Climatisti – Il nuovo comunismo verde

Mag 3 • L'opinione, Prima Pagina • 650 Views • Commenti disabilitati su Climatisti – Il nuovo comunismo verde

Dalla Weltwoche del 25 aprile 2019 l’editoriale di Roger Köppel

Roger Köppel
Caporedattore Weltwoche

Abbiamo dimostrato, nella scorsa edizione, che la cosiddetta protezione del clima non porta niente. Il clima non ha bisogno di essere protetto. È sempre cambiato, da milioni di anni, e continuerà a cambiare.

Non ci sono fino a oggi delle prove scientifiche dell’influenza determinante dell’uomo sul cambiamento climatico. C’è, senza dubbio, un’influenza, ma non c’è alcuna teoria dimostrata relativa all’ampiezza della stessa.

Veniamo alle cifre: gli Svizzeri producono circa un millesimo del CO2 di origine antropica nel mondo, e non un decimillesimo, come ho scritto la settimana scorsa preso dalla vertigine di tutto questo infinitamente piccolo. Mea maxima culpa!

Ma, in realtà, ciò non cambia una virgola dell’argomentazione.

Gli esseri umani emettono circa il 3% del CO2 totale nell’atmosfera, mentre il restante 97% proviene direttamente dalla natura, in primis dagli oceani. Altrimenti detto, la Svizzera ne produce un quasi niente, pari a 3/100000esimi del CO2 totale del mondo.

Ora, si può naturalmente consacrare tutta la propria vita politica a far sì che la Svizzera porti il suo quasi niente globale di 3/100000esimi a un niente del tutto di 0/100000esimi.

Ci occorrerebbe una trasformazione rivoluzionaria della nostra economia, della nostra società, della nostra vita, affinché in futuro riducessimo questo niente mondiale di CO2 che produciamo attualmente, a un livello di niente ancora più vicino al nulla, che altrettanto nulla apporterebbe al clima.

Una politica non molto ragionevole, per non dire completamente folle.

Più la politica è delirante, e tanto più le teorie utilizzate per metterla in atto devono sembrare intelligenti e brillanti.

 

Io paragono i salvatori del clima ai comunisti. I comunisti si consideravano i vendicatori e i salvatori della classe operaia che si supponeva essere oppressa. I climatisti sono i vendicatori e i salvatori del clima, supposto essere maltrattato, che devono difendere contro l’umanità per il bene dell’umanità.

I comunisti si sentivano in sintonia con le verità superiori della filosofia storica. Ciò ha loro permesso di giustificare tutto, anche tutte le atrocità. Avevano scoperto la «teoria del tutto» della società e dell’economia. Hanno agito in nome di quella che ritenevano essere una conoscenza scientifica stabilita. Bisognava essere un imbecille o un criminale per non aderirvi.

I climatisti procedono con una sicurezza analoga. Anche loro hanno decifrato, o perlomeno è quanto credono, la teoria oggettiva del tutto, nella fattispecie, la teoria climatica del tutto. Alla stessa stregua dei comunisti con la storia, i salvatori del clima comprendono perfettamente il clima, riducendo demagogicamente un sistema multifattoriale estremamente complesso a qualche slogan facile da ricordare.

Tuttavia, nominare il nemico è il fattore che decide il successo di una formazione politica. I nazisti avevano il nemico razziale, i comunisti il nemico di classe. I climatisti hanno nel loro mirino il nemico del clima incarnato dall’individualista mangiatore di carne, automobilista, che viaggia in aereo e produttore di CO2, sovrano, principalmente maschio, principalmente bianco – perché i climatisti non hanno nulla contro i movimenti migratori provenienti da sud -, dunque un uomo dell’emisfero nord industriale, che non si lascia includere d’ufficio nel collettivo, nel kolchoz di un gregge neutrale in CO2 diretto dall’alto.

I comunisti verdi possono vincere delle elezioni, ma quando le loro proposte diventano concrete e costose, in democrazia diretta i cittadini le bocciano poi in votazione. Di conseguenza, presto o tardi, i Verdi saranno costretti a introdurre la dittatura climatica, se vorranno concretizzare i loro obiettivi.

Recentemente, qualcuno mi ha detto, nel corso di una conferenza, che ero pazzo ad affermare una cosa simile. I Verdi, di cui fa parte, non avrebbero l’obiettivo d’instaurare una dittatura, ma vorrebbero unicamente che delle voci intercedano a favore del clima nell’ambito della democrazia diretta.

Errore. Naturalmente, i salvatori del clima arriveranno alla dittatura. È insito nella loro visione della natura umana e dello Stato.

La democrazia si basa sull’idea di un individuo responsabile e dotato di ragione, che meglio di tutti sa che cosa va bene per lui. Lo Stato è un male necessario. La sua finalità principale consiste nell’impedire ai forti di schiacciare i deboli. Per il democratico, lo Stato non deve educare la gente a fare ciò che è bene. Deve solo assicurarsi che un gruppo di potere non si serva dello Stato per imporre a tutti gli altri la sua concezione di vita sana.

I Verdi vedono le cose differentemente. Per loro, lo Stato è uno strumento di coercizione che permette loro di imporre il modo di vivere che ritengono giusto, di regolamentarlo fin nei minimi dettagli. Per loro, l’essenza della politica è la regolamentazione, il divieto.

Essi considerano la gente irresponsabile, incapace di discernere ciò che è buono per lei. Essi non credono che la gente si associ di buon grado alle promesse dell’ecologia, rinunciando volontariamente al suo comportamento distruttivo. Ecco perché l’illuminazione deve venire dall’alto, ecco perché bisogna renderla felice suo malgrado.

L’intolleranza verde, la sua febbrile impazienza, l’odio verde per le altrui opinioni e critiche, sono il risultato dell’immagine che hanno di loro stessi. Essi non rappresentano una qualsiasi opinione soggettiva, bensì incarnano la verità che li eleva al di sopra delle sterili controversie molto diffuse nella scienza e nella democrazia.

Perché i salvatori del clima, i Verdi e i Verdi liberali, sono così entusiasti dell’accordo-quadro? Perché hanno capito che questo trattato è altrettanto antidemocratico quanto loro.

Solo le persone che hanno troppa fiducia nello Stato e troppo poca nell’uomo sono favorevoli a questo accordo-quadro con l’UE. Esse sono affascinate, appagate da questo accordo che instaura l’UE e i suoi giudici quali nuovi legislatori svizzeri al di sopra del popolo, dei cantoni e dei parlamenti.

Solo chi diffidi del sovrano democratico, delle cittadine e dei cittadini di questo paese, e li disprezzi come nemici delle sue idee politiche, può volere una cosa simile. Solo chi abbia bisogno dello Stato come strumento di potere sovrademocratico – perché non ha alcuna voglia, o non ha né la forza né gli argomenti per convincere una maggioranza della sua politica – trova che sia una buona cosa.

Comments are closed.

« »