Chi ha il comando in Svizzera?

Set 21 • L'opinione, Prima Pagina • 823 Views • Commenti disabilitati su Chi ha il comando in Svizzera?

Rolando Burkhard

Bella domanda. Il popolo, o forse no? E noi siamo uno Stato di diritto. Ossia uno Stato con la separazione dei poteri: quello legislativo (parlamenti) che legifera, quello esecutivo (governi di Confederazione, cantoni e comuni) e quello giudiziario (tribunali). Tre autorità dello Stato: ma decidono questi tre organi costituzionali nelle loro relative sfere di competenza il destino della Svizzera? Io dico: assolutamente NO! Ma chi allora?

Tre poteri dello Stato? No, sono cinque

Naturalmente esiste da tempo un quarto potere: quello degli organi di stampa, che da sempre hanno assunto questo ruolo – quasi come un organo di controllo. E va bene così, fintanto che rimangono comprensibili al popolo, indipendenti e politicamente attendibili (nel caso della SSR/SRG che, quale media di quasi monopolio, dovrebbe rimanere neutrale, dei punti di domanda s’impongono).

Ma oggigiorno ce n’è un quinto ancora più potente, costituito dalle ONG e dai cosiddetti enti assistenziali. Il loro influsso – estremamente diffuso, ma non trasparente – su amministrazioni, governi, parlamenti e tribunali è enorme. Essi muovono i loro pedoni nelle istituzioni sociali, nelle politiche di migrazione, energia, trasporti, ambiente, clima giù giù fino alla protezione degli animali, alla sessualità (in particolare un’aggressiva promozione dell’omosessualità), eccetera.

Sono perfettamente interconnesse e sostengono la pressione estera sui processi decisionali svizzeri. E nessuno le controlla.

A nostre spese?

Non ci sarebbe assolutamente da obiettare a queste innumerevoli ONG ed enti assistenziali, se si finanziassero unicamente con le quote volontarie dei loro sostenitori. Ma non è per nulla così. Ricevono invece degli importi statali principeschi. E i loro organi decisionali e l’utilizzo del denaro li decidono loro stesse, nessuno li elegge né tantomeno controlla l’utilizzo che fanno del denaro.

Ciò significa che noi contribuenti le sosteniamo a suon di milioni, senza il benché minimo diritto di co-decisione. Così, volente o nolente, io pago degli importi – automaticamente, tramite le mie imposte – a „Médecins sans frontières“ o altre ONG che, via Italia, contrabbandano in Svizzera dei migranti illegali provenienti dall’Africa; oppure a enti assistenziali nostrani, che coprono d’oro gli immigrati clandestini e ne finanziano i ricorsi fino al Tribunale federale contro la loro espulsione. E come contribuente non ho nemmeno il diritto di reclamare.

Influsso inquietante

L’influsso incontrollato delle ONG ed enti assistenziali sulle decisioni politiche svizzere preoccupa. Naturalmente ci sono anche altri influssi su Consiglio federale e parlamento, come quelli di molte associazioni (economia, agricoltura, eccetera) o di strapotenti sindacati, ma questi sono più visibili e politicamente calcolabili.

Perché siamo a questo punto?

Ecco i motivi:

Il non-rispetto della volontà popolare: la volontà del popolo, espressa in votazione, viene troppo spesso spudoratamente ignorata dai poteri statali (legislativo, esecutivo e giudiziario).

Un Consiglio federale debole: il nostro indeciso governo non governa il paese, bensì rinvia le decisioni o le delega ad altre istanze.

Un parlamento diviso: l’attuale composizione partitica complica i processi decisionali del parlamento, e questo cede alle molteplici pressioni, non ultime quelle delle ONG e degli enti assistenziali.

La giustizia imprevedibile: il nostro supremo organo di giustizia (Tribunale federale), peraltro già estremamente succube dell’UE, nelle sue sentenze cede vieppiù alle pressioni delle ONG ben affermate a livello internazionale e agli enti assistenziali, in completa inosservanza della volontà popolare.

Conclusione

Troppe decisioni sbagliate vengono prese dalle autorità legislative, esecutive e giudiziarie di questo paese, a seguito di pressioni esercitate da ONG ed enti assistenziali per mezzo dei media. Perlopiù operano portando ad esempio delle conseguenze di casi singoli di vasta eco mediatica, che toccano il cuore ma nel contempo distolgono lo sguardo dal nocciolo del problema: ossia che tutto ciò costa milioni di franchi dei contribuenti. E che il popolo non può dire nulla al riguardo.

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