13a AVS: una posizione controcorrente

Gen 13 • Dalla Svizzera, Iniziative e referendum, L'editoriale, Prima Pagina • 69 Views • Commenti disabilitati su 13a AVS: una posizione controcorrente

Eros N. Mellini

Non mi capita spesso di dissentire dalla linea dell’UDC nazionale, e ancora meno di essere d’accordo con la sinistra, ma questa volta ritengo che il «Partito del POPOLO» (Schweizerische VOLKspartei») sia troppo contabile e troppo poco popolare.

Un ragionamento meramente contabile invece della visione globale

Il 3 marzo il popolo voterà sull’iniziativa «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)» lanciata dall’Unione sindacale svizzera (USS). «La 13esima AVS può essere finanziata solo con l’aumento di IVA e contributi salariali» – ha affermato lo scorso dicembre la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter, lasciando intendere che non ci sono soldi sufficienti a tale scopo. Il discorso per l’UDC – partito sempre attento al contenimento delle spese, autore in Ticino del decreto Morisoli – sta in piedi. Freno alle spese = freno all’aumento delle prestazioni AVS. Ma lo è solo da un punto di vista contabile, dando per scontato che i fondi stanziati per questa istituzione siano esclusivamente quelli attuali prodotti dai prelievi salariali e da una quota dell’IVA e che le altre attuali voci di spesa siano intoccabili. In altre parole, si rifiuta una visione della situazione globale delle spese che privilegi, per una volta, i contribuenti svizzeri.

I figli fanno la fame, ma l’importante e la seconda auto

La situazione d’assieme vede una Confederazione che spende e spande miliardi di franchi per l’accoglienza di immigrati illegali, per la coesione dell’UE (che cosa importa poi a noi se l’UE sia più o meno coesa?), per Zelensky, per l’aiuto allo sviluppo rigorosamente all’estero, e chi più ne ha più ne metta. È come un padre di famiglia che lesina sul nutrimento dei figli per poter mantenere la seconda auto, il televisore di 88 pollici e quant’altro di superfluo gli venga in mente. In altre parole, noi non abbiamo i soldi per l’AVS perché i nostri politici preferiscono scialacquare il denaro dei contribuenti a favore dell’estero.

Stabilire delle priorità? Appunto!

«Il freno all’indebitamento costringe il governo federale a stabilire delle priorità», ha detto Keller-Sutter. Appunto, diciamo noi. È ora che governo e parlamento comincino a capire quali dovrebbero essere le priorità per il popolo svizzero che li elegge. Innanzitutto, il benessere delle cittadine e dei cittadini svizzeri poi, se avanza qualcosa (e sicuramente avanzerebbe anche dopo l’accettazione della 13a mensilità AVS), diamo pure via libera a progetti e azioni megalomani a favore della mitomania internazionale di alcuni politici.

Comunque, manterrebbero lo status quo attuale e ci aumenterebbero le imposte?

No, dipende da noi cambiare la mentalità della Berna federale. Cominciamo a dire sì alla 13a AVS poi, quando per aumentare IVA e prelievi per finanziarla dovranno passare in votazione popolare, diremo NO, obbligando parlamento e governo a trovare i fondi necessari a scapito di altre voci di spesa. Se dall’altra parte c’è la malafede, l’unico mezzo efficace per frenare l’indebitamento – in questo caso per segnalare le spese che il popolo ritiene prioritarie – è tagliare i fondi a disposizione (un po’ come il discorso che si fa con il canone della RSI a 200 franchi). Toccherà poi ai nostri parlamentari rivedere adeguatamente le priorità, pena scadere nel consenso popolare e non essere rieletti.

Nessuna soggezione fuori luogo

In Ticino, il Comitato cantonale UDC è sempre un po’ restio ad andare controcorrente rispetto alla linea del partito nazionale. Ma l’UDC è un partito democratico e non sarebbe la prima volta che – eccezionalmente – prende questa strada. Nella fattispecie, è stato preceduto dalla sezione di Ginevra e non è da escludere che altre sezioni cantonali seguiranno. E sarebbe altrettanto sbagliato uscire con una «libertà di voto» (come se questa non ci fosse comunque) che, oltre a essere indice di pusillanimità e riluttanza a prendere una posizione chiara e netta, equivarrebbe ad accettare quali dogmi ormai acquisiti e incontrastabili, le motivazioni addotte da governo e parlamento per respingere l’iniziativa.

Le decisioni di Berna non sono sempre giuste

No, e quando le decisioni della Berna federale sono sbagliate, per non dire assurde, il popolo ha la facoltà e il dovere di opporvisi con i mezzi che la democrazia diretta fortunatamente gli dà. E la direzione di UDC Svizzera farebbe bene a mettere da parte il ragionamento meramente contabile – AVS sostenibile solo con tasse e prelievi – per adottare una visione globale del budget della Confederazione attingendo semplicemente da voci di spesa superflue il denaro necessario per il potenziamento del primo pilastro della nostra previdenza-vecchiaia. Non, come suggerisce l’iniziativa – indubbiamente perfettibile – attingendo agli utili della Banca nazionale, no, semplicemente utilizzando l’equazione «Meno soldi all’estero, più denaro per le Svizzere e gli Svizzeri».

Non deludiamo i nostri elettori

L’UDC è in ascesa, in particolare in Ticino, perché adagio adagio è riuscita e riesce a convincere la gente di essere dalla sua parte, di battersi per il benessere della popolazione. Non deludiamo quest’ultima con una posizione dettata dalla fredda contabilità. Adottiamo invece una linea popolare (peraltro insita nella denominazione tedesca del partito «Volkspartei») e diciamo SÌ a questa iniziativa… anche se a proporla sono stati sinistra e sindacati. Per una volta che quest’ultimi ne fanno una giusta, non buttiamo via il bambino assieme all’acqua sporca.

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