Echi dal Gran Consiglio

Ott 2 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 262 Views • Commenti disabilitati su Echi dal Gran Consiglio

Aumento cassa malati: Per risolvere il problema a lungo termine bisogna ottimizzare la domanda e l’offerta

Il 23 settembre 2020, il gruppo UDC in Gran Consiglio ha inoltrato una mozione per rimediare al costante aumento dei premi di cassa malati, chiedendo di valutare l’efficacia e l’efficienza operativa, organizzativa e strutturale dell’intero sistema sanitario ticinese. Dopo l’annuncio del giorno prima, che i premi aumenteranno per l’ennesima volta di fila, il gruppo UDC ha immediatamente reagito e ha chiesto di votare nella prossima seduta del 19 ottobre 2020 una sua iniziativa parlamentare del 2018, che chiede di poter dedurre maggiormente i premi cassa malati dalle imposte. Se il Parlamento la accettasse, la misura entrerebbe in vigore già all’inizio del 2021.

Ma non basta. Il canton Ticino deve trovare un sistema per invertire finalmente questo trend all’aumento dei premi. Bisogna capire meglio dove sta l’inghippo (se la domanda di prestazioni sanitarie sia sproporzionata, se l’offerta sia sproporzionata o se gli utili delle casse malati siano sproporzionati) e specificare se, e a quali condizioni, per il Ticino un eventuale monopolio assicurativo statale sarebbe meglio della libera concorrenza. Solo approfondendo questi temi si potrà intervenire in modo efficiente ed efficace. Nella mozione depositata il 23 settembre, il gruppo UDC chiede al Governo e al Dipartimento della sanità e della socialità DSS di attivarsi immediatamente per proporre un’alternativa valida alla pianificazione ospedaliera bocciata dal popolo, di allestire una “road map” per abbassare i costi della salute al livello del resto della Svizzera, di analizzare il consumo e l’offerta di prestazioni sanitarie per evitare i “colli di bottiglia” e di elaborare delle soluzioni assieme agli altri attori del settore (pensando pure a eventuali bonus cantonali per stimolare soluzioni virtuose).

Aumento premi casse malati: l’UDC non si lamenta ma passa ai fatti

Il gruppo UDC chiede che in ottobre il Gran Consiglio voti sul raddoppio della deducibilità fiscale dei premi di cassa malati.

Durante la discussione in Gran Consiglio sul consuntivo 2019, il deputato Paolo Pamini, a nome del gruppo UDC, ha chiesto di votare nella prossima seduta del 19 ottobre 2020 sull’iniziativa parlamentare elaborata 526 del 15 ottobre 2018 che chiede il raddoppio delle soglie di deducibilità fiscale dei premi di cassa malati. Per i contribuenti single, si propone di passare da 5’200 a 10’000 franchi annui. Per i coniugi e famiglie si propone di passare dagli attuali 10’500 a 20’000 franchi, più 3’000 franchi per ogni persona a carico (per es. i bambini).

Durante la discussione in Gran Consiglio sul consuntivo 2019, tutte le forze politiche sono state concordi sul malessere nella popolazione ticinese misurato dal Morisoli Welfare Index, nonché sulle condizioni sempre più precarie del ceto medio. Si è per esempio discusso a lungo sull’aumento della spesa sociale da 1.9 miliardi di franchi nel 2010 a 2.2 miliardi di franchi, una crescita del 12.5%.

Contemporaneamente, il consigliere federale Alain Berset, durante la tradizionale conferenza stampa per la presentazione dei premi dell’assicurazione malattia di base, ha annunciato che è il Ticino è il Cantone in cui l’aumento dei premi per il 2021 è il maggiore di tutta la Svizzera: +2,1%.

Mentre tutte le forze politiche stanno manifestando le proprie preoccupazioni e il consigliere di Stato Raffaele De Rosa il suo profondo disappunto, Paolo Pamini e il gruppo UDC in Gran Consiglio intendono in questa drammatica situazione passare dalle parole ai fatti. La Legge sul Gran Consiglio al suo articolo 102 permette infatti al primo firmatario di chiedere il voto in aula su una proposta di legge già formulata in modo compiuto (iniziativa elaborata) dopo un anno e mezzo dal deposito anche se la commissione non ha ancora preparato un rapporto.

Il voto in aula di ottobre è formalmente obbligatorio, saranno possibili emendamenti in aula. In tal modo il ceto medio sotto pressione dall’aumento dei premi, potrà essere degnamente protetto, se la maggioranza delle deputate e dei deputati lo vorranno.

Più democrazia diretta: il Gran Consiglio accoglie la proposta UDC di prolungare i tempi per la raccolta firme nei Comuni

Con soddisfazione, l’UDC Ticino prende atto che il Gran Consiglio ha accolto la modifica della Legge Organica Comunale (LOC) suggerita dal gruppo UDC nel 2019 (iniziativa firmata Piero Marchesi) per aumentare i tempi per la raccolta di firme nei comuni. Si prolungano dunque i tempi da 45 giorni a 60 per i referendum e da 90 a 100 giorni per le iniziative, analogamente a quanto prevede la Costituzione cantonale, ossia agli art. 37 e 42 Cost./TI nella versione accettata a livello popolare il 10 febbraio 2019 e in vigore dal 15 marzo 2019 (dando seguito ad un’iniziativa parlamentare generica di Sergio Morisoli). Con il suo voto, il Gran Consiglio ha dimostrato di condividere l’idea che anche i diritti democratici a livello comunale devono avere lo stesso peso e la medesima importanza di quelli cantonali, per non far venire meno la fiducia reciproca tra i cittadini e le proprie istituzioni.

Lara Filippini

Prima di dare il suo preavviso positivo, vista la delicatezza del tema, la relatrice Lara Filippini, membro della commissione parlamentare competente, aveva chiesto a 114 Comuni di prendere posizione al riguardo.

Analizzate le 70 risposte ricevute e i dati riguardanti soprattutto i referendum comunali sull’arco di 10 anni, ne è emerso che la maggioranza dei comuni (45) era ed è favorevole alla proposta dell’UDC. Tesi poi confermata dall’ulteriore approfondimento da parte della relatrice, riguardante referendum e iniziative avvenute in tutti i comuni del canton Ticino. Ne è emerso che i comuni (18) contrari a entrambe le estensioni avevano avuto tra 0 e 1 referendum sull’arco di dieci anni, per cui si può tranquillamente desumerne il buon operato.

Seppure coscienti che a un esecutivo non faccia mai piacere che i propri progetti vengano messi in discussione o possano essere sconfessati dalle urne, visto il numero esiguo di referendum e iniziative, si ritiene che il rallentamento dei progressi legislativi sia tutto sommato sopportabile dalle amministrazioni comunali.

L’UDC Ticino è soddisfatta dell’ottimo lavoro di analisi e concertazione svolto dalla relatrice in sede commissionale e soprattutto che, grazie al voto del Gran Consiglio, il Cantone abbia fatto un passo nella direzione giusta dando le medesime opportunità di espressione democratica alle cittadine e ai cittadini di questo Cantone.

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