Echi dal Gran Consiglio

Gen 21 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 164 Views • Commenti disabilitati su Echi dal Gran Consiglio

Il DECS perde il pelo ma non il vizio

Persiste con la Scuola che verrà. Come purtroppo temevamo, e sospettavamo, il governo, per mano del DECS, non rispetta la volontà popolare. Nel preventivo 2022 infatti si chiede un aumento di 390’000 franchi per attuare la sperimentazione di una parte del fu progetto della «Scuola che verrà». Vedremo in sede di discussione del preventivo 2022 in GC come andrà a finire. Il 23 settembre 2018, il popolo ticinese con il 56.7% di voti disse chiaramente NO alla «Scuola che verrà». L’UDC aveva lanciato il referendum popolare contro quel progetto. Ci sorprende leggere sul Corriere del Ticino e negli altri media che l’On. Bertoli non ha ancora accettato la sconfitta popolare. Torna alla carica con la sperimentazione dell’abolizione dei livelli A e B nelle scuole medie prima di aver rielaborato, discusso e confrontato i risultati della consultazione promossa dal DECS e conclusasi lo scorso 23 dicembre. Soprassediamo sul fatto che, come sua abitudine, i pareri contrari e qualificati del mondo scolastico nei confronti della linea del DECS non sono né valutati né considerati prima di intraprendere la sperimentazione. È per noi grave che, a distanza di oltre tre anni, DECS e governo siano ancora rimasti a prima del voto. Anzi peggio, come se la volontà popolare, e i numerosi interventi anche degli altri partiti post voto, non avessero espresso lo stop a quel progetto. Oltre a vari tentativi burocratici del Dipartimento di far rientrare dalla finestra ciò che il popolo ha buttato fuori dalla porta, ora espressamente si chiedono soldi al GC nell’ambito del preventivo 2022. In aggiunta a ciò, si viene ad apprendere che con o senza questi soldi il DECS ha già organizzato e lancerà la sperimentazione per abolire i livelli, comunque. Riteniamo che sia tempo e ora che la politica (governo, parlamento e commissione scolastica) tornino a essere i registi della riforma scolastica e che il potere del DECS di fare e disfare, e di non rispettare la volontà popolare sia finalmente arginato. Per questa ragione presentiamo un’interpellanza con la quale si chiedono spiegazioni sul procedere del DECS e del governo. Parimenti, proponiamo un’iniziativa parlamentare elaborata con la quale chiediamo di modificare l’articolo 13 della Legge scolastica, così da restringere il campo di manovra autonoma del Dipartimento e ampliare quello dell’intervento e di controllo politico nelle modifiche che riguardano la scuola dell’obbligo. La scuola dell’obbligo, lo ricordiamo, è pubblica, cioè di tutti e non solo del DECS e di chi lo dirige. L’UDC, ma speriamo anche gli altri partiti, nel rispetto della volontà popolare si attiverà per impedire la maggior spesa di preventivo 2022 per attuare una misura della fu «Scuola che verrà», e continuerà a fare la guardia ai tentativi di attuare riforme che hanno già mostrato altrove gli insuccessi.

UDC Ticino

 

Interpellanza

Ma vogliamo proprio andare avanti con questo modello di «superamento» dei livelli?

Secondo il comunicato di ieri, il DECS intende proporre al CdS di portare avanti, nei prossimi due

anni scolastici, in alcune Scuole Medie, una sperimentazione del «superamento» dei livelli in terza

media secondo il modello posto in consultazione alla fine dello scorso anno.

Il titolo, piuttosto fuorviante, del comunicato afferma che il 64% dei consultati è favorevole al

superamento dei livelli. Al di là del fatto che una percentuale calcolata sul totale dei consultati

non dice granché (una questione è avere l’accordo o il disaccordo di una singola persona

consultata, altra questione è avere il disaccordo degli esperti di una delle due materie toccate dal

provvedimento o dei plenum dei docenti!), si deve osservare che la maggioranza di questo 64%

non è tout court favorevole al modello presentato dal DECS, ma solo al superamento dei livelli, il

che è tutt’altra cosa.

Gli esperti di matematica, nel loro documento «Riflessioni del gruppo esperti di matematica sul

superamento dei corsi A e B» arrivano addirittura a mettere in dubbio la necessità di una modifica

strutturale nel senso di quanto vuole fare il DECS. Citiamo: «In primo luogo, occorre verificare se una

modifica strutturale di superamento dei corsi sia un elemento fondamentale per lo sviluppo della

scuola media» e «L’opportunità di scegliere un corso adatto alle proprie potenzialità dovrebbe

favorire, in entrambi i corsi, una formazione di maggior qualità e, conformemente alle finalità della

scuola media, in linea con gli interessi e le esigenze dell’allievo».

Gli stessi esperti di matematica propongono anche una soluzione ben diversa e molto più

semplice da implementare: «A nostro avviso, la proposta di modifica seguente, relativa al

Regolamento della scuola media, potrebbe garantire un funzionamento ottimale del sistema

attuale, senza stravolgimenti e senza costi aggiuntivi».

Anche un’altra importante componente della Scuola, la Consulta dei presidenti dei plenum della Scuola Media, esprime parere contrario alla sperimentazione del DECS e citiamo: «Pur apprezzando la volontà del dipartimento di chinarsi sulla questione, la maggior parte dei documenti elaborati dalle diverse sedi di scuola media in risposta alla consultazione evidenzia come il progetto proposto dal DECS presenti comunque troppe criticità per essere valutato in maniera positiva» e ancora «… la maggioranza dei plena di scuola media propone che una sperimentazione che prenda in esame diverse realtà scolastiche e che sia accompagnata da un dispositivo di monitoraggio (esperti, capi gruppo sostegno…) venga avviata solo dopo aver trovato i correttivi alle criticità emerse e averli nuovamente sottoposti al mondo della scuola». Dunque, componenti molto importanti della Scuola non sono per niente favorevoli a quanto proposto dal DECS. Infine, non dimentichiamo che La Scuola che verrà, che comprendeva, fra l’altro, qualcosa di analogo a quanto proposto oggi dal DECS, a seguito del referendum lanciato dall’UDC, è stata respinta dal popolo ticinese. A questo punto chiediamo al CdS:

  1. Ritiene sensato insistere a seguire la linea (ri)proposta dal DECS che nella consultazione non ha raccolto, in realtà, molti consensi, almeno così come proposto e che è già stata bocciata in votazione popolare?
  2. Dato che la sperimentazione richiede la suddivisione a metà classe nei laboratori, con quale credito si farebbe fronte ai costi, dato che, con ogni probabilità, il GC stralcerà dal preventivo 2022 il credito per l’attuazione generalizzata del modello?
  3. Perché si vuole sperimentare solo questo modello, quando ci sono proposte alternative come quelle contenute nei relativi atti parlamentari del gruppo UDC e soprattutto quella degli esperti di matematica che, ribadiamo, è una delle due materie interessate alla questione?
  4. Perché si vuole iniziare la sperimentazione senza nemmeno attendere che l’introduzione dei laboratori in prima e seconda media possa essere analizzata sulla base di un’esperienza di almeno un quadriennio?
  5. Non ritiene il CdS che, per iniziare una sperimentazione, occorra almeno l’accordo a larga maggioranza delle componenti della Scuola (esperti, collegi docenti ecc.)?
  6. Nel caso in cui il CdS volesse, comunque, proseguire sulla strada indicata dal DECS, verranno considerate, per la sperimentazione, anche quelle Scuole Medie in cui i collegi docenti hanno sollevato perplessità o contrarietà?

Edo Pellegrini, Primo firmatario

Cofirmatari: Lara Filippini, Tiziano Galeazzi, Sergio Morisoli, Paolo Pamini, Daniele Pinoja, Roberta Soldati

 

Iniziativa parlamentare elaborata

Le sperimentazioni scolastiche devono essere approvate dal CdS

Tenuto conto che il popolo ticinese ha bocciato chiaramente, il 23 settembre 2018, il progetto della «Scuola che verrà» sia nei contenuti che nel credito richiesto per sperimentarla;

tenuto conto che noi e altri partiti, da 4 anni a questa parte, abbiamo chiaramente espresso al DECS un cambiamento di rotta, per ora negato, nell’affrontare la riforma scolastica;

considerato che il DECS continua a portare avanti o tentare di portare avanti a pezzi ciò che il popolo ha respinto;

vista la consultazione appena conclusa sulla proposta di eliminare i livelli A e B della scuola media;

considerato che il DECS, senza condividere e discutere i risultati di tale consultazione con i vari attori intervenuti e con la commissione scolastica del Gran Consiglio;

appreso che diversi consultati hanno espresso delle serie contrarietà alla sperimentazione e ai contenuti così voluti dal DECS;

preso atto che il potere dipartimentale è troppo esteso per decidere da solo di sperimentazioni e innovazioni importanti nella scuola dell’obbligo, senza coinvolgere il livello politico di esecutivo e legislativo;

proponiamo la seguente modifica della Legge scolastica cantonale, segnatamente dell’articolo 13, al fine di restringere il campo di manovra dipartimentale e di allargare obbligatoriamente il giudizio politico su future operazioni analoghe che riguardano la scuola dell’obbligo.

 

Per il gruppo UDC:

Sergio Morisoli, Edo Pellegrini, Paolo Pamini, Daniele Pinoja, Roberta Soldati, Lara Filippini, Tiziano Galeazzi

 

Disegno di LEGGE della scuola (LSc) del 1° febbraio 1990; modifica

Il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone Ticino – vista l’iniziativa parlamentare elaborata del…

d e c r e t a:

Innovazioni e sperimentazione

Art. 13[27] Cpv.1 Nuovo

La scuola, attraverso processi di sperimentazione, promuove e controlla le opportune innovazioni in materia di organizzazione, di piani di studio, di griglie orarie, di metodi e di tecniche di insegnamento.

  1. I processi di sperimentazione possono essere proposti sia dal Dipartimento sia dagli organi scolastici cantonali sia dagli organi di conduzione degli istituti sia da gruppi di docenti.

Cpv.3 Nuovo

Ogni proposta del cpv.1 che riguarda la scuola dell’obbligo deve essere approvata dal CdS; nel caso comportasse un aumento di spesa l’approvazione spetta al Gran Consiglio. Le proposte del cpv.1 devono contenere la data di inizio e di fine, oltre agli obiettivi e ai criteri finali di valutazione della sperimentazione.

Cpv.4 Nuovo

Riservate le competenze in materia finanziaria, e nel rispetto primario del cpv.3; le istanze competenti ad autorizzare e a revocare lo svolgimento di sperimentazioni sono:

  1. a) il Consiglio di Stato qualora s’imponga la deroga temporanea a disposizioni legali;
  2. b) il Dipartimento previa informazione del Consiglio di Stato, qualora s’imponga la deroga temporanea a disposizioni di applicazione, ivi compresi i piani di studio e i metodi;
  3. c) gli organi scolastici cantonali e gli organi di conduzione degli istituti, negli altri casi, con l’obbligo d’informarne il Dipartimento il Consiglio di Stato.

 

  1. Trascorsi i termini per l’esercizio del diritto di referendum, la presente modifica di legge è pubblicata nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi ed entra in vigore immediatamente.

 

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