Burka, patente di guida e cervelat

Lug 13 • L'opinione, Prima Pagina • 1125 Views • Commenti disabilitati su Burka, patente di guida e cervelat

Mohammed Bin Salman! “ Com’è buono lei !

Il principe saudita ha compito un atto di magnanimità nei confronti delle donne del suo paese, permettendo loro di mettersi al volante di un’automobile. Ovviamente, coperte rigorosamente da cima a fondo con il burka d’ordinanza! C’è voluto più di un trentennio per dare questo contentino all’emancipazione femminile nell’Arabia Saudita. Un primo, timido passo in fatto di pari opportunità! Alla faccia delle “quote rosa” in politica, da noi pretese a gran voce da parte delle nostre indomite pasionarie e ciò indipendentemente dal quoziente intellettivo. Purtroppo, quando è carente, il tutto si ripercuote sul modo di fare politica, che – gli esempi si sprecano – può generare non pochi disastri! Comunque, il machismo in Arabia Saudita, ha dovuto cedere qualcosa all’emancipazione femminile, permettendo finalmente alle donne di potersi mettersi al volante! Per quanto concerne la libertà, la donna saudita è ancora soggetta a divieti di stampo medievale in auge nei secoli bui. Alcuni accadimenti avvenuti recentemente in Italia, danno l’idea di quanto poco sia considerata la donna in certe regioni di questo mondo!

Ci si chiede spesso per quali motivi in Arabia Saudita vengano negati pari diritti alle donne, alle quali, fin dalla nascita, viene affiancato un tutore, o meglio un controllore che decide cosa può e cosa non può fare una donna. Questo ruolo è affidato solitamente a padri, fratelli e mariti. Disobbedire può essere estremamente pericoloso; va ricordato che in Arabia Saudita vige ancora la pena capitale e le sentenze vengono eseguite in pubblico: lapidazione, decapitazione e altre delizie degne dei tempi dei re medievali più sanguinari! Citiamo: “ Numerosi sono i passi del Corano che fanno riferimento alla condizione femminile. Essi sono soggetti a interpretazione, e le opinioni sul loro significato variano tra quanti affermano che esso preveda una chiara supremazia dell’uomo sulla donna.” (fdc)

Insomma, l’elasticità mentale è disciplina non prevista dal Corano. Ma vallo a dire a certe nostre signore impegnate politicamente!

Esempi eloquenti in fatto di comportamenti, si possono fare nei confronti di coloro che provengono da certe aree del Medio Oriente e che hanno trovato accoglienza in Europa. Non stiamo parlando solo di ciò che riguarda il modo di pensare o di abbigliarsi. Capirai! Se su una griglia, osi mettere anche qualche cervelat – prodotto tipicamente svizzero – apriti cielo! Il Profeta non gradisce! Non è un problema riguardante la digestione, nossignori, ma unicamente di fanatismo, che foneticamente fa rima con oscurantismo. Quindi, il 1. di agosto, per non offendere la suscettibilità dei nostri “ospiti”, kebab e couscous a volontà, notoriamente piatti tipici che i nostri Padri fondatori, amavano consumare sul mitico praticello che si specchia sul lago dei quattro cantoni!

La donna, nella società saudita e non solo, è ancora tenuta in disparte, come se si trattasse di un essere inferiore, incapace di pensare. Questo è il tipico atteggiamento delle società dove la teocrazia è sovrana. Vedi ad esempio in Iran, dove alle donne è vietato stringere la mano. La nostra Simonetta nazionale, è stata testimone recentemente, dell’alta considerazione da parte del presidente iraniano  Hassan Rohani, nei confronti del gentil sesso!

Insomma, hai voglia di “quote rosa” in paesi dove si rispetta più un cammello che una donna. In quanto a vivere e divertirsi come facciamo in Occidente, campa cavallo, anzi cammello! Andare in spiaggia con un bikini ? Vogliamo scherzare! Capirai a 50° all’ombra, il burka, soprattutto se di colore nero, ti tiene fresca! Vuoi aprire un conto bancario? Assolutamente no! Ti piacerebbe bere qualcosa in un caffè con un amico? Figuriamoci! Potresti beccarti un bel numero di frustate!

Vestire alla moda? Ma per favore! Il burka basta ed avanza! Viaggiare? Devi avere il passaporto, e se tuo padre, marito o fratello dice “no”, il viaggio te lo puoi solo sognare!

Poter guidare un’auto, non è di certo sinonimo di libertà, che come sappiamo, è tutt’altra cosa. Libertà che alle donne, in molti paesi è tuttora negata. Ne sanno qualcosa quelle che hanno avuto il coraggio di ribellarsi per potersi affrancare da questo giogo imposto dagli uomini in nome di un credo oscuro!

Ci vien da dire, che se a loro sta bene così, non si discute! Ognuno è padrone in casa propria. Appunto! Noi vorremmo continuare ad esserlo senza farci condizionare da sensi di colpa indotti da certi noti ambienti,

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