Abbiamo bisogno di sette nuovi consiglieri federali

Mar 5 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 242 Views • Commenti disabilitati su Abbiamo bisogno di sette nuovi consiglieri federali

Roger Köppel, Consigliere nazionale e caporedattore
della Weltwoche

Naturalmente, so che non serve a niente chiedere le dimissioni immediate dell’intero Consiglio federale. Non c’è nulla di più ridicolo, quali giornalisti, di voler imporre ai politici ciò che devono fare e quando devono andarsene.

Almeno quattro volte, l’aristocratica Neue Zürcher Zeitung ha espresso nei confronti di Berlino l’ordine che la cancelliera Merkel mollasse «finalmente» la sua poltrona. I solenni richiami sono rimasti inascoltati. La Merkel è ancora in sella più saldamente che mai.

Le richieste di dimissioni non portano nulla, tuttavia vorrei qui completare la mia riflessione sul perché questo Consiglio federale non sia più idoneo, perché lo dovremmo sostituire al più presto con sette nuovi membri sulla base della concordanza.

La mia osservazione più importante è:

Questo Consiglio federale è corrotto dal potere. Strafatto, ubriacato, inebriato dai pieni poteri che si è attribuito con la pandemia. Il  potere corrompe. E chi ha assaggiato una volta la pozione magica, ne diventa dipendente. Contagiato per sempre.

Non fraintendetemi. Gli attuali consiglieri federali non sono cattive persone. Al contrario. Hanno buone intenzioni. Ma proprio lì sta il problema. Sono talmente uniti nelle loro buone intenzioni, da governare allegramente in modo antidemocratico.

Non attribuisco loro alcun motivo perverso. Certi governi fanno molto peggio. In Austria, scatenano la polizia militare in Tirolo. Mitragliette e divieti d’uscita dovrebbero sconfiggere il virus. Per fortuna, qui non siamo ancora a questo punto.

Ma questa è la Svizzera. La Svizzera è meglio. È stata creata sul principio fondamentale della libertà. I nostri avi hanno dato la loro vita per difendere la libertà. La Svizzera senza libertà non è la Svizzera.

Alla libertà appartiene anche un ragionevole utilizzo di responsabilità individuale. Da nessun’altra parte si dà maggior peso al cittadino e alla sua maturità. Il «lockdown» imposto dall’alto è la negazione di tutto ciò che fa della Svizzera quello che è.

Siamo dunque impazziti? Permettiamo che il Consiglio federale chiuda ampi settori dell’economia, confischi delle proprietà, proibisca cultura e sport, provochi isolamento e solitudine, interferisca nella famiglia, utilizzi anziani e vecchi quali scudi per la sua politica, impedisca alla gente una vita libera e autodeterminata.

Posso accettare che ci siano situazioni eccezionali, nelle quali la libertà e la responsabilità devono cedere il passo. Ma questa privazione della libertà deve essere motivata da un cataclisma. Tanto più severe sono le restrizioni, tanto più inattaccabili devono essere le motivazioni.

Ma non è tutto: un governo svizzero deve sempre volere la libertà. Deve essere animato e spinto dalla volontà di abolire il più presto possibile qualsiasi restrizione della libertà. È questa la volontà di questo Consiglio federale? Ho i miei dubbi.

Sarò all’antica, ma ammiravo Churchill. Alla sua entrata in funzione quale primo ministro, egli promise ai Britannici sangue, sudore e lacrime. Ci sarebbero stati parecchi morti nella guerra contro Hitler. Churchill avrebbe potuto cedere. Ai Britannici sarebbero stati risparmiati innumerevoli morti. Forse avrebbero ancora il loro impero. Ma Churchill combatté per la libertà. Prendendo in conto le molte vittime.

Churchill fu destituito alla fine della guerra.

In questo Consiglio federale non ci sono dei Churchill. Sarebbe probabilmente pretendere troppo. Ma nemmeno siedono in questo Consiglio federale dei politici veramente disposti a difendere la libertà.

L’unica cosa che difendono è il loro potere, la loro politica, la loro reputazione agli occhi dei media e dell’estero.

La Svizzera ha bisogno di un Consiglio federale che, nel dubbio, si schieri per la libertà. Abbiamo invece un Consiglio federale occupato diligentemente a giustificare la perdita di libertà. Con argomenti e frammenti di sapere presentati loro da esperti selezionati. Gli uni si nascondono dietro gli altri.

Lo so, all’estero è molto peggio. Ma qui siamo in Svizzera. Non possiamo giustificare le nostre stupidaggini con quelle ancora più grandi degli altri.

Ho perso la fiducia che questo Consiglio federale voglia trovare la via d’uscita dal suo «lockdown» verso la libertà.

Si dovrebbe pensare seriamente a sostituire tutti e sette i consiglieri federali. Sostituendoli con politici nuovi, freschi e non contaminati, che non siano bramosi di potere, bensì di libertà. Che credano nella libertà e che per essa siano anche disposti a battersi contro le opposizioni.

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