Zibaldone (di tutto un po’)

Ott 4 • L'opinione • 964 Views • Commenti disabilitati su Zibaldone (di tutto un po’)

Gianfranco Soldati Presidente onorario UDC Ticino

Gianfranco Soldati
Presidente onorario UDC Ticino

Una volta, nel corso di un colloquio con il mio carissimo prof. Romano Amerio, un colloquio che in realtà era sempre un apprezzato e gradito suo soliloquio, gli chiesi chi fosse legittimato a formulare neologismi, parole nuove di una determinata lingua. La risposta fu laconica: “Chi è in grado di farlo correttamente”. Se i neologismi erano compositi, derivati cioè dalla fusione di due etimi, questi dovevano essere di una sola lingua, per l’italiano con etimo greco o latino. Mischiare latino e greco dà come risultato un neologismo spurio, da evitare.

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La boxe, quando a combattere sono veri campioni, è lo sport più bello che  io conosca. Scade a spettacolo noiosissimo quando sul ring si trovano contendenti che non sono altro che onesti  lavoratori, dilettanti o professionisti. Da addebitarle rimane il fatto che una carriera con troppi combattimenti lascia il segno. Nessuno può togliermi dalla testa che lo stato di salute da anni precario del grandissimo Cassius Clay, etichettato come morbo di Parkinson. sia dovuto all’incredibile gragnuola di colpi incassata senza andare a terra, anzi finendo per vincere l’incontro, da George Foreman nel celeberrimo scontro del 1974 per il mondiale dei massimi in Sud Africa.

Archie Moore, re dei medio-massimi, che combattè fino a 50 anni anche contro pesi massimi naturali, subendo parecchi k.o., e Roberto Duran, detto “Mano de piedra”, per il numero incredibile di k.o. inflitti agli avversari, che combattè contro tutti i grandi della sua epoca, dai leggeri ai pesi medi, subendo molti k.o., costituiscono l’eccezione alla regola che i troppi colpi ledono sensibilmente il cervello. Il primo è scomparso nel 1998, 82enne sempre attivo come lavoratore, il secondo vive ancora, 63enne normalmente lucido.

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In tempi in cui sembra essere di moda, presso politici presuntuosi e arroganti, la contestazione di presunti abusi in fatto di consumo di diritti popolari, bisogna citare un’osservazione acuta e pregnante di Moreno Bernasconi, nell’editoriale del CdT del 6 agosto: “Il vantaggio della democrazia diretta è che può essere riformata continuamente ….. dall’esercizio della democrazia diretta”. Si può solo auspicare che qualcuno abbia letto questa frase al presidente Bertoli. Il nostro consigliere di Stato che tanto si preoccupa per l’eccesso di iniziative e referendum potrebbe, anzi dovrebbe però averla letta da solo.

Nel suo editoriale Bernasconi chiede di abbandonare, euroturbo e euroscettici, le motivazioni ideologiche. Le nuove trattative vanno condotte sul piano della concretezza. D’accordo, ma con una precisazione. Anche noi svizzeri, o almeno la nostra stragrande maggioranza, ha un principio e una volontà, più volte chiaramente espressi nelle urne: il principio (non trattabile) e la volontà di preservare sovranità, libertà e indipendenza della Nazione. Detto questo, si passi pure a considerazioni concrete. La prima: 80’000 liberi circolanti in Germania (80 mio di abitanti) fa lo 0,1%, in Svizzera (8 mio di abitanti, per chi non lo sapesse) un uguale numero di liberi circolanti fa l’1%. La seconda: con un bilancio export-import largamente favorevole all’UE, per decine di milardi sia di franchi che di euro, i dirigenti di Bruxelles non possono permettersi di far la voce forte: possono fingere, e lasciamoli fingere per salvare la faccia. Ma il manico del coltello non è nelle loro mani. Si bloccassero gli scambi, i sullodati dirigenti di Bruxelles verrebbero travolti dalle proteste dei loro esportatori verso la Svizzera. Con nostri negoziatori che prendessero conoscenza di queste 2 banali verità potremmo stare tranquilli. Con i consiglieri federali che abbiamo e conosciamo, un po’ meno. Bernasconi scrive che a Berna hanno preso nota di quanto sopra. Lo speriamo, ma restiamo in attesa della conferma dei fatti.

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6 agosto. Ha fatto scandalo in Italia la notizia che il comandante Schettino, quello del naufragio della Concordia, è stato invitato a tenere una lezione da una delle cattedre dell’Università della Sapienza di Roma. Tema della lezione? Naturalmente e logicamente, “la gestione del panico”, di cui il comandante si è dimostrato grande gestore mostrando di nemmeno essere in grado di gestire il suo, di panico. Immaginiamoci quello degli altri.

Ad invitare il comandante un cattedratico di una delle tante specializzazioni di sociologia, subito finito sotto inchiesta amministrativa. I “Fachidioten” sono merce corrente in tutte le università.

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8.8.2014: Draghi: “Gli stati cedano sovranità”. Una frase intelligente di una persona autorevole con inclinazione autoritaria. A ben guardare però, poco sensata. In paesi democratici, e quelli dell’UE lo sono tutti, la sovranità la detiene il popolo. Ne deriva che se un paese vuole o non vuole cedere sovranità lo dovrebbe lasciar decidere al popolo. Come? Votando. Draghi ed i suoi accoliti di Bruxelles vogliono tutto, salvo lasciare votare i popoli delle nazioni dell’UE, perché sanno che sarebbe la fine del loro potere e dell’UE stessa.

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I dibattiti politici alle televisioni italiane: una cosa oscena. Parlano contemporaneamente 2 o 3 persone, ognuna alzando la voce per sopraffare l’antagonista, con il solo risultato di impedire la comprensione del dibattito. Gli spettatori e ascoltatori anziani, tutti affetti, chi più e chi meno, di presbiacusìa (la sordità degli anziani) sono particolarmente danneggiati da questa forma di maleducazione che sconfina nell’inciviltà. Si ha addirittura l’impressione che l’intento dei partecipanti non sia quello di dire la propria opinione sul tema in discussione, ma quello di impedire di farlo all’avversario del momento.

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Ho scritto dei giudici americani impazziti e arroganti che più non si può, giudici di giurisdizione comunale (anche di un solo paesello sperduto tra i grizzly delle Montagne Rocciose) che distribuiscono multe miliardarie che devono valere in tutto il mondo solo perché gli USA sono gli USA. Adesso è così assurto a fama mondiale un altro di questi idioti, tale Thomas Griesa, che con la sua sentenza ha condannato l’Argentina al fallimento facendo guadagnare ad un ignobile speculatore, Paul Singer di nome, di religione non si deve dire perché non sta bene, miliardi di dollari, garantiti dal blocco di tutto quel che l’Argentina possiede negli USA.

Vitta, sul CdT, ha ricordato il caso del Ticno, di una decina di anni fa. Un ignoto ignobile arrivò con una richiesta, basata su carte false e su un giudizio di uno di questi giudici, di un indennizzo di 125 mrd. Il cantone si difese con successo, ma per la difesa dovette spendere milioni di franchi che non furono mai recuperati.                                                                     *

Carlo Silini, esperto di religioni, scrive sul CdT: “Ce ne sarebbe abbastanza per concludere che tutte le religioni sono intrinsecamente legate alla violenza. E in parte è vero. Ma …..”. Io non so se sia vero, in parte o in assoluto, o se sia falso. Per me le parole più sagge sulle religioni le ha scritte Tito Caro Lucrezio, nel “De rerum natura”, circa 50 a. C.: “tantum potuit religio suadere malorum” (“a tali malefatte potè indurre la religione”). E ancora: “saepius religio peperit scelerosa atque impia facta” (“più di una volta la religione ha prodotto azioni o fatti empi e scellerati”). In questo inizio di millennio di esempi concreti sotto gli occhi ne abbiamo a iosa.

Nella lotta contro la ferocia, la cupidigia e la stupidità umana le religioni non hanno scampo. Come non ne hanno le leggi e i tribunali, gli eserciti e i bombardamenti.

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