Echi dal Gran Consiglio

Ott 29 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 159 Views • Commenti disabilitati su Echi dal Gran Consiglio

Iniziativa elaborata

Che ne è della sussidiarietà? Maggiore collaborazione tra pubblico e privato per i compiti pubblici

Lo scorso 20 ottobre, il gruppo UDC in Gran Consiglio ha depositato un’iniziativa elaborata per modificare la legge sui sussidi cantonali del 1994, anche perché a quasi due anni dalla votazione popolare sull’introduzione del principio di sussidiarietà nella Costituzione cantonale, il governo non ha fatto nulla per applicare la volontà popolare. Lo Stato sociale è in crisi, non lo nega più nessuno. Costi, casistiche, mentalità, tessuto sociale ed economico sono cambiati, lo Stato centralistico non riesce più a gestire i bisogni in modo efficace. Perciò, l’UDC, tramite l’iniziativa elaborata «Che ne è della sussidiarietà» propone di aprire nuove vie nel campo dell’erogazione di sussidi, per trovare delle soluzioni più eque, più efficienti e più capillari grazie all’intreccio tra pubblico e privato. Tramite il principio di sussidiarietà, ora vincolato nella Costituzione cantonale, sarà possibile che pubblico e privato collaborino nel soddisfare i bisogni in modo paritario, che pubblico e privato si trovino anche in concorrenza nell’erogare servizi a minor costo e di maggior qualità, che privati e privati si facciano concorrenza per soddisfare meglio l’esigenza di servizio pubblico. Grazie alla sussidiarietà, se applicata come principio di base prima dell’erogazione dei sussidi, potrebbero nascere nuove offerte profit e non profit, più efficienti ed efficaci, per colmare la domanda di servizi pubblici. Non da ultimo e in un contesto di finanza pubblica estremamente negativa che necessita di una forte correzione, la sussidiarietà può rivelarsi un mezzo assolutamente efficiente ed efficace per spendere «meno e meglio» in generale e per riformare il welfare state in particolare, nonché per rivedere in modo nuovo i «compiti operativi dello stato».

Il pareggio dei conti non basta, ci vuole un vero risanamento finanziario entro il 2025

L’UDC propone 3 decreti legislativi

Dopo il sostegno ricevuto in Gran Consiglio per raggiungere il risanamento finanziario entro il 2025 agendo sulla crescita della spesa (emendamento UDC ritirato e trasformato in iniziativa elaborata sottoscritta trasversalmente da Lega, PLR e PPD), oggi l’UDC propone e dettaglia con ulteriori 3 decreti legislativi il «come» procedere per risanare i conti pubblici entro il 2025. Per l’UDC è ora di mantenere in pareggio i conti nel tempo e non solo sporadicamente. L’ultimo lavoro di questa portata fu fatto nella legislatura 1995-99, con una manovra spalmata su alcuni anni e che ha permesso di correggere l’aumento della spesa di oltre 450 milioni di franchi. Ma poi la politica si è fermata di preventivo in preventivo alle mere promesse. La politica del «tassa e spendi» ha portato alla crescita del 23% della spesa pubblica e a un deficit a colpi di 200 milioni l’anno in dieci anni. Il Ticino è il terzo peggior cantone per la crescita del debito in una sola generazione: saranno gli scolari di oggi che, da lavoratori adulti – premesso che di lavoro per gli indigeni ce ne sia ancora – dovranno pagare i debiti dei loro genitori. Al mercato del lavoro dei cancelli aperti e ormai saccheggiato (nei posti di lavoro e nei salari) si aggiunge la crescita dell’assistenza pubblica aumentata del 38%, la disoccupazione ILO del 18%, la popolazione a rischio povertà del 43.5% e il malessere sociale in generale del 23% (vedi Welfare index). L’UDC vuole usare le risorse finanziarie dello Stato in modo mirato ed efficace (spendere meno e meglio) e propone di intervenire su tre livelli: i costi del personale, i costi di funzionamento amministrativo (beni e servizi) e i trasferimenti di soldi (sussidi). Con le 3 iniziative elaborate sotto forma di 3 singoli decreti legislativi con data di scadenza entro il 2025, l’UDC introduce una serie di misure vincolate da attuare per correggere l’aumento di queste spese dal 2022 al 2025, con l’obiettivo di pareggiare il conto economico entro il 2025. In sintesi, le misure disciplinari sono:

– la spesa del personale globale potrà crescere annualmente solo pari al valore dell’indice nazionale dei prezzi

– la spesa per beni e servizi dovrà essere bloccata al livello del Consuntivo 2020

– la spesa per sussidi, esclusi quelli diretti alle persone, al netto delle entrate potrà crescere annualmente solo del 2%

I singoli decreti contengono i dettagli per l’applicazione e l’attuazione di questi vincoli finanziari.

Per il Gruppo UDC: Sergio Morisoli, Paolo Pamini, Lara Filippini, Roberta Soldati, Daniele Pinoja, Tiziano Galeazzi e Edo Pellegrini

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