Dei delitti, delle pene e la solita condizionale!

Mag 14 • L'opinione, Prima Pagina • 196 Views • Commenti disabilitati su Dei delitti, delle pene e la solita condizionale!

Concessa, come capita sempre più spesso ai delinquenti che si macchiano di odiosi crimini che dovrebbero essere puniti con estrema severità, per far capire a chi sbaglia scientemente, che deve pagare, senza se e senza ma. Ancora una volta, invece, l’energumeno di turno se l’è cavata per il classico rotto della cuffia.

Il nome di questo gentiluomo, è noto anche ai paracarri della Tremola, ma come da prassi oramai collaudata, non lo si fa, con la scusa – figlia della più spudorata ipocrisia – di «proteggere le vittime» (sic!) che per anni hanno dovuto subire le attenzioni e la «mano morta» – seppur mancina – dell’assatanato che non sapeva reprimere le sue pulsioni, quelle che lo hanno spinto fino allo stupro, delitto odioso che andrebbe punito con la castrazione, ma non quella chimica, s’intende!

Invece, eccolo libero come uccel di bosco, grazie anche all’omertà, alle protezioni di coloro che sapevano, ma che giravano la testa da tutt’altra parte! Quindi, siccome questo signore – si fa per dire – era un funzionario di un importante dipartimento, notoriamente e per tradizione territorio di ideologia sinistra, quell’area politica che si fregia di detenere sempre e comunque l’assoluta verità, quella dei buoni e giusti, s’è preferito «volare basso», tacere vigliaccamente!

E le vittime? A loro rimane il trauma con il quale dovranno convivere per il resto della loro esistenza. E le nostre sinistrate, impegnate femministe? Anche su questo fronte si minimizza. Capirai! In fondo i kompagni che sbagliano vanno capiti! Ma che schifo!

La pretesa di voler sapere chi gestiva il DSS, quando il funzionario praticava ricatti e palpeggiava a tutto spiano le sue vittime, è più che legittima. Non vorremmo dover pensare, che queste «attività» fossero, oltre che conosciute, tollerate, perché «disciplina» comune, diciamo pure, «sana e sociale», come suggerisce l’acronimo DSS: Dipartimento della sanità e della socialità.

Socialità  significa forse che il funzionario, malgrado l’entità dello squallido e odioso atto commesso, a tutt’oggi percepisce ancora uno stipendio, e che quindi non è ancora stato licenziato? Bisogna ammetterlo; più socievoli di così, decisamente non si può!

Altro che esserci «del marcio in Danimarca». I miasmi della putredine che si diffondono spesso in certi ambienti e gremii della politica, ammorbano l’aria, mettendo a dura prova le nari dei votanti i quali, sfiduciati, decidono sempre più spesso di non recarsi alle urne.

Tornando a quella che noi giudichiamo una  non condanna, inflitta al violentatore e  stimando risibile l’importo della pena pecuniaria, oltre che insultante nei confronti della vittima, siamo sempre dell’opinione che la condizionale venga applicata con troppa facilità nei confronti di chi delinque. Anzi, siamo convinti che sentenze del genere – diciamo pure all’acqua di rose – spesso portano alla recidiva. Gli esempi si sprecano, eppure in nome del buonismo a ogni costo si tollera e i criminali se la ridono alla grande, ringraziando il buon Cesare Beccaria.

Nei casi di violenza sessuale, spesso più che processare lo schifoso violentatore, si tende a processare la vittima. Eppure, la chiamano giustizia!

 

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