Echi dal Gran Consiglio

Gen 22 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 242 Views • Commenti disabilitati su Echi dal Gran Consiglio

Iniziativa parlamentare generica

Assistenza: si paghi la pigione direttamente al locatore

Non di rado succede che i proprietari di immobili che concludono un contratto di locazione con persone a beneficio di prestazioni assistenziali, facciano fatica a incassare gli importi delle pigioni. Il codice delle obbligazioni prevede che, in caso di ritardo nel pagamento del corrispettivo, il locatore debba dapprima procedere con una messa in mora e solo successivamente, in caso di mancato pagamento nel termine impartito, egli potrà notificare la disdetta straordinaria, che potrà essere oggetto di contestazione da parte del conduttore. Come noto, l’iter giudiziario può richiedere numerosi mesi, se non anni, al termine dei quali, il locatore spesso ottiene una sentenza che gli dà ragione, ma senza alcuna possibilità concreta di poter incassare le pigioni scadute. A volte si tratta di importi assai ingenti. Il locatore ottiene la classica “vittoria di Pirro”, dove l’unica possibilità che gli resta è quella di fare spiccare nei confronti del debitore un precetto esecutivo “e mettersi in coda” agli altri creditori. Non di rado, successivamente il conduttore si trasferisce altrove concludendo un nuovo contratto di locazione, adottando lo stesso modus operandi, senza rendersi conto che ciò potrà creare anche a lui gravi danni irreversibili. Una situazione debitoria precaria crea infatti in seno al conduttore il rischio di entrare in un vortice di procedure sfocianti in precetti esecutivi e attestati di carenza beni, che difficilmente egli potrà tacitare. Questo significa pregiudicare, o per lo meno compromettere, seriamente il suo futuro finanziario, costringendolo a vivere vita natural durante con il minimo vitale. L’attuale legislazione prevede la possibilità di convenire fra il locatore e il conduttore a beneficio di prestazioni assistenziali, la sottoscrizione da parte di quest’ultimo, di un’autorizzazione al pagamento diretto della pigione sul conto bancario del locatore. Questa opzione richiede tuttavia il nulla osta del conduttore. L’art. 26 LAS prevede la possibilità per l’autorità preposta, di adottare delle misure di vigilanza, laddove l’assistito si dimostra incapace di utilizzare le prestazioni secondo le loro finalità. Questa ipotesi non è soddisfacente poiché non mette al riparo il locatore dal rischio di subire delle perdite, a volte ingenti, causate dai tempi tecnici amministrativi.

Conclusione

Mediante l’inoltro della presente iniziativa parlamentare generica si chiede al Consiglio di Stato di modificare l’art. 25 LAS, in particolare prevedere, in analogia a quanto avviene per il pagamento diretto all’assicuratore per il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie, anche il pagamento diretto della pigione al locatore. In alternativa, il pagamento diretto della pigione al locatore deve avvenire automaticamente dal momento in cui il conduttore a beneficio di prestazioni assistenziali, è in mora nel pagamento della pigione di un mese, oppure laddove egli abbia a proprio carico degli atti esecutivi. Evidentemente, l’importo della pigione che verrà versato al locatore sarà quello stabilito dall’ufficio competente sulla in base ai parametri USSI. Questo permetterà: (1) al locatore di tutelare la sua proprietà ed evitare il pagamento di costi connessi a tutte le procedure tese all’incasso delle pigioni scadute, (2) di sgravare l’apparato giudiziario e (3) tutelare altresì il conduttore dal cadere nel vortice dei precetti e attestati di carenza beni, dal quale difficilmente uscirà.

Roberta Soldati, Daniele Pinoja, Lara Filippini (primi firmatari)

Tiziano Galeazzi, Sergio Morisoli, Edo Pellegrini e Paolo Pamini

Interpellanza

Risparmiamo qualche franco e preserviamo l’ambiente

Egregi Consiglieri di Stato,

abbiamo recentemente ricevuto la rivista “Scuola ticinese” pubblicata dal DECS e ne prendiamo spunto per proporre qualche risparmio in questi tempi di vacche magre per le finanze dello Stato. La pubblicazione citata è indubbiamente ben presentata e stampata su carta di un certo pregio, per cui avrà anche costi non indifferenti. Inoltre, anche l’invio postale a domicilio è certamente oneroso. La quantità di carta utilizzata ha certamente anche un impatto sull’ambiente. Quanto indicato sopra vale certamente anche per altre pubblicazioni dello Stato, quali il corposissimo” Annuario statistico ticinese”, ecc. Le due pubblicazioni citate e molte altre possono essere scaricate senza problemi dal sito del Cantone. D’altra parte, anche il Foglio Ufficiale presto sarà disponibile solo in forma elettronica. Chiediamo quindi al Consiglio di Stato:

  1. Quanto costa l’impaginazione, la stampa e la spedizione postale della rivista “Scuola ticinese”?
  2. Più in generale, a quanto ammontano i costi complessivi (impaginazione, stampa e spedizione postale) per le riviste inviate agli abbonati e agli interessati?
  3. Non ritiene il CdS che, nel 2020, si potrebbe tranquillamente soprassedere alla stampa e all’invio di questa e altre pubblicazioni e limitarsi alla pubblicazione sul sito del Cantone, magari con invio di una e-mail informativa agli abbonati e agli interessati, con un buon risparmio per le finanze dello Stato?
  4. In questi tempi di cambiamenti climatici e grande sensibilizzazione alle problematiche ambientali, evidenziati anche sul diario-agenda distribuito a inizio di anno scolastico agli allievi delle scuole del Cantone, non pensa il CdS di poter dare il buon esempio anche ai giovani, evitando di stampare su carta quanto può tranquillamente essere letto al computer?

Edo Pellegrini, Roberta Soldati, Daniele Pinoja, Paolo Pamini

 

Interpellanza

Che sia in realtà il datore di lavoro a non avere tutti i torti? 

Da alcuni giorni sta infiammando sui giornali la polemica della disdetta cautelativa notificata nel mese di settembre 2020 alle lavoratrici e ai lavoratori del bacino svizzero del Lago Maggiore da parte della Società navigazione del Lago di Lugano (SNL), dovuti al mancato rinnovo del Consorzio, scaduto il 31 dicembre 2020, ora prorogato di 2 mesi.

I sindacati stanno facendo la “voce grossa” e non esitano a gettare ombre e dubbi sull’operato della SNL.

Il Cantone (de facto le cittadine e i cittadini) finanzia una tratta di servizio pubblico (Locarno-Magadino) e, in quanto attore chiamato in causa da più parti, mediante la presente interpellanza si chiede al lod. Consiglio di Stato di approfondire i seguenti punti:

  1. La SNL ha licenziato le lavoratrici e lavoratori del bacino svizzero del Lago Maggiore, proponendo loro, così come sostenuto dai sindacati, dei “contratti capestro a loro detrimento”?
  2. Corrisponde al vero che a chi aveva in essere un contratto di lavoro stagionale di 6 mesi, è stato proposto un contratto, sempre stagionale, della durata di 9 mesi o indeterminato alle stesse condizioni salariali o migliori?
  3. Corrisponde al vero che SNL ha proposto ad alcuni collaboratori un contratto di formazione evitando così la disoccupazione?
  4. Corrisponde al vero che a chi era in possesso di un contratto a tempo indeterminato su Locarno, è stato proposto un contratto annuale, alle stesse condizioni salariali, su Lugano (con la clausola che in caso di rinnovo del Consorzio, avrebbero esercitato l’attività lavorativa prevalentemente su Locarno)?
  5. Corrisponde al vero che ad alcune di queste persone restate senza contratto (non licenziate) è stata inoltre proposta un’indennità per il “disturbo” di doversi recare a Lugano, oltre a un abbonamento generale a spese di SNL (valore commerciale di Fr. 3’860.–)?
  6. Corrisponde al vero che alcuni collaboratori restati senza contratto (non licenziati) hanno sottoscritto il nuovo contratto proposto?
  7. Chi non ha sottoscritto il nuovo contratto, si trova ora in disoccupazione oppure in malattia?
  8. Attualmente da chi è assicurato il servizio pubblico sul Lago Maggiore? Dai marinai del Lago di Lugano?

Roberta Soldati, Daniele Pinoja, Edo Pellegrini

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