Echi dal Gran Consiglio

Ott 16 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 5 Views • Commenti disabilitati su Echi dal Gran Consiglio

Iniziativa parlamentare generica

presentata da Roberta Soldati e Edo Pellegrini chiedente la modifica l’art. 88 cpv. 3 della Legge sul Gran Consiglio (in seguito “LGC”)

Roberta Soldati
Deputata UDC in Gran Consiglio

Edo Pellegrini, presidente UDF Ticino, Deputato in Gran Consiglio

Premessa

Tutte le cariche la cui nomina è di competenza del Gran Consiglio avvengono secondo l’art. 88 cpv. 2 e 3 della LGC, nel quale sono previste le seguenti maggioranze:

  • il voto si fa per scheda, a scrutinio segreto, a maggioranza assoluta dei presenti. Per il computo dei presenti fa stato il numero di schede rientrate (cpv. 2)
  • se un candidato non risulta eletto nel primo scrutinio, in quello successivo la nomina avviene a maggioranza relativa (cpv. 3)

Nel merito

Concretamene, il suddetto disposto di legge si applica ad esempio alla nomina dei membri del CDA di enti di diritto pubblico, quali EOC, degli assessori giurati, giudici e magistrati.

Il sistema di maggioranza relativa contemplato al cpv. 3 art. 88 LGC crea dei problemi laddove il numero dei candidati è pari alle cariche a disposizione o, peggio ancora, in presenza di un unico candidato che postula per un seggio vacante.

Non di rado bisogna procedere con un secondo scrutinio che de facto garantisce e assicura la nomina del candidato anche se ottenesse un solo voto.

Con questo modo di procedere c’è il forte rischio di vedere nominata una persona che non convince pienamente, o peggio, poco idonea a ricoprire una carica.

Anche laddove ci siano più candidati che postulano per un unico seggio vacante, c’è il rischio che venga nominato “il meno peggio”.

Le nomine di competenza del Gran Consiglio vanno a ricoprire delle cariche importanti in seno ai vari consessi e il sistema attuale della maggioranza relativa così come formulato presenta delle criticità.

Al sistema devono essere apportati dei correttivi e prevedere, in caso di mancato raggiungimento di un determinato numero di preferenze, il rinvio automatico del dossier all’organo o commissione incaricata di proporre le candidature al plenum, eventualmente riaprire il concorso o rivedere le modalità di valutazione dei candidati.

La maggioranza relativa in vigore è sicuramente superata e non assicura, o per lo meno non conferisce la convinzione, che venga nominato il candidato più idoneo alla carica preposta.

I sottoscritti propongono che, in presenza di un numero di candidati pari a quello delle cariche vacanti, la maggioranza relativa contempli il raggiungimento di un numero minimo di consensi, pari a 35 voti favorevoli dei presenti.

In caso di mancato raggiungimento di questo quorum, prevedere il ritorno del dossier all’organo preposto a formulare le candidature al plenum.

Per concludere

Mediante l’inoltro della presente iniziativa parlamentare generica chiediamo al Governo di  presentare una proposta di modifica dell’art. 88 cpv. 3 LGC ai sensi indicati sopra.

Primi firmatari: Roberta Soldati e Edo Pellegrini

Lara Filippini

 

Interpellanza

Siamo sicuri che le disposizioni del Modello DECS di piano di protezione COVID-19 vengono rispettate a scuola?

Il numero di contagi in Ticino è in aumento e anche nelle scuole ci sono casi di positività e di quarantena imposta dall’autorità.

Da più parti, docenti e famiglie mi informano che, nelle scuole medie e post-obbligatorie, le disposizioni cantonali Covid vengono talvolta applicate in modo piuttosto “elastico”.

Sulla carta e in teoria tutto funziona secondo il piano di protezione.

In realtà, mi si informa che ci sono istituti nei quali docenti e alunni maggiorenni si spostano negli spazi comuni senza mascherina; che non sempre, in caso di cambiamento di aula o di posto tra un’ora e l’altra, allievi / studenti / docenti igienizzano adeguatamente le superfici toccate con le mani; che il flusso di persone non sempre è organizzato in modo che sia incanalato; che lo stazionamento in gruppi è frequente, anche senza mascherina; che non ovunque l’entrata e l’uscita sono organizzate in modo ordinato, ecc.

Le famiglie, ma anche gli insegnanti e operatori della scuola che rispettano le regole, sono giustamente preoccupati.

Mi permetto quindi di chiedere:

  1. Ci può assicurare il CdS che le disposizioni del Modello DECS di piano di protezione COVID-19 vengano effettivamente rispettate in tutte le scuole cantonali?
  2. Vengono effettuati dei controlli “esterni” agli istituti allo scopo di verificare il rispetto dei piani di protezione?

Edo Pellegrini, presidente UDF Ticino, Deputato in Gran Consiglio

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