C’era una volta la Svizzera

Ott 2 • L'opinione, Prima Pagina • 281 Views • Commenti disabilitati su C’era una volta la Svizzera

Non stiamo parlando di un film di Sergio Leone, di uno “spaghetti western” di successo, bensì del destino oramai segnato di un paese un tempo fiero e orgoglioso della sua indipendenza e dei suoi valori, ai quali scientemente stiamo rinunciando per sottometterci al volere di un  potere occulto e per compiacere un’Europa che non esiste. Un feticcio che persegue un progetto egemonico, di certo non a favore dei popoli, delle genti! Un gigante dai piedi d’argilla al servizio delle potenti lobby finanziarie, che ci renderà succubi. Complimenti a tutti coloro, che con il loro voto, hanno deciso il destino delle generazioni future, di certo assai nebuloso e incerto. Purtroppo, “alea iacta est”. Un giorno ci pentiremo amaramente!

Il Ticino, giornalmente confrontato con l’invasione da sud, lo ha compreso e ha reagito di conseguenza, rifiutando la sempre più devastante e pericolosa libera circolazione di gente proveniente da ogni dove, con le conseguenze catastrofiche che sappiamo: mercato del lavoro allo sbando, stipendi da fame, oneri sociali alle stelle e, così tanto per gradire, delinquenza dilagante! “ Venghino Signori….”

Inutile ricordare chi dobbiamo ringraziare! Segnatamente quei partiti che pomposamente amano definirsi “storici”, sì, quelli che la nostra di Storia, la stanno gettando nel water! Quelli che contribuiscono a regalare passaporti rossocrociati come se fossero noccioline. Poi ci si meraviglia se, girando nei nostri centri, nelle nostre città, s’incrociano sempre più frequentemente donne velate, perennemente incinte e uomini di etnia multicolore al seguito, intenti a girarsi i pollici a carico della comunità. Evviva l’integrazione!

Questa è la Svizzera di oggi e siamo solo all’inizio di una sicura estinzione della stirpe elvetica! Ancora complimenti!

Cosa vuoi che importi, ai neo “svizzeri”, del nostro esercito, della difesa territoriale e aerea (emblematico il voto ticinese sui jet da combattimento!), non è il loro paese, quindi chi se ne frega! L’importante è farsi mantenere, rivendicare diritti e stare alla larga dai doveri; a  quelli ci pensano gli Svizzeri, quelli veri, affetti purtroppo da una disarmante ingenuità! Avanti con le naturalizzazioni!

“C’era una volta la Svizzera”, un unicum invidiatoci da più parti! Guardiamoci attorno!

Vogliamo proprio ridurci alla stregua di paesi a noi vicini, è forse questa la nostra vocazione? È questo il futuro riservato alle generazioni che verranno?

Intanto i nostri giovani faticano a trovare un posto di lavoro. Poter iniziare un apprendistato, diventa spesso assai problematico, perché la precedenza viene data a coloro che vivono fuori dai nostri confini; capirai, costano meno!

Eppure, qualcuno fantasticava che la metropoli lombarda sarebbe stata un’opportunità per i giovani Ticinesi in cerca di un impiego! Infatti, lo si vede soprattutto di mattina presto; il flusso di traffico proveniente da sud conferma quanto assicuratoci da uno “stagionato”, inamovibile politico PLR! Ma per favore, un po’ di rispetto e basta prenderci per i fondelli!

E che dire dell’incoerenza di coloro che amano proclamarsi “strenui difensori dell’ambiente” i rosso-verdi nostrani, che si limitano a scimmiottare il verbo di Greta? Vuoi vedere che 70’000 veicoli provenienti quotidianamente da sud, contribuiscono a rendere pulito l’ambiente? Ancora una volta: complimenti, soprattutto a coloro che li votano! Citando Oscar Wilde: “La coerenza è l’ultimo rifugio delle persone prive d’immaginazione.” E in questo ambito, proprio non ci siamo!

Sicuramente, sotto il cupolone bernese, si festeggia, ci si complimenta per la vittoria, soddisfatti per esserci totalmente inchinati al volere dell’UE. Un grande, costoso, super burocratizzato e inconcludente bordello, del quale sicuramente presto faremo parte!

A Berna si freme per firmare il famigerato “accordo istituzionale”, quello che ci renderà schiavi. Insomma: “bye bye Switzerland”. Tutti felici e contenti: PLR, PS, PPD, Verdi,  comunisti al caviale, preti e suorine. Una bella ammucchiata, non c’è che dire, in combutta per cancellare gli oltre 700 anni di storia di questo piccolo, un tempo grande paese!

Ci preme anche sottolineare, che la vittoria del “NO” sulla limitazione della libera (dissennata) circolazione, la si deve in particolare a un “nostro (?)” consigliere federale, quello che va tuttora blaterando: “Non dirò mai Switzerland first”.

Ovvio, prima e sempre gli altri On. Cassis, ci mancherebbe! Noi ci accontenteremo degli avanzi. Grazie comunque!

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