Alt alla decadenza!

Mar 20 • Dall'UDC, L'opinione, Prima Pagina • 108 Views • Commenti disabilitati su Alt alla decadenza!

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Albisgüetli 2020 – Il discorso di Christoph Blocher (terza parte)

Lo scorso 17 gennaio, si è tenuto il tradizionale incontro dell’UDC Zurigo presso il poligono di tiro dell’Albisgüetli. Riportiamo in alcune puntate il discorso del già consigliere federale e nazionale Christoph Blocher.

IV. Per un’immigrazione moderata

La decadenza, dunque il declino di cui parliamo, è innanzitutto esemplificata da un’immigrazione eccessiva e disastrosa, e dall’incoraggiamento pubblico dei falsi rifugiati. Conformemente alla legge in vigore, l’asilo è riservato ai rifugiati autentici la cui vita e integrità fisica sono minacciate. Le persone ammesse provvisoriamente non sono rifugiati, ma richiedenti l’asilo la cui domanda è stata respinta. Devono perciò essere sistematicamente espulsi.

Ma il nostro problema più grande è la libera circolazione accordata illimitatamente ai cittadini degli Stati membri dell’UE. Essa deve essere rapidamente abrogata e l’immigrazione deve essere controllata, come popolo e cantoni hanno deciso già nel 2014 e come da allora stabilisce la Costituzione federale. Bisogna ritrovare il senso della misura in politica d’immigrazione!

Signore e Signori, inizialmente nessuno voleva la libera circolazione delle persone. Ascoltate cosa diceva all’epoca il direttore esecutivo dell’associazione Economiesuisse, che si chiamava allora “Vorort”, ben prima dell’introduzione della libera circolazione delle persone: “Il problema della sovrappopolazione straniera si aggraverà nel contesto dell’integrazione europea. È quest’ultima a costituire la maggiore minaccia per l’identità svizzera.” La libera circolazione delle persone “significa l’inizio della fine della Confederazione svizzera”, aveva aggiunto.

Un richiamo all’indirizzo dei parolai liberali-radicali che qualificano a gran voce la libera circolazione delle persone come un’istituzione indispensabile al libero scambio. Milton Friedmann, grande liberale e Premio Nobel per l’economia, ingaggiatosi tutta la vita a favore del libero scambio, ha affermato: si può ammettere la libera circolazione per tutto e lasciare che tutto funzioni in maniera autonoma, salvo la libera circolazione delle persone, a meno di sopprimere dappertutto le istituzioni sociali.

Eccoci dunque nel bel mezzo di un grande problema: qualsiasi immigrazione è sempre un’immigrazione nelle istituzioni sociali del nostro paese! Il problema è che nessuno vuole ammetterlo. I responsabili chiudono gli occhi e applicano il ben noto principio: “Ciò che non vedo, non esiste”. Negli anni novanta, l’UE ha categoricamente preteso che anche la Svizzera accetti la libera circolazione delle persone. Come ci si poteva attendere e come d’abitudine, la classe politica non ha avuto il coraggio di dire no. Come sempre, ha ceduto di fronte a Bruxelles. E ha ottenuto l’avallo del popolo grazie a un rullo compressore composto dall’amministrazione, dal Consiglio federale, dal Parlamento e dai giornalisti, che hanno moltiplicato le informazioni menzognere. La libera circolazione delle persone non avrà effetti negativi, ci fu detto. Al massimo 8 o 10’000 persone sarebbero immigrate in Svizzera. In realtà, ne abbiamo contate da 70 a 100’000 l’anno, da sette a dieci volte di più. E oggi, ci si dice cha la situazione s’è normalizzata, mentre invece la Svizzera continua a subire un’immigrazione di oltre 50’000 persone l’anno!

Il popolo svizzero ha rifiutato questa evoluzione e voleva correggere questo errore nel 2014, approvando l’iniziativa contro l’immigrazione di massa che chiedeva la completa soppressione della libera circolazione delle persone tramite un articolo costituzionale. Lo scopo era di permettere alla Svizzera di gestire di nuovo in maniera autonoma l’immigrazione sul suo territorio. L’articolo costituzionale esige dei contingenti, dei tetti massimi e la preferenza indigena. Di fatto, il ritorno a un sistema dimostratosi efficace fra il 1971 e il 2007. Incaricato di mettere in atto una legislazione d’esecuzione di questo mandato costituzionale, il Parlamento ha adottato un testo che va esattamente nel senso opposto. Ha infatti confermato il suo sostegno alla libera circolazione delle persone. A quell’epoca c’era in Parlamento una maggioranza di traditori della Costituzione. Si noti che ciò non è cambiato oggigiorno. Senza alcuna vergogna, questi individui hanno serrato i ranghi per commettere il loro tradimento, pur avendo giurato fedeltà alla Costituzione federale. Mai, finora, la Svizzera era stata così gravemente tradita!

Ecco perché, Signore e Signori, il popolo svizzero voterà ancora una volta il 17 maggio 2020 sull’iniziativa per la limitazione. Questo progetto mira a limitare l’afflusso d’immigranti in Svizzera. Esso garantisce che solo le persone di cui l’economia ha bisogno e che non trova sul posto, possano entrare e lavorare in Svizzera.

Signore e Signori, come si possono chiudere gli occhi di fronte a questa realtà? Durante gli ultimi 13 anni, ossia dall’introduzione della libera circolazione delle persone, un milione di persone è venuto a stabilirsi in Svizzera. Un milione di abitanti in più! La Svizzera conta oggi di un numero d’abitanti come l’Austria, ma ha solo la metà della superficie della sua vicina. Conoscete il risultato di questa situazione, lo stress dovuto alla promiscuità:

  • massiccia cementificazione dei paesaggi, in particolare nel canton Zurigo, perché un milione di persone necessita di 454’000 alloggi supplementari;
  • perdita di terreni agricoli, perché per accogliere questo milione di persone, si è dovuta edificare un’area equivalente a più di 57’000 campi di calcio;
  • resse nei trasporti pubblici;
  • ingorghi sulle strade, perché un milione di persone utilizzano 543’000 vetture e 789 bus;
  • occorrono più scuole, insegnanti, medici, personale di cura, perché un milione di abitanti supplementari ha figli, auto, vuole viaggiare, si ammala. E così di seguito. La situazione si sta aggravando di anno in anno e lo stress dovuto alla promiscuità aumenta in continuazione. Nuove generazioni crescono e lanciano le loro rivendicazioni. La Svizzera è schiacciata. E ciò ci conduce inesorabilmente verso l’abisso.

Vi prego di pensare anche al nostro ambiente:

  • diminuzione dei terreni agricolo;
  • meno spazi e superfici libere;
  • strutture sovra sfruttate in tutti i settori: un milione di abitanti consuma due miliardi di KWh d’elettricità. Come produrre questa corrente? Questa quantità d’energia equivale a 500 nuovi impianti eolici o a diverse centrali elettriche a gas supplementari, che emetteranno CO2 mentre è proprio ciò che vogliamo evitare. Un milione di persone consuma 59 milioni di litri d’acqua potabile! Oggi abbiamo l’aria più pulita, l’acqua più pulita e il suolo più pulito, ma questo non durerà. L’immigrazione di massa distrugge il nostro ambiente, la nostra qualità di vita e la nostra prosperità. Perché:
  • l’immigrazione esagerata minaccia i nostri impieghi, in particolare quelli dei lavoratori anziani;
  • il tasso di disoccupazione svizzero è già oggi più elevato di quello della Germania. Fra gli oltre 56 anni, la quota dell’aiuto sociale è aumentata di oltre il 140% dall’introduzione della libera circolazione delle persone. In vista dell’iniziativa per la limitazione, il Consiglio federale ha ceduto al panico e si è affrettato a creare una nuova istituzione sociale nella forma di una “rendita ponte”, mentre non sa nemmeno come finanziare durevolmente le istituzioni sociali esistenti. Ma c’è di peggio: grazie a questa rendita ponte, sarà ancora più facile per le imprese rimpiazzare dei collaboratori indigeni anziani con manodopera importata giovane e a buon mercato;
  • immigrazione di massa incontrollata significa anche immigrazione di massa nelle istituzioni sociali. Già oggi, gli stranieri sono proporzionalmente due volte più numerosi degli Svizzeri a vivere a spese di assicurazioni sociali;
  • ci sono più stranieri in disoccupazione e più stranieri nelle prigioni. Bisognerebbe estendere questa analisi ad altri settori, per esempio alle assenze a causa di malattie;
  • dall’introduzione della libera circolazione delle persone, la prosperità calcolata per abitante stagna;
  • l’aumento costante della densità demografica comporta delle regolamentazioni e una burocrazia supplementari e la pressione sui salari aumenta.

 

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