Echi dal Gran Consiglio

Mag 29 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 38 Views • Commenti disabilitati su Echi dal Gran Consiglio

Iniziativa parlamentare generica del gruppo UDC

Lo Stato di necessità quando è necessario

Sappiamo tutti e conosciamo tutti gli effetti e le conseguenze, come pure gli scopi e le finalità dello Stato di necessità. Le basi giuridiche che lo definiscono ci sono e sono state applicate.

L’esperienza di questi mesi di Covid 19 e dell’attuazione dello Stato di necessità, ci spingono però a definire meglio questa situazione politica e amministrativa eccezionale.

Riteniamo infatti che alcuni punti debbano essere inseriti e migliorati nelle attuali basi legali, che regolano tale possibilità di assunzione di pieni poteri da parte dell’Esecutivo.

È ovvio che mai prima d’ora ci eravamo confrontati con una situazione del genere, e per questo, senza l’esperienza reale, difficilmente si potevano prevedere a priori vantaggi e svantaggi di tale assunzione di potere da parte del Governo.

Con questa iniziativa, vogliamo correggere alcuni punti per noi essenziali per salvaguardare i diritti democratici, lo Stato di diritto, i sani rapporti tra i livelli istituzionali e la libertà dei cittadini.

In particolare, chiediamo al governo di presentare una proposta di modifica di tutte le basi legali che regolano lo Stato di necessità per introdurre i seguenti punti:

  • Lo stato di necessità ha una durata limitata massima di due mesi (da discutere), sempre rinnovabili anche per un periodo più breve
  • Ogni rinnovo deve essere approvato dal Gran Consiglio
  • Ogni decisione presa dal Governo durante lo Stato di necessità deve essere formalizzata con decreto straordinario e trasmessa per conoscenza immediatamente all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio
  • Le decisioni che hanno un impatto finanziario devono essere immediatamente trasmesse anche alla Commissione gestione e finanze del Gran Consiglio
  • La Commissione gestione e finanze del GC crea una sottocommissione per seguire gli aspetti finanziari durante tutto il periodo dello Stato di necessità

Per il gruppo UDC:

Sergio Morisoli, Paolo Pamini, Lara Filippini, Roberta Soldati, Edo Pellegrini, Daniele Pinoja, Tiziano Galeazzi

 

 

Interpellanza del 15 maggio 2020 del deputato UDC Paolo Pamini

Potrebbe essere più salutare svolgere le elezioni comunali prima dell’inverno?

Premessa: La presente interpellanza è stata preparata da Cleto Ferrari, già deputato al Gran Consiglio ticinese e municipale. Con l’intento di mettere in pratica il proprio spirito di civismo e sussidiarietà, AreaLiberale e l’UDC Ticino mettono a disposizione dei cittadini e delle cittadine del Cantone gli strumenti parlamentari – laddove le domande siano ritenute fondate e di principio in linea con i valori del nostro laboratorio di idee politiche. Maggiori informazioni sul Ginnasio Liberalconservatore su www.arealiberale.ch.

Retroscena

La decisione del Consiglio di Stato di annullare le votazioni comunali e di rinviarle di un anno è stata presa in piena pandemia in un momento in cui regnava totale incertezza e grande emotività e in cui si è sentito tutto e il contrario di tutto, come ad esempio approvare il bicchiere al collo a carnevale (aberrante dal lato igienico), aprire e chiudere scuole e carnevali. Le previste elezioni comunali di aprile sono state annullate due settimane e mezzo prima della data dello spoglio, dopo una campagna che, tra ricerca candidati, sottoscrizioni e approvazioni delle liste, nonché aperitivi elettorali durava da più di sei mesi.

Con la presente sollevo alcune riflessioni da sottoporre al lodevole Consiglio di Stato volte a valutare se non sia meglio procedere alle elezioni comunali prima dell’inverno. I motivi che ritengo siano a sostegno di una tale proposta sono molteplici e in particolare ve ne è anche uno di notevole valenza sanitaria.

Legittimazione politica e dinamiche di spesa pubblica

La legittimazione degli attuali esecutivi e legislativi locali vacilla. La loro carica è stata prolungata di un anno a causa della pandemia in un contesto molto particolare, unico. Sono molti i cittadini di senso civico a farsi delle domande sulla legittimazione degli attuali poteri politici a trattare questo o quel dossier e se non debbano essere in carica solo per amministrare la quotidianità.

Una importante domanda di fondo che dovremmo porci è anche quella inerente al fatto che in questo periodo da parte dei Comuni potrebbero essere chieste delle decisioni di notevole valenza finanziaria che tuttavia ricadrebbero su chi verrà eletto per il prossimo quadriennio. Normalmente sono realiste, realizzabili e meno influenzabili le decisioni prese da politici che in seguito devono assumersi la responsabilità delle scelte fatte. Al contrario, sono molto più discutibili scelte fatte da esecutivi e legislativi a fine mandato o peggio con mandato prolungato per cause esterne, messi in balia dei media e delle varie rivendicazioni di interessi finanziari puntuali.

Siamo in un periodo di incertezze e la politica ha bisogno del sostegno, del riconoscimento e della legittimazione popolare. In questo senso il riconoscimento negli attuali poteri politici locali è labile. Ciononostante, il Cantone e per esso gli Enti Locali ha per esempio investito i Municipi anche della possibilità di derogare dalla richiesta del credito suppletorio (art. 176 LOC) in caso di sorpassi. Una misura che accantona la nostra democrazia diretta locale. Una misura inoltre che va ad investire poteri politici la cui legittimazione già vacilla. Una misura che sa di assalto alla diligenza visto che il problema del superamento, da parte dell’esecutivo, dei crediti votati è già cronico e va assolutamente arginato e non legalizzato. Stiamo vivendo un periodo di grandi paure in cui sembra che le risorse degli Enti Pubblici siano illimitate. Tuttavia, prima o poi se ne uscirà o si imparerà a convivere anche con queste paure; a quel momento, l’emotività farà spazio alla ragione e si capirà che la fattura delle uscite pubbliche la si dovrà mandare a qualcuno da pagare. Anche in questo caso, come lo è stato in altri (l’esperienza relativa alla cassa pensioni dei dipendenti dello Stato insegna), saranno poi le giovani generazioni a caricarsi sulle spalle e a pagare l’euforia finanziaria autorizzata dai partiti di governo.

Salute pubblica

In merito alle elezioni comunali vi è un aspetto sanitario non trascurabile. Di regola i virus si sviluppano e progrediscono molto più rapidamente nel periodo invernale. La scelta del Consiglio di Stato di rinviare le elezioni di un anno significa di fatto che la campagna 2021 abbraccerà tutto il periodo più delicato e favorevole al ritorno della pandemia, ossia dall’autunno a inizio primavera. Il mondo scientifico almeno su questo fatto sembra abbastanza in chiaro e unito, in parecchi ritengono grande la probabilità che il coronavirus torni a rafforzarsi proprio dopo l’autunno 2020 sino a inizio primavera 2021.

Riavvio della democrazia federale e in altri Cantoni

Il Consiglio Federale nelle scorse settimane ha rimesso in moto anche la macchina democratica fissando la data delle prime votazioni nel corso del prossimo mese di settembre. Il Cantone Grigioni, territorialmente a noi contiguo, ma a noi molto distante per concretezza, realismo e senso pratico, ha semplicemente rinviato le previste elezioni comunali al prossimo settembre.

Petitum

Alla luce di quanto precede, in particolare della strategia adottata dalla Confederazione e dal Canton Grigioni nonché delle considerazioni di valenza sanitaria – sulle quali il mondo scientifico pare essere abbastanza unanime – chiedo al lodevole Consiglio di Stato

  1. come valuta la possibilità di indire le elezioni comunali a settembre o al più tardi ottobre 2020;
  2. considerato che sulla decisione del Consiglio di Stato di annullare le elezioni di aprile 2020 è pendente un ricorso presso il Tribunale federale, se ritenga possibile scendere a patti con i ricorrenti facendo ritirare loro il ricorso, qualora il Consiglio di Stato sostituisse la decisione di indire nuove elezioni comunali in aprile 2021 con una nuova decisione che ponga le elezioni in settembre-ottobre 2020.

In conclusione, benché con alta probabilità le attuali liste elettorali sono ormai invalidate (formalmente ciò dipende dall’esito del ricorso), tenendo le elezioni agli inizi dell’autunno 2020 si potrebbe parzialmente evitare di rimettere in moto da zero tutto il carrozzone politico elettorale, che comporta l’attivazione di un’impressionante rete di contatti sociali possibilmente forieri di contagi.

Paolo Pamini

 

Interrogazione dei deputati Tiziano Galeazzi e Roberta Soldati

Ticino: quanti “furbetti del quartierino” sulle fideiussioni garantite dalla Confederazione?

La pandemia ha richiesto molteplici sforzi, non solo sanitari ma anche finanziari. In piena fase uno, la Confederazione ha reagito rapidamente sulla questione della mancanza di liquidità da parte di molte aziende sul territorio elvetico.

Da Berna sono stati garantiti diversi miliardi per far si che le aziende potessero, tramite le loro banche di appoggio, ottenere liquidità controllata in poche ore. Bastava compilare dei moduli e senza lasciare ulteriori documenti sullo stato di bilancio aziendale, struttura aziendale, organigramma, incassare la percentuale richiesta.

Se questa operazione tra Confederazione, sistema bancario e tessuto economico privato è stata da una parte lodata sia in Svizzera che all’estero, dall’altra faccia della medaglia ha messo in evidenza molteplici problemi.

Ricordiamo che questa possibilità di fideiussione garantita dalla Confederazione viene rilasciata dalle banche ma, se quest’ultime non dovessero recuperarle, di certo non le perderebbero, perché andrebbero dal Governo svizzero a farsele rimborsare.

Questo meccanismo così semplice, sicuramente avrà attratto anche molti “furbetti del quartierino” che, con degli escamotage, avranno incassato sì, i soldi destinati a sostenere la propria azienda, ma poi dirottati magari sui propri conti privati o utilizzati diversamente dallo scopo ben indicato.

Il risultato è semplice da capire. Incasso i soldi, li uso diversamente e faccio fallire l’azienda lo stesso. Conseguenza: licenzio il personale, non pago gli stipendi, non pago gli oneri sociali, non pago le tasse, non pago le fatture, non pago i creditori e fuggo con il malloppo.

Qualcuno potrà sicuramente pensare che, dopo tutto, queste fideiussioni sono garantite da Berna e questo è vero. Ma andando oltre lo “steccato” vi è da chiedersi, Berna, a chi si rivolgerà alla fine per recuperare queste perdite? Ovviamente al cittadino che paga le tasse in Svizzera e all’economia seria che, rispettando le regole, è rimasta a lottare sul territorio per uscire dalla crisi.

A Zurigo iniziano a fioccare denunce e iniziano a sollevare la problematica. In Ticino come siamo messi?

Per queste ragioni, chiediamo al lodevole Consiglio di Stato:

1) Quante imprese individuali, società di persone o persone giuridiche con sede sul territorio cantonale hanno richiesto crediti bancari garantiti dalla Confederazione come previsto dall’ Ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19? Elencare i numeri suddivisi per i vari settori economici (primario, secondario e terziario) fino alla compilazione delle presenti risposte.

2) Di queste aziende quante non hanno riaperto e hanno chiuso per sempre le saracinesche?

3) In base alla risposta data alla domanda no. 2; a quanto ammonta la somma complessiva che non verrà più restituita alle banche e quindi verrà elargita a queste ultime dalla Confederazione? Anche qui, gli importi sono da specificare per i vari settori economici (primario, secondario e terziario)

4) Come si intendono recuperare le somme elargite alle aziende che hanno chiuso la loro attività o sono fallite?

5) Quante denunce sono state presentate al Ministero pubblico cantonale aventi per oggetto reati commessi e abusi in relazione alle fideiussioni solidali? (elencare i numeri fino alla compilazione di queste risposte)

6) Risulta che qualche “furbetto del quartierino” denunciato o conosciuto per aver fatto sparire queste somme incassate nel periodo di Covid19 abbia poi riaperto altre società e/o attività commerciali? Se sì, quali misure sono previste per evitare questi raggiri ai danni dello Stato e dei cittadini? È previsto un sistema per monitorare tali fattispecie?

7) È previsto un sistema di monitoraggio delle aziende alle quali sono stati concessi fondi garantiti da fideiussioni per accertarsi che li abbiano utilizzati secondo gli intenti del Consiglio Federale? Se sì, per quale periodo e come?

Per il gruppo UDC

Tiziano Galeazzi e Roberta Soldati

 

Comments are closed.

« »