Credito supplementare per navi d’alto mare: L’UDC rifiuta l’estensione e chiede un’inchiesta

Mag 22 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 1149 Views • Commenti disabilitati su Credito supplementare per navi d’alto mare: L’UDC rifiuta l’estensione e chiede un’inchiesta

Il gruppo parlamentare UDC s’è riunito a Berna per preparare la sessione estiva delle Camere federali. Esso è preoccupato di fronte allo stato delle finanze federali. L’eccedenza di 800 milioni di franchi nei conti dello Stato del 2016 è di natura puramente cosmetica. Conseguenza degli interessi negativi, una quota importante di imposte federali dirette è stata versata anticipatamente e gli aggi derivanti dal cumulo di prestiti sono di nuovo aumentati. Senza il fenomeno degli interessi negativi, il saldo dei conti dello Stato sarebbe stato negativo. Dei deficit importanti si annunciano per gli anni 2018-2020. Sulla base di queste constatazioni, il gruppo UDC accetta sì i conti dello Stato 2016, ma esige dal Consiglio federale delle misure immediate per rispettare il freno all’indebitamento nel budget 2018.

I crediti supplementari chiesti dal Consiglio federale sono ancora una volta inaccettabili per l’UDC. 251,9 milioni di franchi supplementari sono chiesti per il budget 2017, di cui 215 milioni a garanzia delle navi d’alto mare. Dopo un’approfondita discussione su questo tema, i parlamentari UDC hanno deciso di rifiutare l’estensione del budget per le navi d’alto mare e di chiedere un’inchiesta. Essi hanno pure respinto all’unanimità il credito addizionale per il Ministero pubblico della Confederazione e l’aumento del credito d’impegno per FISCAL-IT.

Secondo l’UDC, il Consiglio nazionale ha preso una decisione felice durante la sessione primaverile, iscrivendo durevolmente nella legge il tasso speciale d’IVA per le prestazioni alberghiere, un vantaggio importante per il settore turistico. Il gruppo UDC ha deciso così di sostenere una soluzione analoga in Consiglio degli Stati.

L’UDC s’impegna a favore della sfera privata finanziaria e del segreto bancario. Essa sostiene perciò l’iniziativa popolare “SÌ alla protezione della sfera privata”. Mentre che il Consiglio nazionale ha approvato tanto l’iniziativa quanto il controprogetto, la Commissione dell’economia del Consiglio degli Stati ha respinto l’iniziativa e non è entrata in materia sul controprogetto. È indispensabile che il segreto a tutela dei clienti delle banche sia iscritto nella Costituzione federale, per evitare uno scambio automatico d’informazioni fiscali all’interno del paese. Basandosi su questo punto di vista, il gruppo UDC ha deciso all’unanimità di sostenere la proposta della minoranza della commissione, che chiede l’entrata in materia sul controprogetto e il suo rinvio in commissione.

Il consigliere nazionale Raymond Clottus (NE) è stato ammesso in seno al gruppo come membro senza partito.

UDC Svizzera

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