Domenica rossoverde oppure no?

Apr 16 • L'opinione, Prima Pagina • 11 Views • Commenti disabilitati su Domenica rossoverde oppure no?

Rolando Burkhard

Il 13 giugno sarà una domenica di votazioni federali. Si potrebbe arrivare a un’epocale resa dei conti, ossia a un confronto determinante, una vera e propria prova di forza politica. Perché si voteranno cinque proposte sulle quali, a un fronte urbano rossoverde sarà opposta una popolazione delle campagne piuttosto conservatrice. Il problema: sono cinque proposte sulle quali il fronte rossoverde si mobiliterà come mai successo finora, mentre l’orientamento di voto degli altri cittadini e cittadine è ancora tutt’altro che chiaro.  

Di cosa si tratta?

Appunto: di cinque proposte colorate politicamente di verde-rosso, rispettivamente di rosso-verde. Che qui seguono (e sulle quali l’UDC ha già dato la sua raccomandazione di voto):

  • L’iniziativa sull’acqua potabile e quella sui pesticidi: entrambe portano a gravi restrizioni e rincari per la produzione agricola indigena, pregiudicandone la già fragile sicurezza dell’approvvigionamento. Per contro, si spalancano le porte alla crescente importazione di prodotti agricoli a buon mercato; da paesi nei quali il controllo dell’osservanza di standard come quelli in vigore in Svizzera, è una pura illusione. L’UDC ha deciso, a ragione, di raccomandare un chiaro NO.
  • La legge sul CO2: è inutile e superflua ma, in compenso, è super-costosa. La Svizzera è responsabile al massimo per circa il 2 per mille delle emissioni mondiali di CO2. Mentre i maggiori inquinatori a livello mondiale se ne infischiano della riduzione di emissioni di CO2, la Svizzera punta alla perfezione. Ciò comporta per la nostra popolazione dei costi supplementari di circa 1’500 franchi pro capite l’anno e sempre più divieti (riscaldamenti a olio, trasporti, eccetera). Anche qui l’UDC ha giustamente raccomandato il NO.
  • Legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT): la Svizzera deve assolutamente, con misure di controllo leggermente aumentate, proteggersi meglio dall’estremismo politico e dal terrorismo. La sinistra, naturalmente, è come sempre contraria, per lei la tutela dei delinquenti viene prima di quella delle vittime. L’UDC è chiaramente A FAVORE di una migliore protezione contro il terrorismo.
  • La legge sul Covid-19: è un progetto di contenuto ibrido, che associa due temi diversi, come per esempio gli aiuti economici (necessari) con l’attribuzione (inutile) di poteri straordinari al Consiglio federale. L’UDC ha perciò giustamente optato per la LIBERTÀ DI VOTO.

Siamo alla resa dei conti

L’accumulo in un’unica votazione di cinque proposte verdi-rosse, rispettivamente rosso-verdi, di forte coinvolgimento, comporta gravi rischi. In particolare, che i rossoverdi si rechino in massa alle urne, mentre la maggioranza borghese (sempre che tale maggioranza non esista ormai soltanto sulla carta) se ne stia comodamente a casa lasciando andare le cose per il loro corso: ossia verso una Svizzera sempre più comandata e governata dall’alleanza rossoverde. Il famigerato fossato fra città e campagna sarà comunque, per il 13 di giugno, parte integrante del programma politico.

Faremmo bene a non prendere alla leggera l’appuntamento di voto del 13 giugno. Perché la posta in gioco finale è il mantenimento di una Svizzera non orientata unicamente sulle visioni di socialisti e Verdi. Con l’iniziativa per imprese responsabili è ancora andata bene per un pelo, ma solo grazie alla maggioranza dei cantoni. Questa volta sarà ancora più difficile. Raccomando perciò vivamente di seguire le raccomandazioni dell’UDC, ma poi di anche andare a votare.

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