Zibaldone 1

Ott 22 • L'opinione • 1088 Views • Commenti disabilitati su Zibaldone 1

Dr. Gianfranco Soldati Presidente onorario UDC Ticino

Dr. Gianfranco Soldati
Presidente onorario UDC Ticino

Zibaldone è il titolo di 6 volumetti di Romano Amerio, editi dal Cantonetto di Mario Agliati, contenenti brevi giudizi, commenti e pensieri su temi disparati di quotidianità, di storia, di filosofia e su su fino alla teologia (che è, secondo lo studioso e filosofo italiano, cittadino onorario di Lugano, la “summa” di tutte le filosofie). In 30 quaderni furono raccolte più di 4’300 annotazioni, pubblicate solo in parte, a scelta dello stesso autore. Incapace di temi “alti”, mi limiterò a quelli di quotidianità.

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In un lungo commento ad un mio articolo sul NWO (New World Order) P.C. Minotti mi rimprovera di non proporre un’alternativa all’aborrita (da parte mia) egemonia statunitense. Una fatica inutile quella di avversare un predominio traballante (lo riconosco, e me ne compiaccio), anzi oramai solo presunto se non morente e già decaduto secondo Minotti. So che gli esseri umani sono bestie cattive e aggressive, sempre disposte a far prevalere i propri interessi contro tutto e contro tutti. Al momento attuale il rischio, chiamato dalla saggezza popolare “cadere dalla padella nella brace” è quello di veder sostituire l’egemonia made in USA con quella made in China. L’alternativa salvifica ci sarebbe, facile facile, ma purtroppo di inconsistenza utopica, al massimo solo una speranza: che la o le 2 o 3 potenze egemoniche sulla terra si convincessero che non è indispensabile inviare i propri giovani a farsi ammazzare a migliaia in Afghanistan o Iraq o altrove, lasciando sul terreno una sequela infinita di morte e distruzione. Potrebbero convincersi che la loro potenza economica e politica è più che sufficiente per garantire loro prestigio, agiatezza e tranquillità duraturi. E convincersi anche (e 6’999’999’000 sui 7 mrd di esseri umani presenti sul pianeta sono certissimamente d’accordo con me) che lasciar vivere in pace le popolazioni e le nazioni, qualsiasi sia la forma di governo che si sono date, sarebbe in fin dei conti la soluzione. Purtroppo, sarebbero conti fatti senza l’oste, perchè resterebbero pur sempre le religioni: musulmani che massacrano i cristiani, che non massacrano più perché hanno già massacrato a sufficienza nel passato, olocausto compreso, hindu che massacrano i musulmani, sunniti (gli ortodossi dell’islamismo) che massacrano a suon di attentati kamikaze gli sciiti ben più numerosi ma suddivisi in sette, e così via. Tantum potuit religio suadere malorum (a tali malefatte potè indurre la religione), ha scritto Lucrezio più di 2000 anni fa. E poi, e concludo, eliminate anche le religioni, resterebbe pur sempre l’homo sapiens con le sue ansie egemoniche e  fedi religiose da imporre. La storia, grande maestra di vita senza allievi, continuerebbe imperterrita sul percorso intrapreso dalla notte dei tempi.

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Poche settimane fa Ginevra è stata teatro di elezioni  legislative e esecutive cantonali e di un orribile assassinio di una giovane donna ad opera di un delinquente tarato che la donna stessa stava accompagnando ad una seduta di ippoterapia. Cosa hanno in comune questi due fatti? Niente, parrebbe di dover dire. Invece no, in comune hanno una persona: il consigliere di Stato uscente e giunto primo al ballottaggio Pierre Maudet, liberale-radicale, preposto in governo alla sicurezza pubblica e quindi anche primo responsabile delle attività riabilitative e rieducative nel campo carcerario. Dopo l’orrendo misfatto le autorità ginevrine, cioè lo stesso Maudet, sono intervenute con estremo rigore, licenziando in tronco due funzionari, la prima, ricordo, una donna. Appare quindi chiaro, e inconfutabile, che Maudet non portava e non porta responsabilità di sorta per l’accaduto.

Maudet è al primo posto nella lista dei candidati al Consiglio di Stato, anche se dovrà andare al ballottaggio, ma nella votazione per il legislativo ha subito una vera e propria batosta, un -7 a favore della destra del MCG (movimento dei cittadini ginevrini di Stauffer) e dell’UDC. Maudet viene considerato astro nascente del PLR ginevrino e anche nazionale (è già presidente della commissione nazionale per la gioventù). Due anni fa ha pubblicato, con adeguata grancassa mediatica, un rapporto sulla sicurezza, da lui voluto come contrappunto al rapporto del 2010 del consigliere federale Ueli Maurer. Per stendere il rapporto si avvalse dell’aiuto di Christophe Keckeis, già comandante dell’esercito ai tempi di Samuel Schmid, il mezzo consigliere federale UDC. Cosa chiedeva Maudet nel suo rapporto? Riduzione dell’esercito a 20’000 uomini e abolizione dell’obbligo di servire. Il rapporto concludeva lapidario: “La maggior minaccia alla sicurezza della Svizzera è Ueli Maurer”.

Non fa meraviglia che con simili “astri nascenti” il partito liberale-radicale passi da una batosta all’altra.

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Fulvio Pelli, intervistato da Francesco De Maria, ha fornito la prova  di aver capito (finalmente, dico io) che l’ostilità pregiudiziale e viscerale all’UDC-SVP è assolutamente controproducente. In Ticino, mi sembra, lo ha capito anche Giovanni Jelmini. Ma il PPD nazionale non sembra averlo compreso, come non potranno mai capirlo parecchi esponenti del radical-socialismo, per esempio quello che i ticinesi hanno inviato agli Stati a Berna. Per loro Blocher, di gran lunga il miglior consigliere federale che abbiamo avuto dopo Furgler, rimane la bestia nera da eliminare ricorrendo alla denigrazione continua, ripetuta e strisciante sui media elettronici e stampati.

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Teletext del 12.10.13: Simonetta Sommaruga, esile e gentile consigliera federale, riferendosi alle due recenti tragedie di Lampedusa, si sarebbe espressa così: “Forse il flusso di migranti clandestini sarebbe meno intenso e vi sarebbero meno lutti se i paesi più ricchi accettassero un certo numero di profughi”. Secondo me si tratta di un marchiano errore degli amanuensi (ho buoni motivi per rifiutare di chiamarli giornalisti) di Teletext. Non fosse il caso, alcune considerazioni si impongono.

Chi sono i paesi più ricchi? Quelli meno indebitati, anche loro però con l’acqua alla gola? Sicuramente Sommaruga pensava in primo luogo alla Svizzera. Accettiamo generosamente di accoglierne “un certo numero”, allora ne verranno di meno e logicamente ci sarebbero anche meno annegati in mare. Strano ragionamento, quasi strambo. Oppure la consigliera pensa, senza averlo detto, che oltre ad accoglierne “un certo numero” potremmo mettere loro a disposizione mezzi di trasporto sicuri, aerei, navi, autobus, veicoli a 4 trazioni per il caso di nevicate (l’inverno incombe)?

Qualche domandina rimane inevasa. Quando avremo accolto i primi 500 migranti clandestini, cosa faremo dei mille che seguiranno? Accolti anche questi, cosa faremo dei 10.000 che seguiranno a loro volta? E dei 100’000 successivi? Ci fermeremo a 25’837 o solo a 39’444? E li immagini, amico lettore, gli aspri dibattiti in parlamento tra Marina Carobbio-Guscetti, a sostegno della Signora Sommaruga, e Christoph Mörgeli, totalmente contrario: una lotta all’ultimo coltello per ogni immigrante in più o in meno, 39’000 immigranti, no, 39’500, no 38’700 bastano e ne avanza. Una  scenografia allucinante e esilarante da non perdere!

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