All’ombra del minareto

Apr 17 • L'opinione, Prima Pagina, Sport e Cultura • 371 Views • Commenti disabilitati su All’ombra del minareto

Anna Lauwaert

Si potrebbe discutere ancora ma comunque ci avviciniamo (dopo decenni di incontri e metri di libri nella mia biblioteca) a una conclusione: loro non ci conoscono e noi non li conosciamo.

L’Islam non è una religione nel senso che noi diamo alla parola religione, è un sistema complesso che funziona in un paese musulmano ma è in conflitto con altri sistemi come l’induismo in India o la democrazia in Europa.

Siamo popoli diversi perché abbiamo origini diverse.

Gli esseri viventi si adattano all’ambiente nel quale vivono. La gente del Medio Oriente, fin dalle sue origini, si è adattata alla natura del Medio Oriente e al suo clima desertico. Gli Europei, fin dalle loro origini, si sono adattati all’ambiente europeo col clima temperato. Come spiega E.G.Ban, è il conflitto tra gente della foresta e gente del deserto.

Quale soluzione?

  • Mettere fine al ricatto “Islam contro petrolio” che data del 1973. (Si può ipotizzare lo sviluppo dell’energia nucleare non con l’uranio ma con il torio).
  • Ammettere l’evidenza: la mentalità cartesiana europea non è compatibile con la mentalità medio orientale.
  • Più i giovani seguiranno l’insegnamento occidentale, più svilupperanno il loro senso critico anche verso le tradizioni e credenze religiose.
  • È un movimento ineluttabile: le moschee si vuoteranno come le chiese si sono vuotate dopo Vaticano II. – Il professore Sami Aldeeb lo prevede entro 30 anni.

Una mia ipotesi nell’ottica della mondializzazione:

I musulmani sono più o meno 1,5 miliardi di individui che vivevano nelle loro tradizioni e credenze abbastanza indifferenti alla mondializzazione.

Questo significa 1,5 miliardi di potenziali consumatori non sufficientemente sfruttati, il che significa una mancanza di guadagno considerevole.

Quindi, per integrare 1,5 miliardi di individui nel mercato globale, si devono distruggere le loro credenze e tradizioni che li frenano, cioè distruggere l’Islam.

Facendo venire i musulmani in Occidente, distruggeranno loro stessi progressivamente il loro isolamento e contamineranno le loro famiglie rimaste nei paesi d’origine.

Un segno ne è l’invenzione del mercato halal, che è una forma di mondializzazione, attualmente ancora in opposizione con la mondializzazione “laica” ma che si combineranno progressivamente.

Dalla mia esperienza, constato che da una parte esiste un mondo islamico come l’ho incontrato in Pakistan, mentre in Europa s’incontrano musulmani, come dice Alexandre del Valle, “indottrinati dai Fratelli musulmani e dai salafisti” nell’intento di una colonizzazione islamica organizzata dalla OCI e ISESCO, come spiega Alain Wagner

 

“L’Europa diventerà musulmana”?

Non credo: oltre alla previsione del prof. Sami Aldeeb “nel 2050 l’Islam non esisterà più”, il numero di apostati è in aumento anche nei paesi musulmani.

Comunque, vanno ascoltate le messe in guardia da parte di numerose personalità come il sociologo Michel Maffesoli (“sangue scorrerà”) o l’ex-ministro Gérard Collomb (“guerra civile entro 5 anni”) o il presidente Hollande (“siamo in guerra”) o Patrick Buisson (“stiamo vivendo una situazione che rasenta la guerra civile”), ecc.

Concordano sull’imminenza di uno scontro tra alloctoni e autoctoni, o popolo ed élites, o alloctoni migranti arabo-musulmani + sinistra e autoctoni, o mondialisti e nazionalisti, ecc.

Il caso prevedibile = “gravi instabilità nei paesi limitrofi” ipotizzate dall’esercito svizzero nel 2012 durante le manovre “Stabilo due”.

Per la Svizzera si ripresenterebbe la situazione del 1940, con l’afflusso di rifugiati europei e quindi la necessità di alloggiare e nutrire.

Il caso imprevedibile = la pandemia del virus che blocca tutto, però che non esclude movimenti violenti.

La fine dell’Islam, la fine del cattolicesimo (simboleggiato con l’incendio di Notre Dame di Parigi) e la scomparsa delle religioni come le abbiamo conosciute, annunci catastrofici come “la prossima crisi bancaria peggiore della seconda guerra mondiale” o le profezie apocalittiche dei Georgia Guidestones che vogliono ridurre la popolazione mondiale a 500 milioni di individui o gli attivisti africani come Kemi Seba che chiamano i migranti africani a ritornare nei loro paesi d’origine per ricostruire i loro paesi perché non l’Europa, bensì l’Africa è il continente dell’avvenire, ecc. fanno tutti parte dello stesso scombussolamento spiegato da Michel Maffesoli: “Stiamo vivendo la fine di un’epoca storica e siamo in un periodo intermedio durante il quale “il vecchio non è ancora morto e il giovane non è ancora nato”.

Non solo per noi, per tutto il pianeta. Comunque, il mondo non ha mai smesso di cambiare, basti ricordare i cambiamenti avvenuti durante il Rinascimento.

Vale la pena di pensarci.

 

Riferimenti :

https://resistancerepublicaine.com/2019/12/03/la-strategie-des-freres-musulmans-par-alexandre-del-valle/

https://ripostelaique.com/sami-aldeeb-lIslam-ne-survivra-pas-au-dela-de-2050.html)

https://www.agoravox.tv/actualites/religions/article/alain-wagner-la-colonisation-78476

http://www.fdesouche.com/1307359-lIslam-en-perte-de-vitesse-dans-le-monde-arabe#

https://www.youtube.com/watch?v=p9zJdwgnYkE

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