Echi dal Gran Consiglio

Mag 15 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 38 Views • Commenti disabilitati su Echi dal Gran Consiglio

Roberta Soldati
Deputata UDC in Gran Consiglio

Lara Filippini
Deputata UDC in Gran Consiglio

Mozione del 5 maggio 2020 delle nostre deputate Roberta Soldati e Lara Filippini

Misure per incentivare l’assunzione di lavoratori residenti

L’accordo sulla libera circolazione delle persone (ALCP) ha avuto degli effetti nefasti sul mondo del lavoro in Ticino. I lavoratori residenti si sono visti vieppiù sostituire da una manodopera frontaliera a basso costo. Alcune fasce di lavoratori sono state più penalizzate di altre, come i giovani e gli over 45-50, ma anche alcuni settori, dove notoriamente la manodopera frontaliera era meno presente, l’effetto sostitutivo ha creato grandi difficoltà ai residenti, ad esempio in quello terziario.

Tutti sono concordi nel riconoscere che, a causa della pandemia di Covid-19, l’intera economia svizzera subirà una grande flessione: una ripresa del settore del turismo non è prevista prima del 2022, l’industria svizzera è stata pesantemente colpita e, più in generale, il settore delle piccole medie imprese (colonna portante della nostra economia) si è fortemente deteriorato.

Secondo i dati della SECO, ad aprile vi è stata un’impennata di richieste di indennità per orario ridotto e indennità per perdita di guadagno. In futuro, si prevede una riduzione del PIL mai vista da decenni; un grande aumento dei fallimenti e della disoccupazione.

Gli aiuti statali versati sino a oggi e che verranno versati prossimamente, hanno inciso fortemente sulle finanze delle nostre assicurazioni sociali. Il nostro sistema sociale sarà messo vieppiù sotto pressione.

Il 17 maggio 2020 si sarebbe dovuta tenere la votazione popolare sull’iniziativa UDC  «Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)”, che auspica la fine della libera circolazione delle persone.

L’attuazione di misure per fare fronte ai danni nefasti sull’economia e sul mondo del lavoro causati dall’emergenza Covid-19 non possono attendere il risultato della votazione sull’iniziativa UDC, come non si possono attendere i tempi del Consiglio federale per eventualmente (si spera!) disdire l’ALCP.

Se la Svizzera potesse regolamentare liberamente la propria immigrazione, le nostre autorità non avrebbero difficoltà a emanare tempestivamente delle disposizioni a tutela della nostra economia e dei lavoratori residenti.

In seno all’ALCP, la giurisprudenza della Corte di giustizia europea (ammessa anche dal TF) consente di adottare misure volte a garantire l’equilibrio finanziario delle assicurazioni sociali, laddove esso è compromesso.

L’enorme debito che verrà accumulato dalle nostre assicurazioni sociali, dovuto alla grave crisi del lavoro, metterà a rischio l’intero sistema, per cui si impone di trovare al più presto delle soluzioni che possano, da una parte essere compatibili (ahimè) con l’ALCP e, dall’altra, tutelare i lavoratori residenti e attuare così il principio accolto dal popolo ticinese “Prima i nostri”.

Laddove invece, nel settore pubblico, il principio “Prima i nostri” trova già piena applicazione e sono in vigore delle disposizioni a tutela dei lavoratori residenti, è impellente monitorare, attuare e incentivare il lavoro a favore di questi ultimi.

Per tutti questo motivi, mediante la presente Mozione, si chiede al Consiglio di Stato, di voler attivarsi al più presto per:

  • emanare delle disposizioni nel settore privato per tutelare i lavoratori residenti e incentivare le aziende a impiegare manodopera indigena e ogni altra disposizione che possa concretizzare in questo difficile e straordinario momento storico il principio “Prima i nostri”;
  • presentare un rapporto, suddiviso per dipartimenti, rispettivamente per divisioni, al 1° maggio 2020 sullo stato dell’impiego dei lavoratori frontalieri e residenti nel settore pubblico, sia che essi siano stati nominati, incaricati o ausiliari;
  • presentare un piano quinquennale volto ad incentivare l’assunzione (compreso l’incarico e lo statuto di ausiliario), nel settore pubblico, laddove si liberino dei posti e sia necessario sostituirli, oppure per le nuove assunzioni/funzioni necessarie per lo svolgimento del servizio pubblico, di lavoratori residenti.

 

Interpellanza del 6 maggio del gruppo UDC in Gran Consiglio

Discutibile la decisione di annullare gli esami di maturità

Il rientro scolastico, di parte o di tutti gli ordini scolastici non è privo di incognite di ogni genere, come è foriero di speculazioni pertinenti, ma anche di meno sensate. Con questa interpellanza vogliamo invece chiedere lumi sulla decisione di cancellare gli esami di maturità per l’anno scolastico 2019-20.

Partiamo da alcune considerazioni oggettive, per poi formulare qualche domanda.

  1. Il Consiglio federale, nell’ambito delle misure e decisioni connesse all’Emergenza Covid-19, ha sancito l’autonomia dei Cantoni per quanto attiene alle decisioni in materia di svolgimento della “maturità liceale (cantonale)”, affinché appunto ciascun Cantone possa decidere, tenuto conto delle specificità e dei criteri igienico-sanitari, se sostenere gli esami scritti di maturità, l’eventuale organizzazione e le modalità di tali esami rispettivamente di valutazione dei maturandi, alfine del riconoscimento dell’attestato di maturità cantonale;
  2. Il Canton Ticino, per voce del capo dipartimento DECS, on. Bertoli, ha annunciato già qualche settimana fa di rinunciare agli esami orali (già di competenza cantonale) e che avrebbe pure rinunciato a svolgere gli esami scritti, provvedendo quindi a rilasciare gli attestati di maturità, ai maturandi iscritti ai licei cantonali riconosciuti, sulla base delle note del primo semestre e di una valutazione globale da parte dei docenti, che tenga conto del percorso dei maturandi sui quattro anni;
  3. I maturandi iscritti alla “maturità liceale federale” sostengono gli esami così come decisi, organizzati e condotti dalla Commissione svizzera di maturità  (https://www.sbfi.admin.ch/sbfi/it/home/formazione/maturita/maturita-liceale/commissione-svizzera-di-maturita.html);
  4. La maturità federale non soggiace all’autonomia Cantonale ai sensi di cui sopra e, a differenza della maturità federale professionale (per la quale il CF ha già deciso l’esonero), dovrà essere regolarmente svolta anche in Canton Ticino (pur tenute conto le condizioni di emergenza Covid-19);
  5. Gli esami di maturità federale, che si svolgono in due fasi (prima fase per gli allievi di terza liceo e seconda fase per gli allievi di quarta liceo) sono stati inizialmente programmati a partire dalla prima settimana di giugno 2020;
  6. La Commissione svizzera di maturità, esclusiva competente per la decisione sullo svolgimento degli esami di maturità federale, è tenuta ad attendere preventivamente le decisioni dei Cantoni circa lo svolgimento o no, rispettivamente le date, degli esami di maturità cantonale.
  7. Per quanto attiene il Cantone Ticino, mancando a oggi una decisione formale circa lo svolgimento o no degli esami di maturità cantonale (nonostante le dichiarazioni a mezzo stampa del Dir. Bertoli), a meno di un mese dall’inizio programmato degli esami di maturità federale, a quanto pare la Commissione non è in grado ancora di prendere, e soprattutto comunicare ai maturandi, una decisione circa lo svolgimento degli esami, le modalità e, soprattutto, le date di inizio, in modo che gli stessi possano adeguatamente prepararsi, scongiurando per altro un rinvio a dopo l’estate (con tutte le conseguenze del caso).

A tale riguardo ci permettiamo di formulare le seguenti domande:

  1. Si chiede dunque quale sia la decisione formale del Consiglio di Stato in relazione allo svolgimento degli esami scritti di maturità.
  2. Se il CdS non ritiene che almeno gli esami scritti debbano essere organizzati e regolarmente svolti per le classi terminali delle scuole superiori cantonali.
  3. Se il CdS non trova riduttivo per gli allievi, insegnanti e per i genitori consegnare un titolo di maturità cantonale privo degli esami finali; e se per onore delle Istituzioni e motivazione del mondo scolastico non sarebbe meglio e dovuto prevedere una forma alternativa al nulla.
  4. Se il CdS non ritiene una crassa disparità di trattamento esentare gli allievi delle scuole superiori cantonali da qualsiasi prova di esame, mentre gli allievi dei licei privati per ottenere la maturità federale devono svolgerli tutti.

Per il gruppo UDC:

Sergio Morisoli, Lara filippini, Roberta Soldati, Paolo Pamini, Edo Pellegrini, Tiziano Galeazzi e Daniele Pinoja

 

Interpellanza del 6 maggio 2020 dei deputati Tiziano Galeazzi (UDC) e Lelia Guscio (Lega)

Ticino: laboratorio per eccellenza?

In previsione delle prossime riaperture sostanziali, e benché al momento non si dispongano di dati certi sul virus “Sars-Cov-2” (Covid19)  in relazione allo sviluppo di anticorpi e a quanto tempo questi possano essere neutralizzanti nel sangue dei pazienti che sono stati colpiti e guariti, sorge spontaneo chiedersi se questa fretta nella riapertura delle attività nella fase II, nonché della scuola dell’obbligo, non sia un primo test voluto dalla Confederazione in accordo con i cantoni al fine di verificare e testare quali possano essere i rischi correlati a una possibile seconda ondata del virus. (estiva)

Per alcuni virologi e immunologi svizzeri, questa possibilità potrebbe avverarsi se verrà abbassata la guardia nei comportamenti individuali e non solo.

Alla luce di ciò, l’apertura delle scuole appare “indicativa” per preparare la popolazione a una sorta di immunità di gregge che viene raggiunta quando almeno il 60% della popolazione contrae il virus.

Infatti, ammesso e concesso che la popolazione venga colpita dal virus (che sembra aver perso non tanto la virulenza e contagiosità quanto la sua pericolosità, con polmoniti virali meno gravi di quelle iniziali), codeste riaperture delle scuole sembrano “laboratori” di ricerca per ulteriori fasi acute, con una possibile terza ondata prevista in autunno-inverno, dal momento che, diminuendo le restrizioni, è molto probabile un aumento dei casi positivi. Scenario peggiore questo, ipotizzato ed espresso pubblicamente dal medico cantonale Dr Merlani qualche giorno fa.

(link: https://www.ticinonews.ch/ticino/499804/adesso-cosa-ci-aspetta-ce-lo-spiega-giorgio-merlani)

In generale dai molti casi trattati sembra che il Covid19 si sviluppi in tre fasi qui riportate:

  • Virale come fosse una influenza (vedi i paucisintomatici)
  • Il virus ha una grande trasmissibilità e facilmente crea una seconda fase altamente e diffusamente infiammatoria a cascata.
  • Terza fase, la peggiore, il virus colpisce anche i vasi e il bersaglio prediletto sono in particolare i polmoni.

Alla luce di quanto sopra esposto, poniamo le seguenti domande:

A. Che tipo di protocollo farmacologico domiciliare viene utilizzato a oggi in Svizzera e/o Ticino?

Seguendo quanto utilizzato in altri paesi, qui di seguito la terapia utilizzata:

Con almeno 24 ore di febbre significativa e tosse costante:

  • Inizialmente un’azione antivirale con Azitromicina,
  • Idrossiclorochina Solfato,
  • per le complicanze vascolari enoxaparina sodica

B. Elencare quanti decessi per Covid19 o per conseguenza a esso (fino alla preparazione delle risposte a questa interpellanza) sono avvenuti a domicilio privato (escluse le case per anziani)?

C. Con le indicazioni dello “stai a casa e prendi paracetamolo senza sintomi più gravi”, i malati sono arrivati negli ospedali in condizioni critiche? Se così fosse, quale protocollo medico domiciliare è stato adottato e si sta adottando sotto lo stretto presidio del medico di famiglia?

D. Non sarebbe opportuno introdurre l’obbligo di indossare la mascherina almeno nei luoghi chiusi e affollati, poiché è vero che se una persona è sana non ha motivo di indossarla, ma se fosse un portatore sano* potrebbe infettare altre persone?

*(sia il paziente asintomatico che l’individuo portatore sano possono potenzialmente trasmettere ad altri la malattia e non hanno alcun sintomo, tuttavia, mentre il paziente asintomatico ha realmente la malattia, senza però avere alcun sintomo della sua presenza, l’individuo portatore sano non ha i sintomi perché non ha alcuna malattia ed è appunto sano)

E. Dal momento che il Sars-Cov-2 presenta principalmente la seguente modalità di trasmissione ovvero attraverso le “goccioline” (droplets) del respiro delle persone infette ad esempio tramite:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali (baci, strette di mano, abbracci)
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso e occhi,

si è preso atto del fatto che lo stesso possa essere facilmente rilasciato attraverso le condotte di aerazione degli immobili e quindi scuole, attività commerciali, amministrative e servizi oltre ai mezzi di trasporto con sistemi di aria condizionata?

F. A tale proposito sono state messe in atto direttive e misure per procedere alla sanificazione delle stesse?

G. Secondo dati rilasciati pubblicamente (sito Confederazione vedi ultimo link), in rari casi il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale e a prova di ciò è stata rintracciata la presenza di Covid19 nelle acque reflue. In questo caso come si è reagito o si vorrebbe reagire? (sanificazione, disinfezione)

H. È stato pensato anche a un protocollo di controllo per le reti idriche sparse sul territorio? Se sì, vi sono già risultati in merito?

Tiziano Galeazzi, Deputato UDC in Gran Consiglio

Lelia Guscio (Lega)

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