Volere questa libera circolazione delle persone, significa voler nuocere alla Svizzera

Lug 12 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 1645 Visite • Commenti disabilitati su Volere questa libera circolazione delle persone, significa voler nuocere alla Svizzera

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Fra fine 2011 e fine 2012, la popolazione svizzera è aumentata di 82’300 persone. Questa cifra comprende 17’500 neonati che hanno generato un’eccedenza di nascite. 64’800 persone rappresentano il “saldo migratorio” secondo la statistica ufficiale della Confederazione. Ciò significa che la popolazione svizzera aumenta ogni due anni dell’equivalente alla città di Berna.
Una popolazione che aumenta compera di più, consuma di più. Il solo prodotto dell’IVA evolve conformemente ai desideri del governo e dell’amministrazione, i quali evocano con entusiasmo una crescita economica che riempie le loro casse senza che abbiano a muovere un dito. Si è però ben lungi da una crescita qualitativa.
L’UE – dunque questa organizzazione di paesi con i quali pratichiamo questa libera circolazione che si pretende essere così vantaggiosa per noi – è diventata nel corso degli anni una vera e propria affossatrice d’impieghi. Effettivamente, tutto ciò che essa ha fatto alla gioventù europea applicando le sue ricette socialiste e internazionaliste dovrebbe essere punito da un tribunale. Ma in realtà nessuno dei responsabili europei dovrà mai esporsi al benché minimo rimprovero, e neppure alle domande critiche della stampa. La nozione di “generazione perduta” è diventata una specie di slogan, ma in realtà nulla permette di affermare che le cose andranno meglio per la generazione prossima. Nella media europea, quasi un quarto dei giovani è in disoccupazione. E le cifre provenienti dai paesi in crisi della zona Euro sono ancor più spaventose: in Grecia, quasi il 60% dei giovani è senza lavoro. Seguono la Spagna con il 56%, il Portogallo con il 42% e l’Italia con il 38,2%.

Anche in Svizzera ci sono dei giovani in disoccupazione, ma le condizioni nel nostro paese sono quasi paradisiache per rapporto a quelle dell’UE. Tuttavia, è veramente intelligente affrontare questo problema con un fondo per i posti d’apprendistato, come sta facendo il canton Zurigo, e nel contempo aprire le frontiere permettendo a tutti di venire da noi?
La situazione economica dell’UE non migliorerà a medio termine. Come si possono seriamente negare i vantaggi della non-appartenenza della Svizzera a quest’organizzazione? Ma contemporaneamente, il nostro paese si espone alla gelosia e alle pressioni internazionali. E siccome non si può dare fiducia al Consiglio federale, occorre che il sovrano prenda in mano la questione e vegli a che la Svizzera riprenda il controllo dell’immigrazione, decidendo di nuovo chi può entrare in Svizzera per restarci e chi no.
Nessuno vuole bloccare le frontiere. Un partito tanto favorevole all’economia come l’UDC lo auspica ancora meno di qualsiasi altro. Ma ci sono cose più importanti per il nostro paese del profitto a corto termine di alcuni settori.
Coloro che ambiscono alla libertà e che vogliono evitare dei danni alla Svizzera non possono che sostenere l’iniziativa popolare contro l’immigrazione di massa. L’unico scopo di questa iniziativa è quello di ridare alla Svizzera degli strumenti del tutto ovvi per uno Stato sovrano, ossia la facoltà di controllare autonomamente la sua immigrazione.

UDC Svizzera

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