Visione deformata del dibattito sul preventivo

Nov 28 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 1033 Views • Commenti disabilitati su Visione deformata del dibattito sul preventivo

Martin Baltisser Segretario generale UDC Svizzera

Martin Baltisser
Segretario generale UDC Svizzera

I media si compiacciono oggi di criticare i consiglieri nazionali vicini all’agricoltura. A dar loro seguito, questi deputati si sarebbero accaparrati di sovvenzioni supplementari facendo sfuggire l’agricoltura agli sforzi generali volti al risparmio. Si tratta perlomeno di una visione deformata delle cose, che ignora una buona parte delle realtà della politica finanziaria.
Capo primo: alla fin fine non si fa alcun risparmio

Diversi media sono perfino riusciti nell’impresa di annunciare il dibattito sul preventivo di quest’anno sotto il segno di un risparmio di 700 milioni di franchi, voluto dal Consiglio federale. Si sono fatti turlupinare dalla propaganda del Dipartimento federale delle finanze. La Confederazione non fa in realtà alcun risparmio, perlomeno non ne fa nel senso corrente del termine. In realtà, essa spende nettamente di più rispetto all’anno precedente. Secondo le decisioni del Consiglio federale, il preventivo delle spese 2015 aumenta di 879 milioni di franchi rispetto a quello dell’anno in corso. E dopo i dibattiti del Consiglio nazionale, questo importo passa a un miliardo di franchi. I presunti “risparmi” si riferiscono in effetti a una correzione delle spese previste nel piano finanziario dello scorso anno. Questi tagli erano necessari semplicemente per rispettare i dettami del freno all’indebitamento. Per presentare correttamente la situazione bisognerebbe dire che l’aumento delle spese è stato un po’ meno marcato del previsto. Sono proprio queste deformazioni della realtà che alimentano la leggenda socialista dei “risparmi che uccidono lo Stato”. La realtà è che le spese federali sono esplose dal 1990: durante questo periodo sono più che raddoppiate.
Secondo: se effettivamente si fanno dei risparmi, è a scapito dell’agricoltura e dell’esercito

Si fa fatica a trovare dei media che si siano dati la pena di presentare in dettaglio l’evoluzione delle spese federali nei diversi settori fra il 2014 e il 2015. Li si possono comprendere: la realtà delle cifre male si accorda con l’immagine che piace presentare. In effetti, il Consiglio federale prevede dei tagli notevoli in due soli settori: l’agricoltura (-133 milioni di franchi, ossia -3,6%) e la difesa nazionale (-150 milioni, ossia -3,1%). Nel settore Finanze/Imposte (-12 milioni, ossia -0,1%) e Trasporti (-8 milioni, ossia -0,1%), le riduzioni sono insignificanti, mentre che si assiste a dei solidi tassi di crescita nelle posizioni Sicurezza sociale (+597 milioni, ossia +2,7%), Formazione e ricerca (+156 milioni, ossia +2,2%), Relazioni internazionali (+132 milioni, ossia +3,7%) e Altre spese, di cui fa in particolare parte la protezione ambientale (+299 milioni, ossia +4,6%). La situazione divenuta consueta da qualche anno, dunque continua. A seguito delle decisioni del Consiglio nazionale, il settore agricolo rimane approssimativamente allo stesso livello dell’anno precedente. La correzione che si voleva apportare a questa voce del preventivo appare tanto più sconveniente se la si confronta con l’evoluzione della spesa in altri settori quali l’aiuto allo sviluppo nel quale le spese continuano a esplodere.
I dati del preventivo 2015 nella versione del Consiglio federale: come sua abitudine da qualche anno a questa parte, il governo voleva ridurre le spese soltanto nell’agricoltura e nella difesa nazionale!

Budget 2015 Consiglio federale Diminuzione delle spese rispetto al preventivo 2014 Diminuzione delle spese rispetto al preventivo 2014
Agricoltura – 133 milioni / – 3,6%  
Difesa nazionale – 150 milioni / – 3,1%  
Finanze/Imposte – 12 milioni / – 0,1%  
Trasporti – 8 milioni / – 0,1%  
Sicurezza sociale   + 597 milioni / + 2,7%
Formazione e ricerca   + 156 milioni / + 2,2%
Cooperazione internazionale (in articolare, l’aiuto allo sviluppo)   + 132 milioni / + 3,7%
Altre spese (per esempio, protezione dell’ambiente)   + 299 milioni / + 4,6%

 

Terzo: i politici hanno fallito in politica finanziaria

Per essere giusti, bisogna dire che nessuno s’è coperto di gloria in questo procedimento budgetario. Il margine di manovra che il freno all’indebitamento lascia alla politica sarà sfruttato senza dubbio fino all’ultimo centesimo ora della fine del dibattito. E non resterà più alcun margine né per crediti aggiuntivi, né per delle eccedenze strutturali di cui la Confederazione avrebbe peraltro bisogno in vista di diversi progetti futuri. A livello federale si è ben lungi da una pianificazione strategica. Tutto ciò non è altro che del fai da te. La sola menzione che i lavori preparatori del preventivo 2015 meritano è “esercizio non riuscito”. Nemmeno il minimo consenso ottenuto dalla destra in commissione, per almeno rallentare la crescita delle spese per l’aiuto allo sviluppo, ha retto il colpo nel plenum del Consiglio nazionale. Tutti noi dovremmo rivedere le nostre posizioni.

Berna, 27 novembre 2014

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