Altolà a Levrat e Widmer Schlumpf

Ott 9 • L'opinione, Prima Pagina • 1526 Views • Commenti disabilitati su Altolà a Levrat e Widmer Schlumpf

Avv. Battista Ghiggia Candidato Lega/UDC al Consiglio degli Stati

Avv. Battista Ghiggia
Candidato Lega/UDC al Consiglio degli Stati

Il Consiglio degli Stati e il Governo devono tornare a difendere la Svizzera sovrana

C’era una volta, sotto la cupola di Palazzo federale, una Camera alta. Una Camera dei Cantoni, garante dei valori costitutivi della Svizzera: la libertà, il rispetto delle autonomie e delle diversità di ogni Cantone e delle loro pari dignità, la sovranità del nostro Paese nel contesto internazionale, un apparato statale leggero che serve gli interessi della libera iniziativa del cittadino e non di una pesante burocrazia che regola tutto. Questa bella favola è finita. Nella battaglia che la sinistra sta conducendo per trasformare la Svizzera nella Svezia, dove lo Stato regola tutto e le tasse sono alle stelle, il Consiglio degli Stati sta cambiando pelle. In particolare da quando il presidente del PS Christian Levrat si è posto come obiettivo strategico che, per avere delle leggi di centro-sinistra, in un Paese tradizionalmente di centro-destra, bisognava andare all’assalto della Camera a quel tempo più conservatrice, il Consiglio degli Stati. Ci si è fiondato lui e si sono fatte eleggere le figure più profilate del partito, a cominciare dal suo collega Alain Berset, che poi ha fatto il salto in Consiglio federale. I risultati non hanno tardato a venire. Grazie a una maggiore presenza di eletti del Partito socialista e al loro attivismo, sotto la regìa di Levrat e in particolare con la compiacenza di buona parte dei PPD ivi eletti, la Camera conservatrice ha approvato leggi di centro sinistra. Soprattutto durante la trascorsa legislatura, l’alleanza di centro-sinistra orchestrata dai socialisti, è funzionata al di là delle aspettative, facilitando riforme di stampo socialdemocratico che in passato non sarebbero passate a causa del veto della Camera dei Cantoni: la svolta energetica che distribuisce sussidi e aumenta la bolletta e le tasse, una socialità basata non sulla responsabilità solidale ma sull’estensione dello Stato e la centralizzazione di sempre maggiori competenze a Berna, la delega di sempre maggiori competenze sovrane svizzere a organismi sovrannazionali non eletti.

Cosa bisogna fare per fermare questo trend che sta cambiando la natura della Svizzera scaricando sul gobbo della gente sempre più regolamenti, ostacoli che limitano la libertà di iniziativa e di movimento dei cittadini e delle imprese? Bisogna fare, da destra, quello che Levrat ha fatto da sinistra: bisogna fissarsi come obiettivo strategico il rafforzamento in Consiglio degli Stati della destra. E visto che il PPD ama purtroppo allearsi con i socialisti, ci vogliono anche e soprattutto nella Camera dei Cantoni dei politici che blocchino e contrastino questo trend, che riportino il Consiglio degli Stati alla sua natura di garante dei valori che hanno fatto la Svizzera e sono la condizione essenziale dei suoi successi.  Se vogliamo rispettare il federalismo, agli Stati non ci vogliono dei Ticinesi – come gli uscenti – che hanno votato contro l’iniziativa contro l’immigrazione di massa e oggi millantano di difendere gli interessi del nostro Cantone. Ci vogliono dei Ticinesi che rappresentano il 70% dei Ticinesi che l’hanno approvata. E ci vogliono politici che possano davvero opporsi al trend che ha spostato verso il centro-sinistra gli equilibri del Parlamento svizzero. In gioco, come grida sui tetti da mesi proprio il leader del PS Levrat, ci sono pochissimi seggi, una manciata, che possono riorientare verso destra le Camere federali. Se vogliamo che gli interessi del Ticino e i valori per i quali si batte la Lega vengano difesi a Berna dobbiamo mobilitarci e andare al voto, esprimendo anche per le Federali, tutta la forza elettorale che la Lega possiede nel Cantone. Chi sta a casa ci consegna nelle mani di Eveline Widmer-Schlumpf e compagni socialisti e pipidini che l’hanno eletta. Non è certo con i candidati ticinesi della sinistra, ma neppure con il candidato che al secondo turno per gli Stati potrà contare sul sostegno compatto dei radicalsocialisti, che sarà possibile questa correzione di rotta verso il centro-destra in Parlamento. Da una manciata di seggi di centro-destra in più in Parlamento e in modo particolare al Consiglio degli Stati dipende la difesa della sovranità svizzera e il rispetto della volontà del popolo svizzero e dei Ticinesi. E dipende anche la rielezione o la non rielezione della ministra AntiBlocher fiondata in Governo grazie al colpo di Stato socialista e pipidino.

Battista Ghiggia

Candidato per il Consiglio degli  Stati Lega dei Ticinesi – UDC

Comments are closed.

« »