Esercenti nei guai

Gen 23 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 553 Views • Commenti disabilitati su Esercenti nei guai

Ha destato un certo clamore la notizia che ben 13 esercizi pubblici ticinesi i quali, tra il 2016 ed il 2017, hanno ordinato, ricevuto e smerciato, nell’ambito della propria attività in Svizzera, oltre 2 tonnellate tra salumeria e carne fresca, 120 litri di olio d’oliva e 75 litri di limoncello. Tutta la merce è stata importata senza essere annunciata per il pagamento dei tributi.                                            Chi importava questa mercanzia utilizzava i varchi incustoditi con l’auto di un complice che lo precedeva verificando che non vi fossero i controlli. I gestori degli esercizi ordinavano la merce direttamente alla persona che si occupava del trasporto e saldavano il dovuto in contanti, a consegna avvenuta, senza il rilascio di qualsiasi giustificativo.                                                                              “Le importazioni si sono susseguite con regolarità per quasi due anni (2016 e 2017); il trasporto della merce avveniva con veicoli privati non equipaggiati di impianti frigorifero che – secondo l’attuale legislazione riguardante le derrate alimentari – è obbligatorio per questo genere di trasporto”. Ben sette gli atti d’accusa notificati ai principali imputati che rischiano ora pesanti sanzioni. Multe minori sono già state inflitte a cinque esercenti accusati di ricettazione. L’Amministrazione federale delle dogane ha chiesto posticipatamente poco meno di 40mila franchi svizzeri di tributi.  È un fenomeno che esiste e resiste, secondo gli addetti ai lavori. Rammentiamo che già fra il 2009 e il 2012 si era intercettato un viavai che travalicava i confini regionali e cantonali e coinvolgeva una serie di esercizi pubblici, che erano riforniti da un gruppo di quattro persone. In quella occasione, le tonnellate di carne e salumeria “clandestine” erano state 17, i litri di alcoolici 50.                    Questo poco edificante metodo di lavoro ha subito scatenato la presentazione di una mozione. Nell’atto parlamentare si chiede in particolare che:

– Vengano resi pubblici, tramite un elenco disponibile per esempio in rete, i nomi degli esercizi pubblici e/o degli esercenti che commettono gravi reato come quello balzato agli onori delle cronache negli scorsi giorni;                                                                                                                    

– Allo stesso modo venga reso noto, tramite una lista disponibile per esempio in rete, un elenco degli esercizi pubblici e/o degli esercenti secondo una graduatoria, con indicazioni di chi opera nel totale rispetto delle leggi e delle regole, di chi è stato sanzionato per questioni minori o si sta adoperando per ripristinare una situazione di totale correttezza, e di chi invece si è reso protagonista di gravi mancanze anche in relazione al versamento degli stipendi nei confronti dei collaboratori, rispetto delle norme contrattualistiche, delle norme di igiene, nel pagamento di imposte ed oneri sociali.                                                      

Sicuramente qualcosa va intrapreso in questo campo in quanto, se la maggior parte dei ristoratori è corretta e rispetta le leggi, non è accettabile che pochi mettano in cattiva luce la categoria dei ristoratori e degli esercenti che in questo momento subisce già la concorrenza proveniente d’oltre frontiera! Inoltre, i consumatori hanno il diritto di sapere quali esercizi pubblici e/o quali esercenti rispettano correttamente tutte le leggi e le regole applicate, rispettivamente hanno il diritto a sapere chi queste non le rispetta. Riteniamo pure che GastroTicino, associazione mantello di esercenti e albergatori, abbia tutto l’interesse a non avere fra i propri aderenti mele marce, ne va la reputazione di tutta la categoria. Attendiamo, ci auguriamo con una certa celerità, i chiarimenti in merito!

FRG

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