Salviamo l’ospedale di Acquarossa

Nov 15 • Dal Cantone, Prima Pagina • 625 Views • Commenti disabilitati su Salviamo l’ospedale di Acquarossa

Le contraddizioni della nostra politica

Simone Orlandi Segretario distrettuale UDC Bellinzona e Tre Valli

Simone Orlandi
Segretario distrettuale UDC Bellinzona e Tre Valli

Fra le mille contraddizioni della nostra politica vi è senz’altro la riforma della pianificazione ospedaliera. Di certo è difficile entrare in essa e per questo analisi e proposte vanno ponderate con attenzione. Le posizioni politiche difficilmente combaciano con una medicina moderna e dai costi sopportabili, anche perché gli interessi in gioco sono molti. Soprattutto per il Ticino, dove la sanità è in gran parte gestita dal privato tramite diverse cliniche inserite nel piano ospedaliero. L’enorme evoluzione dei costi della sanità ha indotto Berna a chiedere al nostro Cantone un intervento drastico sugli ospedali, con sostanziale riduzione degli stessi, se non addirittura con la creazione di un unico ospedale cantonale. Logica conseguenza, la chiusura di diverse strutture nelle valli. Mancano le casistiche, troppo dispersivi, non più in sintonia con una moderna medicina.

Sarà vero? Forse sì, forse no ma, se sacrificio deve esserci, allora che vada adeguatamente compensato! Di fatto uno dei compiti dello Stato, sin qui disatteso, è quello di salvare le valli dallo spopolamento e dall’invecchiamento della popolazione. Grave la rinuncia alle infrastrutture, soprattutto se legate alla mobilità e alle basi (leggasi pianificazione del territorio) volte a rendere attrattiva e vivibile la regione. In Valle di Blenio non rimane ormai più nulla, se si pensa anche alle difficoltà degli impianti sciistici e del turismo in generale. Fanno parte della nostalgia le chiusure delle fabbriche dell’orologeria e dell’abbigliamento, oltre alla chiusura della Cima Norma con il suo cioccolato famoso in tutto il mondo. Purtroppo però, nulla è stato fatto per sostituirle anche in forma diversificata. Pure l’esercito, per le sue riforme, ha un po’ abbandonato la valle. Vogliamo togliere anche l’ospedale, fonte di lavoro e di vita di un’intera comunità? Se il sacrificio è necessario, come compensare tutto ciò? Prima ancora di giungere a una risposta soddisfacente, mi sono sentito raffreddare l’animo a seguito della vendita della clinica Moncucco nel Luganese. L’affare del secolo dove, anche a livello cantonale – leggasi Ente Ospedaliero – appaiono come d’incanto svariati milioni per l’acquisto della famosa clinica. Miracolo incomprensibile della nostra politica cantonale, ormai diventata tale al cittadino e a chi cerca, come il sottoscritto, di assumere un ruolo politico semplice e spontaneo. Ma allora, mi chiedo, se tanti milioni ci sono, se è tanto necessario salvare la clinica Moncucco, perché al contrario non toglierla dal piano ospedaliero abbandonando gli interessi privati e rilanciare l’Ospedale di Acquarossa a sostegno di una valle che tanto ne ha bisogno? L’operazione è poi particolarmente fattibile e attrattiva, se si abbina la clinica con il rilancio delle terme, facendo capo a tutti questi soldi, o forse solo in parte poiché molto meno sono sufficienti, per combinare le cure termali con riabilitazioni o altre attività legate a quel turismo di cure che nelle cliniche ticinesi è particolarmente richiesto. Con ciò si può garantire anche una medicina di punta, salvaguardando un certo personale che di certo non avrà difficoltà nello spostarsi di qualche chilometro. La Valle del Sole offrirebbe a tutto ciò un paesaggio incantevole e una tranquillità diventata ormai rara. Via quindi a nuove e semplici idee fattibili e sostenibili. Per le nostre valli, per la nostra gente, per tutto il nostro Ticino. Dobbiamo crederci.

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