, è purtroppo ancora attuale. In passato, ci fu un periodo – allora il Cantone contava ca. 270’000 anime distribuite in 245 Comuni – in cui le sale multiuso crescevano come i funghi. Non sappiamo quante ne furono realizzate, ma sicuramente troppe. Oggi, ci consta che in massima parte sono inutilizzate, eppure non sono costate noccioline!

Dopo la fregola delle sale multiuso ha cominciato a farsi sentire quella dei centri balneari, delle piscine, ancora meglio se olimpioniche. Anche in questo, Comuni affetti da manie di grandezze, si sono dati da fare e questi impianti hanno cominciato ad apparire qua e là e a pesare sulle spalle dei contribuenti: l’estate non è eterna!

Ma non è finita! La cultura esige i suoi templi e sacerdoti; allora hai voglia! E via con i musei, con le sale espositive e i mega centri culturali, affidati alla direzione di personaggi venuti da lontano! E che dire della «settima arte», del cinema con annessi e connessi. Uno scenario naturale, una bellissima piazza non può certo bastare per le proiezioni, soprattutto nell’ambito di un festival. E allora perché non progettare un bel Palazzo del cinema alla solita modica cifra e relativi, quanto sicuri sorpassi, alla faccia di ciò che era stato preventivato?

A un certo punto ci siamo resi conto che gli alberi erano diventati un po’ restii a far crescere sulle loro fronde cotanta mole di denaro e che stavano ripristinando la loro funzione naturale, quella che consiste, come ben sappiamo, nel produrre foglie e non banconote! Suvvia, non facciamoci accusare di avere i classici braccini corti! C’è pur sempre la garanzia di certi Comuni ritenuti ricchi, considerati persino delle vere «locomotive». Peccato che non se ne possano annoverare molti.

Guardandoci in giro, ci siamo accorti che in tutto il Cantone, a malapena, ce ne sarebbe uno a far da traino, ma con l’aria che sta tirando – complice la stramaledetta pandemia – anche per questa «grande» città è giunto il momento di emulare la formica di La Fontaine. Ma in questo Cantone le cicale friniscono che è un piacere, dimentiche che tutto ha un limite e che un minimo di pudore – perdonateci la rima – sarebbe di rigore. Evidentemente l’accusa di essere dei provinciali, di non saperci adattare ai tempi e «bla, bla, bla», ce la beccheremo di sicuro, ma non importa! A noi importerebbe di più se alle «cattedrali» nel deserto si privilegiassero altri progetti, vedi ad esempio la realizzazione (finalmente) di certi piani viari, o magari, senza pretendere troppo, di veder sistemate certe strade – e non sono poche – il cui fondo ci rammenta un noto formaggio con i buchi! Ogni tanto ci si sente dire che comunque: «possiamo stare tranquilli», poiché dietro a questi faraonici progetti ci sono sicure garanzie, «joint venture» affidabili. Vuoi vedere che certi scandali, certi tonfi, e qualche processo, sono solo frutto della nostra immaginazione?

Questa febbre spendacciona, la si avverte ovunque: aiuti miliardari in favore dello sviluppo di paesi perennemente in braghe di tela, ma con eserciti dotati di armi micidiali. Soldi, come se piovessero dal cielo, per l’accoglienza di gente che dovremo mantenere a vita natural durante. Contributi, sempre miliardari, a favore di organizzazioni internazionali: UE, ONU e compagnia bella, che stanno dimostrando, ogni giorno che passa, la loro dispendiosa inutilità. E in cambio? Bacchettate sulle dita, inaccettabili ricatti, lezioni calate dall’alto da pulpiti di certo non idonei a sputar sentenze. Succubi e piegati a 90 gradi, con la complicità di una nota Gorgone, abbiamo rinunciato al segreto bancario e di sicuro, fra non molto, rinunceremo anche alla nostra sovranità e indipendenza, grazie alle intimidazioni provenienti dalla Banda Bassotti di Bruxelles.

Se tutto ciò non bastasse, nuove tasse e balzelli per la crociata ecologista, sostenuta dall’Eleonora d’Aquitania che siede in CF, e per confermare di  voler essere  i «primi della classe». Il  «primato», ci costerà un occhio della testa e non risolverà il problema. A quello, siatene certi, penserà Madre Natura come ha sempre fatto, in barba a tutti coloro che s’illudono di poter salvare il mondo spremendo i contribuenti come limoni!

I soldi non crescono sugli alberi ma, a quanto pare, questo convincimento sembra assai difficile da sradicare.

 

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