Abbiamo detto NO (per fortuna!) alla Cassa Malati Unica

Ott 4 • Dalla Svizzera, L'opinione • 1568 Views • Commenti disabilitati su Abbiamo detto NO (per fortuna!) alla Cassa Malati Unica

Lara Filippini Deputata UDC in Gran Consiglio

Lara Filippini
Deputata UDC in Gran Consiglio

Fortunatamente la popolazione svizzera ha capito che la cassa malati unica sarebbe stata un vero e proprio cavallo di Troia che avrebbe smantellato il nostro attuale sistema a favore di uno centralizzato, altamente burocratizzato, dove il cittadino non avrebbe più avuto spazio decisionale.

Anche i ticinesi, malgrado i premi (innegabile) pagati in eccesso dal ’06 a oggi, hanno capito che migliorare un sistema – attraverso la legge sulla vigilanza – è meglio che stravolgerlo e ritrovarsi con una realtà di altri paesi a noi limitrofi dove qualità e prestazioni sono ridotte a causa dell’esplosione dei debiti.

Come già più volte sottolineato,  l’accettare un tale sistema avrebbe voluto dire per l’assicurato rinunciare alla propria libertà di scelta – malgrado gli iniziativisti dicano il contrario è un pericolo reale e concreto quando si statalizza un sistema – a quale medico affidarsi e a quale cassa malati aderire in relazione alle proprie esigenze, anche familiari.

Inoltre, questo cambiamento avrebbe comportato la dispersione di enormi risorse sia sociali che finanziarie, perché non è che il giorno dopo la cassa malati unica sarebbe stata subito operativa – infatti si son guardati bene dall’ammetterlo – ma ci sarebbero voluti dai dieci ai quindici anni prima di vedere il nuovo sistema funzionare e i costi sarebbero gravati sulle spalle dei contribuenti/assicurati.

Come già sottolineato più volte, nessuna rivoluzione è a costo zero, i costi sarebbero stati enormi e chi ne avrebbe veramente pagato le conseguenze sarebbero state le famiglie, i giovani e soprattutto le future generazioni.

Bisogna però dire che noi cittadini siamo i veri protagonisti di questo sistema e che noi stessi in prima persona possiamo modulare il premio da pagare e, di conseguenza, influenzarne l’importo in base ai propri bisogni e al proprio stato di salute.

È importante sapere come e dove si può risparmiare, ma dobbiamo volerlo! Infatti, nelle scorse settimane sono stata dal medico e a una signora al banco è stato chiesto se fosse in camera comune, semi-privata o privata; la risposta è che non lo sapeva! Ecco, se ci prendessimo il tempo di controllare il nostro premio e dove possiamo risparmiare, forse avremmo meno di che lamentarci. In fondo poi l’attuale sistema garantisce a tutti (!) un equo accesso a eccellenti cure e se si è scontenti delle prestazioni fornite dalla propria cassa malati – aumento del premio, ritardo nei rimborsi, ecc. – si può cambiare entro novembre dello stesso anno, senza spesa alcuna, la cassa malati.

È importante che noi cittadini diventiamo protagonisti e non sudditi di un sistema. E a livello nazionale, seppur con molto ritardo (nessuno lo nega!), si stanno apportando quei giusti correttivi che servono, ma non illudiamoci che con qualsiasi iniziativa i costi diminuiranno, perché essi vanno di pari passo con l’innovazione e le nuove prestazioni nel listino delle cure.

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