Zibaldone (di tutto un po’)

Mar 19 • L'opinione, Prima Pagina • 621 Visite • Commenti disabilitati su Zibaldone (di tutto un po’)

Dr. Gianfranco Soldati  Presidente onorario UDC Ticino

Dr. Gianfranco Soldati
Presidente onorario UDC Ticino

Rimango sempre stupito e costernato quando mi capita di dover constatare il punto di incretinimento cui può condurre una concezione ideologica malsana. Per meglio farmi capire, faccio un esempio teorico: diventare professore universitario di sociologia senza essere intelligente non è possibile. E se dopo tutta una vita di insegnamento universitario non diventi colto vuol dire che non sei intelligente. Ne deriva obbligatoriamente che un professore universitario emerito di sociologia è una persona intelligente e colta.

Sera del 13 marzo, a Rai News 24 un tale Gian Enrico Rusconi, classe 1938, commenta l’esito delle votazioni in 3 Länder della Germania (Sassonia-Anhalt, Baden-Württenberg e Renania-Palatinato), con 13 mio di persone chiamate alle urne e con previsioni unanimi di indebolimento della Merkel. Nelle precedenti elezioni del 2011 l’AfD (“Alternative für Deutschland”, Alternativa per la Germania), nascente partito di protesta di destra, aveva subito un innegabile smacco, rimanendo esclusa dai 3 parlamenti regionali per non aver raggiunto la soglia minima necessaria (5% se non sbaglio). Adesso si situa tra l’8 e il 10% in 2 Länder e nell’altro (Sassonia-Anhalt) diventa il secondo partito con il 24%. Secondo l’incredibile e ineffabile Rusconi, che dichiara lui stesso di emettere “un’ipotesi audace”, gli elettori hanno chiaramente “rifiutato la Destra” e paradossalmente compattato tutti gli altri partiti attorno alla Merkel, persona carismatica di cui non si scorge all’orizzonte neppure l’ombra di un possibile successore.

Strabiliato da cotanta protervia (superbia ostinata e provocatoria, sfrontata arroganza, dice il dizionario, personalmente vi aggiungo un cucchiano di impudenza) vado a cercare su Wikipedia chi sia ‘sto Rusconi, per me un autentico “chi era costui”. Storico e politologo, con al suo attivo anche una laurea in filosofia, ha iniziato la carriera universitaria come professore nella Facoltà di Sociologia di Trento, nel 1968 se ricordo bene (non ho voglia di ricontrollare, l’individuo non ne vale la pena), per poi passare dopo pochi anni alla stessa cattedra a Torino. Non so perché, quando sento parlare di Facoltà di Sociologia mi metto in allarme e immagino subito una sequela di impiegati della socialità  di Stato in arrivo per aumentare il carico burocratico che tutti noi, volenti o nolenti, ci trasciniamo addietro. Se poi la Facoltà è quella di Trento, il pensiero corre subito a quel simpaticone di un Renato Curcio, fondatore della benemerita confraternita delle Brigate Rosse, e alla sua diletta moglie Margherita Cagol, allieva (degenere) di Madre Maria Teresa di Calcutta.

Gian Enrico Rusconi adesso è professore emerito, come dire in pensione. È diventato professore universitario e quindi sicuramente di intelligenza superiore alla media (i concorrenti a una cattedra sono legioni, bisogna superarli per riuscire). Ha insegnato durante tutta una vita, e quindi è diventato persona colta, visto che era ed è intelligente. È quindi intelligente e colto al contempo. Sostenere che un partito che passa dallo zero (per mancato raggiungimento della soglia, d’accordo, ma siamo vicini allo zero anche in senso assoluto) al 10%, in un Land perfino al 24% delle schede valide, sia stato sanzionato con un rifiuto da parte degli elettori è una “cretinenza” benemerita, non solo “audace”. Come lo è quella di sostenere che la Merkel esce “consolidata” da queste elezioni.

Vero “sì è invece che” PS, Linke e vice-presidente Gabriel escono distrutti, Merkel indebolita (per sua colpa, predicando l’accoglienza illimitata a una marea di asilanti che minaccia di sommergere tutta l’Europa), i Verdi con una vittoria strabiliante in un Land (ne diventano il primo partito) e un massacro negli altri due. La Destra (AfD) è l’unica vera vincitrice. I perdenti  si affannano (solo per consolarsi, lo so, l’intento spregiativo ripugna al loro alto senso morale) a chiamarla populista, cosa di cui può andar fiera, perché in una vera democrazia a eleggere i politici è chiamato il popolo, non i servi ministeriali e codini dei media di Stato e di parastato.

Comments are closed.

« »