Echi dal Gran Consiglio

Giu 12 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 23 Views • Commenti disabilitati su Echi dal Gran Consiglio

Interrogazione

Perché la Scuola specializzata superiore alberghiera e del turismo è scomparsa dalla prestigiosa classifica internazionale «QS World University Rankings»?

Poter vantare delle scuole eccellenti, non significa unicamente poter dare ai nostri giovani un’ottima  formazione affinché essi possano avere una solida base per il loro futuro personale e professionale, ma significa anche creare dei poli internazionali importanti per il rilancio del nostro Cantone.

Il turismo ha sempre costituito una parte consistente del PIL ticinese e l’importanza di questo settore l’abbiamo vista anche durante questa pandemia la scorsa estate e nelle ultime settimane, quando tutti abbiamo potuto constatare che il Cantone è stato scelto come meta per le vacanze da numerosi Confederati.

Il fatto di poter avere sul nostro territorio la Scuola specializzata superiore alberghiera e del turismo (SSSAT), con sede a Bellinzona è certamente un vanto e motivo di grande orgoglio.

Omissis.

Fra questi istituti/università figuravano:

  • NHL, Stenden University of applied sciences, Leeuwarden, Paesi Bassi (nhlstenden.com),
  • la Trobe University, Melbourne, Australia, che successivamente è stata oggetto di accordi anche con l’USI (www.latrobe.edu.eu),
  • Alta formazione professionale, Roncegno, Trento (afp-mt.it);

Omissis.

Ancora nel 2021, al primo posto si trovava la EHL – Ecole hôtelière de Lausanne e 8, delle migliori 10 scuole alberghiere, si trovavano in Svizzera; addirittura l’Hotel Institute Montreux era passato dal 24° al sesto posto.

Ahimè, dopo l’exploit degli anni 2012-2013, la SSSAT è scomparsa da questa prestigiosa classifica e oggi non risulta più nemmeno nelle prime 100 migliori scuole alberghiere al mondo.

Evidentemente, nel frattempo qualcosa è successo: o gli altri istituti sono nettamene migliorati e la SSSAT ha marciato sul posto, oppure, malgrado quanto asserito nella scheda di presentazione sul sito (dove si dice che la scuola «intende perseguire, affinché le prestazioni siano sempre migliori e adeguate alle esigenze del mercato»), essa ha perso il passo con i tempi.

Eppure, il 4 agosto 2015, a gran voce il DECS asseriva di voler rilanciare la SSSAT «attraverso un parziale riorientamento dell’offerta formativa» (https://www.laregione.ch/cantone/bellinzonese/1188127/rilanciare-la-scuola-alberghiera-e-del-turismo, Marino Molinaro).

Alla luce dei fatti, evidentemente i buoni intenti non sono andati a buon fine.

Mediante la presente interrogazione si pongono al lod. Consiglio di Stato le seguenti domande:

  1. La SSSAT ha fatto un’analisi dei motivi per i quali, dopo il 2013, è sparita dalla prestigiosa classifica internazionale «QS World University Rankings – Hospitality & Leisure Management»? Oppure non ci si è minimamente chinati o preoccupati della questione?
  2. Dopo il comunicato del DECS del 4.8.2015 sul rilancio della scuola, quali misure ha messo in atto la Direzione per perseguire questo obiettivo? Sono stati fatti dei bilanci? Se sì con che scadenza e quale il loro contenuto?
  3. A quali organizzazioni/associazioni internazionali del settore alberghiero e del turismo fa parte la SSSAT?
  4. Dopo il 4 agosto 2015, la SSSAT con quali scuole/università internazionali del settore ha stretto accordi per stages o scambi per formazione di studenti? (sul sito si legge che la scuola «è parte integrante della rete delle scuole superiori alberghiere e di turismo svizzere e internazionali» – sssat.ti.ch”)

Roberta Soldati
Prima firmataria

Edo Pellegrini, Tiziano Galeazzi, Daniele Pinoja

Iniziativa parlamentare generica

Istituzione di un Tribunale cantonale della costruzione

La Sezione di diritto pubblico del Tribunale di appello è suddivisa in 3 Camere: il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM), il Tribunale cantonale delle assicurazioni (TCA) e la Camera di diritto tributario (CDT).

Attualmente, in materia edilizia, i ricorsi in seconda istanza contro le sentenze del Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato, sono decisi dal TRAM.

Il TRAM decide anche sui ricorsi avversi alle decisioni dei committenti nell’ambito della Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb).

I ricorrenti, e più in generale le parti coinvolte in un procedimento giudiziario che hanno per oggetto queste materie, devono attendere molti mesi, sino ad arrivare a oltre un anno, per ottenere una Sentenza del TRAM, che successivamente potrà essere oggetto di un eventuale ricorso al Tribunale federale.

Il comune cittadino che desidera costruire una casa, oppure un ente di diritto pubblico che è intenzionato a edificare una struttura a beneficio della comunità, si trova a dover sospendere l’attuazione del progetto, magari per anni.

Purtroppo, si sa che numerosi ricorsi vengono interposti anche solo per «ripicca». Tuttavia, a causa di una prassi molto restrittiva, il Tribunale potrà difficilmente sancirne la temerarietà, aprendo la via del risarcimento dei danni.

L’incertezza nelle tempistiche crea grandi disagi anche nella pianificazione del lavoro degli artigiani e delle imprese. A maggior ragione in questo periodo di pandemia, nel quale i prezzi dei materiali sono molto volatili e vi è sempre più difficoltà nel rifornimento di materie prime. Ciò crea difficoltà nella redazione di preventivi e capitolati e grandi incertezze ai committenti. Tutto questo non aiuta il settore.

Omissis.

Mediante la riorganizzazione e il potenziamento dell’organico del nuovo Tribunale della costruzione, si andrà a creare una nicchia di specializzazione, con una conseguente maggiore celerità nell’evasione dei procedimenti.

Ritenuto che, come detto, l’orientamento della revisione della legge edilizia sembrerebbe essere quello di voler mantenere 2 istanze riscorsuali, in alternativa, se non si volesse procedere con la creazione di una nuova Sezione all’interno del TRAM, il nuovo Tribunale della costruzione, potrebbe essere istituito anche mediante lo scorporo delle materie dell’edilizia e commesse pubbliche dall’attuale Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato, a condizione che venga creata una commissione di ricorso di prima istanza avente carattere giudiziario e non meramente amministrativo come sinora.

In questo modo, il nuovo Tribunale di carattere specialistico, oltre che emanare decisioni con tempistiche più celeri, mediante l’implementazione di correttivi per poter ricorrere, andrebbe a sgravare il lavoro del TRAM.

Conclusione

Mediante l’inoltro della presente iniziativa parlamentare generica si chiede al Consiglio di Stato di modificare la LOG, in particolare di creare all’interno della Sezione di diritto pubblico del Tribunale di appello, un nuovo Tribunale cantonale della costruzione, scorporando la materia dell’edilizia e commesse pubbliche dal Tribunale cantonale amministrativo. In alternativa creare questo nuovo Tribunale specialistico, mediante lo scorporo di queste materie dal Servizio dei ricorsi del Consiglio di stato a condizione che sia un’istanza di carattere giudiziario.

Roberta Soldati
Prima firmataria

Giovanna Viscardi, Massimiliano Ay, Daniele Pinoja, Alessandro Gnesa, Bruno Buzzini, Fabrizio Garbani Nerini, Sabrina Gendotti

Iniziativa parlamentare

Rimborso immediato dell’imposta preventiva

Proposta

La presente iniziativa parlamentare elaborata propone di introdurre nella Legge tributaria ticinese (LT, RL 640.100) il principio del rimborso immediato in contanti dell’imposta preventiva alle persone fisiche fiscalmente residenti in Ticino non appena i redditi da essa gravati siano stati dichiarati nella dichiarazione fiscale annuale. Sull’esempio del Canton Grigioni, che da anni conosce lo stesso principio, si propone di introdurre un nuovo art. 58a LT alla conclusione della parte seconda relativa all’imposizione delle persone giuridiche, riprendendo il testo letterale dell’art. 72 LT-GR (Legge sulle imposte per il Cantone dei Grigioni, CSC 720.000).

Motivazione

Attualmente, in Ticino il rimborso dell’imposta preventiva alle persone fisiche fiscalmente residenti nel Cantone avviene attraverso l’accredito all’imposta cantonale (sul reddito e sulla sostanza) a valle dell’emissione della decisione di tassazione da parte del competente Ufficio circondariale di tassazione. In caso di eccedenza al netto degli acconti già prestati dal contribuente, l’imposta preventiva viene rimborsata con vaglia postale o bonifico bancario. La tempistica del rimborso dell’imposta preventiva può pertanto durare parecchi anni, qualora l’Ufficio circondariale di tassazione sia in ritardo con la tassazione del contribuente. Questa attesa causa un inutile pregiudizio al contribuente, facendogli mancare della liquidità alla quale ha diritto in virtù della LIP (Legge federale del 13 ottobre 1965 sull’imposta preventiva, RS 642.21). Ai sensi dell’art. 31 cpv. 4 LIP, la liquidità non è peraltro nemmeno remunerata.

Omissis.

Paolo Pamini

Maurizio Agustoni per il Gruppo PPD

Boris Bignasca per il Gruppo Lega

Alessandra Gianella per il Gruppo PLRT

Sergio Morisoli per il Gruppo UDC

 

Interrogazione

Autorità cantonali e comunali ostaggio dei querulomani?

Alle nostre latitudini si tratta ancora di un fenomeno abbastanza contenuto, ma sta in genere aumentando: la querulomania .

Tale comportamento è una tendenza patologica, che rientra nel quadro di un’anomalia della personalità o di una sindrome di natura psicotica, ad avanzare rivendicazioni continue e per lo più non fondate. In genere, alla base c’è un fattore scatenante derivante dal trattamento forse insoddisfacente di una questione da parte delle autorità statali, che poi portano queste persone a ritenersi «vittime del sistema».

La querulomania, se non affrontata immediatamente, comporta notevoli spese per lo Stato dal profilo amministrativo: è vero che le richieste spesso «non stanno né in cielo né in terra», tuttavia occorre aprire fascicoli, allestire incarti, preparare decisioni, inviare le stesse, ecc.. Da qualche anno in Ticino un ex candidato al Consiglio comunale in un comune del Luganese e sua moglie agiscono a vari livelli comunale, cantonale e federale, provocando inutilmente spese.

Analogamente una signora, che peraltro vanta una licenza in giurisprudenza in un’università italiana, la cui espulsione dalla Svizzera è definitiva, avvia diverse procedure del tutto insensate nei confronti di varie persone e autorità.

I Codici di rito proscrivono la querulomania. Si citano, senza pretesa di esaustività, l’art. 132 cpv. 3 CPC, 110 cpv. 4 CPP, art. 48b cpv. 1 lett. a n. 2 LOG e 12 LPAmm. Il diritto federale sembra essere più esplicito del diritto cantonale.

Nell’interesse dei cittadini contribuenti e di tutte quelle persone che veramente hanno bisogno di un aiuto dello Stato, mi permetto porre le seguenti domande al Consiglio di Stato:

 

1) Nel rispetto della protezione dei dati e della personalità, quale è il numero di persone che nel 2019, 2020 e quest’anno agiscono/hanno agito sistematicamente dinanzi ad autorità cantonali con atti querulomani?

2) È possibile quantificare (stima) il costo per il Cantone per questi atti?

3) Ritiene auspicabile il Consiglio di Stato migliorare le basi legali nel diritto cantonale per la gestione del fenomeno della querulomania?

4) A tutt’oggi, come è trattata la querulomania da parte del Cantone? Esiste un protocollo di azione ad uso delle autorità amministrative cantonali e comunali?

5) Il Tribunale d’appello, in modo particolare la Camera di protezione, e le autorità regionali di protezione (ARP) hanno elaborato un piano di azione?

6) Nell’interesse delle stesse persone (tutela patrimonio finanziario, ecc.), ritiene opportuno il Consiglio di Stato implementare (a livello di legge/ARP o altro) una misura di blocco che permetta poi a tutte le autorità di archiviare senza risposta la corrispondenza (analogamente ai divieti di entrata nelle case da gioco, negli stadi o negli esercizi pubblici)?

7) A conoscenza del Consiglio di Stato esiste in merito ai querulomani una prassi federale o in altri Cantoni nell’affrontare la questione?

Lara Filippini

 

Tassazione ridotta del valore locativo

Il Gran Consiglio accoglie la proposta Pamini di limitare la tassazione del valore locativo per i piccoli proprietari con poche entrate monetarie, come i pensionati che vivono in casa propria.

Paolo Pamini

C’è una buona notizia per i piccoli proprietari di appartamenti o di case primarie che sono chiamati a vivere con poche entrate effettive: il Gran Consiglio ha accolto la proposta fatta d Paolo Pamini per il gruppo UDC e sostenuta da co-firmatari di PLR, PPD e Lega di mettere un tetto massimo alla tassazione del valore locativo. Questa proposta è pensata per aiutare il ceto medio-basso e il ceto medio che vive in casa propria e che ha una modesta sostanza. Contraria la sinistra, inclusi i Verdi e il Governo. Seguendo l’esempio di alcuni altri cantoni svizzeri, primo tra loro il canton Grigioni, la destra borghese ha sostenuto la proposta di Paolo Pamini di inserire nella legge tributaria ticinese un nuovo articolo che pone una soglia massima alla tassazione del valore locativo di piccole proprietà abitative. In un determinato anno, il valore locativo effettivamente tassato non potrà superare un terzo delle entrate liquide del contribuente. A titolo di esempio, grazie a questo sgravio, una coppia di anziani che vive nella sua casa di famiglia e che percepisce solo poche entrate effettive (come l’AVS e qualche reddito da risparmi, visto che potrebbe aver prelevato il secondo pilastro per sdebitarsi dall’ipoteca) verrà tassata dallo Stato sul reddito fittizio dalla casa (il valore locativo) solo al massimo nella misura del 30% delle altre entrate in contanti. Solo contribuenti con una sostanza imponibile fino a 500’000 franchi potranno invocare il freno, per cui la misura è mirata a sostegno del ceto medio-basso e del ceto medio. Per molti contribuenti ticinesi questa soluzione comporterà senz’altro un piccolo alleggerimento del peso fiscale che grava sul loro budget personale, potendo a seconda della situazione oscillare tra 400 e 1’500 franchi all’anno di minori imposte cantonali e comunali. Grazie all’impegno di Paolo Pamini e al sostengo degli altri partiti in commissione e in aula, salvo purtroppo i Verdi e il PS, che ha addirittura minacciato un ricorso al Tribunale federale a danno del ceto medio-basso ticinese, l’UDC ha dato ulteriore prova di mantenere la  sua promessa elettorale impegnandosi concretamente per il ceto medio e per i contribuenti, e collaborando con le altre forze politiche di destra.

 

 

 

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