Da Palazzo federale

Giu 12 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 332 Views • Commenti disabilitati su Da Palazzo federale

Piero Marchesi, Presidente UDC Ticino e consigliere nazionale

Tre interventi del nostro consigliere nazionale Piero Marchesi

 Ora delle domande:

Libera circolazione delle persone anche per i sans-papiers italiani?

Secondo quanto riportato dai media (ad es. NZZ del 10 maggio 2020), il Ministro dell’agricoltura italiano Teresa Bellanova vuole legalizzare il soggiorno di 600.000 migranti clandestini (sans-papier).

Una volta regolarizzati questi migranti potranno beneficiare della libera circolazione delle persone con la Svizzera?

Il Consiglio federale intende impedire loro l’accesso in Svizzera? Come?

È a conoscenza se anche altri Stati dell’UE vogliono legalizzare immigrati clandestini?

 

Interpellanza:

Con il ripristino della Libera circolazione i criminali scarcerati in Italia arriveranno presto in Svizzera?

“Dopo tutta la fatica che si compie per arrestarli, dopo tutti i rischi, ecco questo provvedimento che definirei un indulto. Tutto questo delegittima un intero sistema. Già far scontare per intero le pene è diventata cosa particolarmente difficile, ma questo nuovo provvedimento libera di fatto chi ha meno di 18 mesi da scontare e permette i domiciliari a chi nella maggior parte delle volte non ha nemmeno un domicilio certo”. Queste le parole di Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato di polizia italiano (SAP) alla notizia della pubblicazione del decreto legge del Governo italiano il 16 marzo 2020.

Se in Italia vi è preoccupazione perché persone pericolose sono di fatto fatte uscire dalle carceri a seguito delle difficoltà di gestione nel periodo Covid-19, anche in Svizzera – Ticino in particolare – vi è il timore che, in seguito all’abolizione del controllo sistematico alle frontiere, possano a breve varcare il confine per sfuggire alla giustizia italiana.

A seguito di questo preoccupante scenario chiedo al Consiglio federale:

  1. È a conoscenza di questa decisione adottata dal Governo italiano?
  2. Il Governo italiano ha informato ufficialmente i Governi dei paesi confinanti di questa decisione?
  3. Condivide la preoccupazione che questi criminali potrebbero presto varcare i confini, molti di fatto non più presidiati, per venire in Svizzera e così sfuggire alla giustizia italiana?
  4. In caso affermativo, che misure intende mettere in atto per impedire, o quantomeno limitare questo fenomeno?

 

Interpellanza:

Dopo il Covid – 19 si tornerà all’invasione dei padroncini nell’economia ticinese a danno di PMI e artigiani ticinesi? Si attivi un blocco dei permessi.

I padroncini (aziende italiane che vengono in Svizzera per eseguire generalmente commesse nell’ambito dell’edilizia) sono un fenomeno molto conosciuto nel Canton Ticino. Ogni anno molti milioni di franchi in commesse vengono attribuite a queste aziende, che di fatto sottraggono cifra d’affari alle aziende ticinesi, che nel Cantone creano occupazione, formano apprendisti, investono e pagano tasse e imposte.

Lo stesso non si può affermare per i padroncini che, notoriamente, entrano in Svizzera con un permesso di lavoro facilmente accessibile, forniscono prestazioni – spesso in nero – e poi tornano in Italia non lasciando alcun valore aggiunto sul territorio.

Per le Autorità preposte al controllo è praticamente impossibile verificare che il salario pagato ai collaboratori sia corretto, che i contributi sociali vengano realmente corrisposti e che le prestazioni offerte vengano correttamente imposte dallo Stato.

Molte aziende ticinesi soffrono la concorrenza sleale di queste aziende che, proprio in ragione dell’impossibilità di controllo da parte delle Autorità, beneficiano di un vantaggio competitivo sul prezzo determinante.

Il periodo di chiusura delle dogane ha impedito ai padroncini e ai lavoratori distaccati di venire a lavorare in Ticino, molte PMI e artigiani ticinesi hanno ricevuto moltissime richieste d’offerta e pure molte commesse, che in passato venivano invece assegnate ai padroncini.

È verosimile ipotizzare che, quando le restrizioni alle frontiere cadranno e, soprattutto, quando i controlli puntuali alle dogane spariranno, si tornerà in breve tempo alla situazione precedente il Covid – 19.

Si chiede al Consiglio federale:

  1. È a conoscenza del fenomeno spiegato in entrata?
  2. Le altre regioni di confine della Svizzera hanno registrato le stesse dinamiche?
  3. Cosa intende fare per impedire che milioni di franchi di commesse vengano nuovamente assegnate ai padroncini al posto che alle PMI e agli artigiani svizzeri?
  4. Quali sono gli strumenti aggiuntivi che il Consiglio federale intende adottare per limitare il fenomeno, o quantomeno controllare che vi sia parità di concorrenza tra padroncini, PMI e artigiani svizzeri?
  5. Considerando il difficile momento per l’economia di frontiera, ritiene possibile attivare un periodo di blocco, o quantomeno limitazione, dei permessi per padroncini?

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