Erosione dello Stato di diritto

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Dalla Weltwoche del 24.09.2020 l’editoriale di Roger Köppel

Roger Köppel, Consigliere nazionale e Caporedattore della Weltwoche

In Svizzera, lo Stato di diritto sta cambiando, vacilla. La sua base viene erosa. Sembra di stare sulle sabbie mobili. Le leggi valgono ormai solo a scopo elettorale e non per tutti nello stesso modo. Gli articoli costituzionali sono materia manovrabile in abili mani. La garanzia della proprietà è in parte abrogata. Ciò che popolo e cantoni decidono, può essere in ogni momento rovesciato da giudici e politici in nome di ideali superiori, di maggiore convenienza o su pressione dell’UE o della strada. Chi si oppone all’arroganza, si vede stigmatizzato dai media quale perfido trasgressore della separazione dei poteri.

Si inserisce bene in questa immagine di degrado dello Stato di diritto, come questa settimana il Consiglio comunale rossoverde di Berna ha permesso senza difficoltà lo svolgimento di una grande manifestazione illegale pro clima sulla Piazza federale. I manifestanti si sono installati indisturbati con balle di fieno, enormi coperture e corrente elettrica gratuita fornita dalla città di Berna. I passanti dovevano deviare. In certi momenti, le strade erano bloccate dagli estremisti climatici. Su ordini dall’alto, la polizia non ha potuto sgomberare gli spazi occupati illegalmente. E agli indignati parlamentari federali, il Consiglio cittadino bernese ha comunicato di stare «trattando» con i dimostranti.

Non sorprende che lo stesso governo cittadino di sinistra sotto la guida del barone Alec von Graffenried abbia espressamente proibito all’UDC di organizzare sulla Piazza federale una manifestazione a favore dell’iniziativa per la limitazione. Multe per parcheggi e tasse si continua però ad affibbiarle. Apparentemente oggi, nella città di Berna, lo stupido è chi si attiene alla legge e alle ordinanze delle autorità. Quando l’UDC ha proposto l’immediata evacuazione della Piazza federale, PS, Verdi e i (sempre più rossi) Verdi liberali, hanno votato contro. Per la sinistra, lo Stato di diritto vale solo con la riserva della propria opinione. La morale personale sta al di sopra della legge.

Le leggi non sono nulla, l’ideologia è tutto. Il moralismo politico sta avanzando in Svizzera. Non è solo un problema della sinistra. All’inizio dell’anno, il consigliere federale UDC Guy Parmelin, intimorito da un paio di articoli di giornale,  emise un divieto d’esportazione nei confronti della ditta svedese con sede a Zugo Crypto AG. La ditta andò fallimento, senza che il debole ministro dell’economia avesse chiarito legalmente le accuse. Con la sua condanna a morte, il ministro UDC aveva ceduto alla pressione. La ministra di giustizia PLR si unì a lui; anche qui, morale al di sopra del diritto.

Si sta assistendo al trionfo dell’ideologia sulla democrazia: a questo partecipano giudici federali che, con arroganza, si ergono a legislatori e abrogano delle decisioni popolari in nome di un presunto diritto internazionale superiore. Altrettanto, il Parlamento ha approvato un articolo Covid19, il quale vieta ai proprietari di immobili di riscuotere affitti da edifici commerciali. L’espropriazione legale dei proprietari di immobili è un profondo desiderio dei rossoverdi, ma è andata in porto con parecchi voti borghesi. L’attacco alla proprietà dei detentori di immobili, per la Svizzera era fino a poco fa un impensabile peccato originale.

Tutti i movimenti totalitari, da Lenin a Hitler, hanno scatenato la loro guerra contro la libertà, la democrazia e lo Stato di diritto, mediante l’abrogazione della proprietà privata. Si promuove l’erosione tramite istituzioni sovrannazionali come l’Unione europea. Molti esponenti di sinistra, Verdi e liberali sono dell’opinione che gli Stati nazionali dovrebbero trasmettere a organizzazioni internazionali quanta più responsabilità e sovranità possibile. Ma queste istituzioni tendono inesorabilmente a sostituire il predominio delle leggi con quello di potenti lobbies e gruppi d’influenza, tramite il potere dei funzionari, attraverso il potere della morale o il potere del ricatto, come la Svizzera ha dovuto sperimentare con l’UE nella questione delle borse o delle università. Il compito più importante della politica consiste oggi nella difesa dello Stato di diritto liberale e democratico, dai moralisti e dagli internazionalisti.

 

 

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