Autunno caldo alle Camere federali

Set 29 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 1946 Views • Commenti disabilitati su Autunno caldo alle Camere federali

Pierre Rusconi Consigliere nazionale

Pierre Rusconi
Consigliere nazionale

Luca Paltenghi Assistente parlamentare

Luca Paltenghi
Assistente parlamentare

Nel corso della sessione autunnale, le due Camere hanno affrontato diversi temi di grande importanza.

Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Consiglio nazionale ha dato il via libera al credito per l’acquisto dei caccia militari svedesi Gripen. A fronte di una domanda di Pierre Rusconi, il consigliere federale Ueli Maurer ha assicurato che anche il Ticino beneficerà di quest’acquisto, grazie ai cosiddetti affari di compensazione. Ora sta al Consiglio di Stato e alle industrie ticinesi raccogliere la sfida e farsi trovare pronti al momento giusto.

Purtroppo, il Consiglio nazionale ha calato le braghe per l’ennesima volta di fronte agli Stati Uniti, approvando l’accordo FATCA, che permetterà la trasmissione alle autorità fiscali americani di dati di clienti americani delle nostre banche.

Da segnalare inoltre l’accettazione di un’iniziativa cantonale ticinese che chiede che l’iniziativa popolare per la limitazione delle residenze secondarie venga applicata in modo progressivo, tenendo conto delle regioni turistiche e di montagna interessate dal fenomeno.

La Camera bassa ha inoltre deciso di porre una limitazioni agli ex consiglieri federali dimissionari, che non potranno assumere per due anni mandati in imprese che hanno avuto un rapporto diretto con il loro dipartimento e con quelle che hanno ricevuto negli ultimi quattro anni appalti dalla Confederazione per oltre 4 milioni di franchi.

Per il Ticino, un’importante vittoria è giunta da una mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio nazionale contro il parere del Consiglio federale, che chiede che anche i padroncini paghino l’IVA su prestazioni inferiori ai CHF 10’000. Ciò permetterà di eliminare un’evidente discriminazione nei confronti delle nostre aziende! Per ottenere questo successo, si è dovuto modificare l’ordine del giorno, impresa raramente riuscita in passato. La Deputazione ticinese si è attivata nei propri gremi al fine di portare nel plenum il tanto atteso cambiamento, il che denota l’importanza di avere un nostro rappresentante in seno al gruppo del primo partito svizzero.

Per un solo voto (quello preponderante della presidente della Camera) il Nazionale ha inoltre assurdamente respinto l’iniziativa popolare che chiede di vietare a persone condannate per pedofilia di lavorare nuovamente a contatto con dei bambini. Starà al popolo esprimersi e non dubitiamo che esso si dimostrerà più saggio.

Migliore sorte hanno avuto gli interventi volti ad inasprire il Codice penale. Preso atto che il sistema delle aliquote giornaliere (spesso sospese) si è rivelato fallimentare e che non ha alcun effetto deterrente, il Consiglio nazionale ha deciso la reintroduzione delle pene detentive di corta durata.

Sul fronte del Consiglio degli Stati da segnalare che sono state sistematicamente bocciate tutte le proposte d’inasprimento della Legge sulla cittadinanza faticosamente portate avanti dal Consiglio nazionale. Ad esempio, il Nazionale aveva chiesto che gli anni minimi di soggiorno fossero 10, mentre gli Stati hanno preferito optare per gli 8 come chiesto dal Consiglio federale. Inoltre, gli Stati hanno deciso che gli anni trascorsi in Svizzera tra i 10 e i 20 anni d’età continueranno a contare doppio nel calcolo della durata del soggiorno.

Continuando sulla stessa linea lassista, gli Stati hanno inoltre deciso (così come il Nazionale precedentemente) di respingere l’iniziativa popolare UDC contro l’immigrazione di massa: anche qui confidiamo nella saggezza del popolo al momento del voto ad inizio 2014.

Prossimo appuntamento a fine novembre per la sessione invernale.

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