Da Palazzo federale

Dic 12 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 59 Views • Commenti disabilitati su Da Palazzo federale

Interrogazione del nostro consigliere nazionale Piero Marchesi

Impianti da sci: evitiamo di penalizzare l’economia e occupazione delle zone periferiche.

L’Italia e altri paesi europei intendono vietare l’apertura degli impianti sciistici sul loro territorio convinti che questa decisione possa essere un beneficio alla lotta contro la pandemia.

Il nostro paese, che sinora non ha dato segni di voler emanare direttive per chiudere questi impianti, è stato sollecitato dall’Italia a voler seguire “la via europea”.

Alla luce di questa ennesima pressione estera e della telefonata odierna tra la presidente della Confederazione Sommaruga e il presidente del Consiglio italiano Conte, di cui non si conoscono le conclusioni, mi permetto di chiedere al Consiglio federale:

  1. Può confermare che non intende chiudere i vari impianti di risalita e relativi comprensori sciistici come vorrebbero invece fare i paesi a noi vicini?
  2. Quali misure ha messo in campo per, da una parte permettere la normale apertura della stagione invernale, e dall’altra limitare le possibilità di contagio?
  3. È pronto a scongiurare una chiusura che causerebbe danni economici e occupazionali soprattutto alle zone periferiche, che contano di poter svolgere le attività legate al turismo invernale per sopravvivere?
  4. Quali misure intende mettere in campo, per evitare che sciatori dei paesi vicini si riversino nelle strutture dei Cantoni di confine?

 

Interpellanza urgente del nostro consigliere agli Stati Marco Chiesa

COVID Telemonitoring: approccio ticinese convincente

Il Canton Ticino è pioniere nell’affrontare l’emergenza sanitaria legata al COVID 19 con il telemonitoring. L’obiettivo di questa telesorveglianza è quello di ridurre le ospedalizzazioni e il carico di lavoro che grava sul personale della salute, con conseguente alleggerimento anche della pressione sui costi del settore.

Circa 250 pazienti positivi colpiti da sintomatologie leggere ma con un rischio residuo di peggioramento o facenti parte di gruppi a rischio sono stati monitorati. A quanto è dato a sapere, il 10% di queste persone è stato ospedalizzato a causa di un aggravamento della propria situazione mentre il 97% ha dichiarato che la telesorveglianza li ha notevolmente rassicurati. I parametri vitali monitorati sono la saturazione dell’ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca.

Questo approccio sembra rappresentare una best practice cantonale, anche perché tutti gli attori del sistema sono stati considerati e implicati nel progetto: autorità cantonali, ordine dei medici, servizio ambulanze e centralino emergenze.

Ammesso e concesso che questo servizio possa essere replicato velocemente ed efficacemente in tutta la Svizzera, chiediamo se tale progetto di successo non meriti di essere concretamente analizzato dalla Confederazione e se la stessa lo reputi una soluzione percorribile, efficace, efficiente ed economica per affrontare le attuali sfide sanitarie.

 

Interrogazione del nostro consigliere nazionale Piero Marchesi

Stranieri nell’esercito: uno scenario inaccettabile

In una recente intervista il capo dell’esercito Süssli ha dichiarato la sua apertura a integrare cittadini stranieri nell’esercito.

  1. Questa dichiarazione è condivisa dal Consiglio federale (CF)?
  2. Ritiene eticamente e strategicamente corretto assumere stranieri nell’elemento di difesa nazionale?
  3. Se sì, per che mansioni?
  4. Cosa intende fare il CF per ovviare a questa presunta penuria di svizzeri che intendono lavorare per l’esercito?
  5. Quali altri eserciti in Europa assumono stranieri?

 

Interrogazione del nostro consigliere nazionale Piero Marchesi

Centro Svizzero Islam e Società (CSIS) di Friburgo: opportunità o minaccia per la radicalizzazione?

Il Centro Svizzero Islam e Società (CSIS) basato presso l’UNI di Friburgo ha come obiettivo: “Le CSIS encourage l’articulation scientifique de l’islam dans la société suisse. Tenant compte des savoirs islamiques, il favorise la discussion académique d’une perspective musulmane sur les questions sociétales.”

Mireille Vallette, giornalista esperta d’Islam, nella sua recente pubblicazione: “Le CSIS œuvre-t-il vraiment à l’intégration des musulmans?” (http://www.vigilanceislam.com/images/Broch_CSIS_MV_avril2020.pdf) solleva parecchi dubbi sul progetto, accusandolo di promuovere l’islamizzazione e la radicalizzazione.

  1. Qual è il bilancio del Consiglio federale su questo progetto?
  2. Direttamente o indirettamente la Confederazione finanzia questo progetto o il CSIS?
  3. I dubbi e le accuse sollevate dalla Signora Mirelle Vallette hanno fondamento?
  4. Quale controllo esercita la Confederazione sull’attività del CSIS?

 

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