Echi dal Gran Consiglio

Lug 23 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 261 Views • Commenti disabilitati su Echi dal Gran Consiglio

Interrogazione

Aeroporto cantonale di Locarno, si potevano evitare i danni?

Tra lunedì 12 e martedì 13 luglio il maltempo ha colpito in modo devastante tutto il cantone Ticino, tra cui l’aeroporto cantonale di Locarno, quest’ultimo toccato in modo pesante nella struttura dell‘hangar N° 1 costruito nel lontano 1938.

Proprio su questo hangar e sulla struttura medesima, nell’anno 2017 vi fu una richiesta di credito di progettazione che poi venne accolta a inizio 2018 dal Parlamento ticinese. Il credito si aggirava a circa mezzo milione di franchi. Il Consiglio di Stato già allora precisava come «l’hangar fosse in uno stato fatiscente  e che la manutenzione corrente non fosse più sufficiente per permettere un razionale utilizzo degli spazi.»

A questa precisa conclusione il Governo era arrivato dopo un’attenta valutazione fatta dalla sezione della logistica e dalla direzione dell’aeroporto.

Sono trascorsi oramai più di tre anni ma, a quanto pare, non sono stati ancora redatti i progetti. Nel contempo sembra che più volte siano state evidenziate, dagli addetti ai lavori, alcune necessità di intraprendere importanti lavori di manutenzione straordinaria alla struttura visto lo stato pericolante.

A quanto pare, neppure queste manutenzioni furono eseguite. Oggi ci troviamo con un hangar semi distrutto e, in particolare, con anche gli aerei presenti nell’edificio che hanno subito dei danni sicuramente evidenti, da dover calcolare e rifondere ai proprietari. Ci si augura quindi che la struttura fosse assicurata da parte del Cantone. Centrale è, a nostro avviso, l’annotazione che l’evento meteorologico ha colpito tutta la zona e tutte le infrastrutture dell’aeroporto e che solo il fatiscente hangar del Cantone ha subito gravi danni.

Dal profilo funzionale, va pure rilevato che le attività di manutenzione su aeromobili civili svolte nell’hangar del Cantone sono di valenza sovra cantonale in quanto gran parte dell’utenza proviene non solo da Lugano/Agno, ma anche da altri aeroporti svizzeri o italiani. Ciò significa che la sua attività è consolidata e ne assicura la continuità sul medio e lungo termine. Ciò a maggior ragione se si considera che la società di manutenzione che ha sostituito la RUAG è in stretto contatto con la scuola di volo civile che è in piena fase di sviluppo.

Alla luce purtroppo di questo imprevisto purtroppo causato dal maltempo, chiediamo al Consiglio di Stato:

A) IL Consiglio di Stato era al corrente delle richieste formulate dai suoi due servizi di intraprendere delle manutenzioni straordinarie alla struttura? Se sì, quanti anni fa furono richieste dagli esperti e perché non sono state fatte?

B) Come mai non è stato dato seguito alla precisa e vincolante decisione del Gran Consiglio che approvò nel febbraio del 2018 il credito di progettazione?  Chi ha preso la decisione di non dar seguito a questa decisione: la Sezione della logistica, la direzione dell’aeroporto o altri uffici amministrativi? Perché il Parlamento non è stato informato?C) La struttura ha degli affittuari e in essere vi è una convenzione riguardante l’uso e l’affitto? Se sì, con quale società e quando è stata firmata l’ultima volta e a quali condizioni?

D) La struttura risulta assicurata per questo genere di danni? Se sì, anche verso terzi? Se no, perché?

E) Inerente la domanda D, se non ci fosse alcuna assicurazione, sarà il Cantone a dover rifondere i danni tra cui quelli ai privati?

 

Tiziano Galeazzi, primo firmatario

Sergio Morisoli – Roberta Soldati – Paolo Pamini – Daniele Pinoja – Edo Pellegrini

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