Creativi? Assolutamente no. Solo distruttivi!

Lug 24 • L'opinione, Prima Pagina • 235 Views • Commenti disabilitati su Creativi? Assolutamente no. Solo distruttivi!

Black Rot

L’ottimo editoriale di Eros Mellini, pubblicato in questo numero, sui novelli iconoclasti mi ha suggerito una domanda: è l’odierno movimento di protesta paragonabile a quello di metà/fine degli anni ’60? La mia risposta: un chiaro NO. Tuttavia, dei parallelismi ci sono. Entrambi i movimenti sono stati scatenati da avvenimenti analoghi (violenza contro la popolazione nera negli USA, accuse di razzismo), e si sono diffusi in breve tempo soprattutto in Europa. Ma ci sono delle fondamentali differenze.

Nonostante che il movimento originale degli anni ’60 avesse delle motivazioni razzistiche, negli USA rimase in generale abbastanza pacifico (Martin Luther King, Woodstock/Flower Power, ma poi la protesta contro la guerra in Vietnam), mentre in Europa si tramutò in movimento popolare violento, manipolato da estremisti di sinistra. Comunque, nel suo insieme, lo consideravo una specie di rivoluzione culturale. Perché non ha portato soltanto cose brutte, in esso c’è stato anche qualcosa di buono.

Fra le cose brutte, annovero il terrorismo di sinistra che nacque in Europa dal movimento studentesco – Rote Armee Fraktion RAF/Germania, Action Directe AD/Francia, Brigate Rosse BR/Italia, Cellules Communistes Combattantes CCC/Belgio, eccetera – che, per mezzo di attentati e sommosse urbane, fece molte vittime. Fra le cose brutte, considero anche la “lunga marcia attraverso le istituzioni”, avviata ingegnosamente dall’estrema sinistra su base marxista-leninista, le cui conseguenze sono ancora oggi percettibili.

Fra le cose buone, vedo il fatto che il movimento di allora mise in moto qualcosa nella cultura. Nell’arte, nell’architettura, nella letteratura e, soprattutto, nella musica. Non è un caso, che ancora oggi si trasmettano quotidianamente delle canzoni popolari negli anni ’60 e ’70, perché la musica di oggi non ha molto da offrire. Si trattò quindi allora – accanto a tutte le cose negative – di una vera e propria rivoluzione culturale.

Ma come siamo messi, oggi? Cerchie dell’estrema sinistra in Europa e anche qui in Svizzera tentano affannosamente di strumentalizzare per i loro scopi il recente caso di razzismo negli USA (caso Floyd) – razzismo dappertutto! Le proteste, che si esprimono con stupide manifestazioni di gruppi di giovani nottambuli rimbambiti strettamente connessi con il movimento, si trasformano in sommosse, strepiti, distruzione di statue e violenze contro la polizia, con o senza coronavirus. Al di fuori della distruzione, non hanno nulla da offrire. Al contrario di quello degli anni ’60, questo movimento è puramente distruttivo e assolutamente non creativo. Assolutamente niente di culturale. La musica di oggi è insulsa, arida, metallica e senza vita, è ben lontana dal simbolismo e dalla melodia delle canzoni degli anni ’60.

Gli odierni movimenti di protesta sono perlopiù delle pessime imitazioni di quelli degli anni ’60. Non mostrano nulla di nuovo, salvo la voglia di divertimento e di “action” da parte di una determinata fascia sociale di giovani straviziati.

La nostra estrema sinistra saprà anche questa volta sfruttarli al meglio. Perché creativa non lo è mai stata, ma distruttiva invece sempre.

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