Fortino a Iragna

Set 18 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina, Sport e Cultura • 86 Views • Commenti disabilitati su Fortino a Iragna

Giorgio Piona / La posizione d’artiglieria di Mairano sulla sponda destra fiume Ticino in zona Biasca rappresenta un’interessante visita fuori porta.

Costruita sul territorio di Iragna, questa postazione d’artiglieria era destinata ad appoggiare con il suo fuoco eventuali combattimenti che si sarebbero sviluppati qualche chilometro più a sud sulla linea di resistenza denominata LONA (Lodrino – Osogna), costituita da numerosi bunker e fortini di fanteria e da un impressionante ostacolo anticarro.

La linea difensiva LONA è stata costruita per rispondere alla minaccia di attacchi di truppe aerotrasportate che, dopo essersi riunite a rinforzi corazzati, avrebbero avuto l’obiettivo di proseguire in direzione del San Gottardo. Si trattava di assicurare una posizione di predominanza, forte e ben difesa alle truppe confederate, per contrattaccare e impedire al nemico giunto alle porte di Bellinzona, un ulteriore balzo in direzione della Leventina, con conseguenze catastrofiche per il Ticino e per il dispositivo difensivo del ridotto nazionale.

Dopo una prima fase, nell’autunno del 1939, a seguito della mobilitazione generale dove i cannoni restavano in posizione di campagna (una batteria di 4 pezzi di 7,5 cm piazzata su ciascuna riva del fiume Ticino). La costruzione dei fortini si basa su un piano del genio della 9a Divisione, concepito per ospitare nelle opere indifferentemente cannoni del calibro 7,5 cm, o 12 cm, o obici di 12 cm in dotazione all’epoca. Le opere furono armate inizialmente di cannoni di 12 cm, per poi essere sostituiti dai più moderni obici 10,5 su affusto a leva.

L’artiglieria posta a nord è suddivisa in due distaccamenti: uno viene da subito posto sotto roccia, si tratta delle postazioni di San Martino e Santa Pietà, poste nei pressi delle omonime chiesette ai lati della valle. Mentre due batterie sono sistemate in casematte in calcestruzzo, con i due pezzi ai lati estremi delle rispettive batterie sono sistemati sotto roccia nei settori denominati Mondascia a est e Mairano a ovest. I sei pezzi del centro furono sistemati in casematte di calcestruzzo.

Verso la metà degli anni ’70, la guarnigione delle opere è inglobata nella brigata frontiera 9, con la denominazione di Gruppo Fortezza 9 (Cp I/9 Mairano – Mondascia, Cp II/9 Lodrino – San Martino – Santa Pietà).

La linea LONA è costituita complessivamente da 23 fortini e da un’imponente costruzione d’ostacolo anticarro che sbarra il fondovalle e fu attiva con alterne vicende (quanto a struttura di comando, ordine di battaglia e armamento) fino al 1995.

Dal 1995, con la fine della guerra fredda, le opere della LONA sono state completamente declassate e la Società Ticinese di artiglieria si è adoperata per acquistare un fortino, appunto l’opera A8154 di Mairano. Un’operazione destinata a contribuire a mantenere vivo lo spirito della LONA, rispettivamente dare un contributo alla memoria storica di chi per anni ha prestato servizio nel Gruppo Fortezza 9.

L’opera A8154, ben camuffata nel terreno, un bunker in calcestruzzo armato di un obice da 10.5cm su affusto a leva, uno dei sei esemplari che costituivano lo sbarramento principale della Valle Riviera.

A differenza delle altre opere smantellate che costituiscono la linea LONA, il bunker denominato A8154 è gestito da artiglieri, guardie delle fortificazioni ed ex militari del vecchio Gruppo fortezza 9. Insomma tutta gente con l’artiglieria di fortezza nel DNA. Tutta gente in possesso del know-how.

L’Opera A8154, di proprietà della Società Ticinese di Artiglieria, è regolarmente visitabile su appuntamento (minimo 10 persone): interessati possono contattare l’autore (giorgio.piona@gmail.com).

 

 

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