Usa, Merkel contro Trump: “I tempi in cui l’Europa poteva fare affidamento sugli altri sono passati”

Giu 16 • L'opinione, Prima Pagina • 147 Visite • Commenti disabilitati su Usa, Merkel contro Trump: “I tempi in cui l’Europa poteva fare affidamento sugli altri sono passati”

Dr. Francesco Mendolia

Nel giorno in cui il presidente statunitense, di ritorno in patria, vanta i “grandi risultati” del suo viaggio all’estero, la cancelliera dà voce al fallimento del G7 di Taormina. E ai partner UE dice: “Dobbiamo prendere il destino nelle nostre mani”. Secondo la stampa il tycoon ha già deciso di sfilarsi dall’accordo di Parigi sulla lotta ai cambiamenti climatici.

“I tempi in cui potevamo fare pienamente affidamento sugli altri sono passati da un bel pezzo, questo l’ho capito negli ultimi giorni”. Sabato Angela Merkel ha definito “molto insoddisfacente” la discussione del G7 sui cambiamenti climatici, ma era evidente che il giudizio si applicava all’intero vertice di Taormina. E che la colpa, per la cancelliera, era del presidente USA Donald Trump. Ora la leader tedesca, rientrata in patria dopo aver cancellato la prevista conferenza stampa finale, si toglie dalle scarpe altri sassolini. Pesanti come macigni. “Noi Europei dobbiamo prendere il nostro destino nelle nostre mani”, ha aggiunto, pur senza mai citare esplicitamente il tycoon. Merkel ha dunque sollecitato i Paesi dell’UE a unirsi di fronte alle nuove ed emergenti divergenze con gli USA, alla Brexit e alle altre sfide. Omissis. Il secondo punto è la difesa: su questo “Merkel vuole spendere più soldi” e a Bruxelles “si potrebbe costruire un comando centrale per un impegno militare comune”, visto che Londra, che ha sempre frenato, non è più un ostacolo. Omissis.

(da Il fatto quotidiano di F.Q. 28 maggio 2017)

Anche l’Europa nel piano per far cadere Trump: ecco perché la Merkel è così audace

Omissis. Riflettete: quante volte in passato i leader europei hanno osato contestare pubblicamente un presidente degli Stati Uniti durante un vertice del G7 o in altri consessi ufficiali? Probabilmente bisogna risalire al 2003 quanto Schroeder e Chirac si opposero, con saggezza, alla guerra in Iraq. Per il resto, o i contrasti non emergevano in conferenza stampa o, più frequentemente, gli alleati europei si allineavano ai desiderata di Washington, talvolta anche contro il proprio interesse geostrategico.

Non è strano che un cancelliere prudentissimo come la Merkel trovi improvvisamente il coraggio per dire: “Impossibile ormai fidarsi degli USA”? Ne converrete: non è da lei. Omissis Quelle dichiarazioni rafforzano l’establishment anti-Trump, che può dire ai notabili di Washington: visto? Perdiamo anche l’Europa.

(da Il Giornale.it di M. Foa 27 maggio 2017)

Immigrati serviti e riveriti. Ma scontenti

Gli immigrati si ribellano. Scendono in piazza e urlano “I nostri diritti non vengono garantiti.” E così, per farsi sentire, bloccano strade e creano disagi. Voluti, naturalmente. Tutto questo accade quasi giornalmente. In tutta Italia. Una terra satura, pronta a scoppiare.  Una piccola notizia di cronaca (molto spesso 10 righe di agenzia) che non sempre viene data. Si sa, per alcuni giornali “buonisti” è indispensabile “non alimentare l’odio” nei confronti dei neri d’Africa.

Qui non si parla di razzismo, di odio, ma di guerra. Sì, di guerra: fra poveri. Da un lato gli  italiani oppressi. Senza casa, senza lavoro, senza soldi, senza futuro. Senza diritti. Dall’altro, invece, gli immigrati, che arrivano nel nostro Paese pieni di speranze che svaniscono non appena poggiano i piedi nudi sulla banchina del primo porto che li accoglie. Rischiano la vita in mare per nulla. Per una vita fatta di stenti.

Penso agli immigrati di Rosarno, San Ferdinando, Borgo Mezzanone, Foggia costretti a vivere in baracche fatiscenti fatte con legno, plastica e fango. Sfruttati nei campi, insieme agli italiani, per 25 euro al giorno. Ma chi glielo fa fare? Anzi, lo chiedo a loro: chi ve lo fa fare? Molti si sono pentiti di aver attraversato il mare per venire in Europa. Tanti altri, invece, no. Preferiscono l’Italia. “Qui si sta bene” dicono. E come dargli torto. Si mangia, si dorme, si naviga in internet, si fuma. Tutto gratis. Per loro, certo! Per i più fortunati e i più svogliati la vita in Italia è una vera pacchia. Soprattutto quando la prefettura li spedisce in hotel a 4 stelle affacciati sul mare. Come nel vibonese, in Calabria, dove, nonostante siano ospitati in strutture alberghiere, scalciano. Mentre lo Stato guarda. Inerme. E i cittadini “odiano”.

(da Il Giornale.it Di M. Dessi 31 maggio 2017)

G7, l’ingenuità dell’Europa e il miraggio del “sei contro uno”

Omissis. La Merkel ha lasciato l’Italia con un commento secco, dicendosi “molto insoddisfatta”. Nello specifico lei si riferiva al mancato accordo sul cambiamento climatico, ma il giudizio si può estendere a tutto il G7. Emmanuel Macron ha fatto un esercizio di alta ipocrisia esortando all’ottimismo perché “Trump può ancora essere convinto a rispettare gli accordi di Parigi”. È comprensibile che un francese sia l’ultimo a voler ammettere che quegli accordi sono stati affondati dalla superpotenza mondiale; ma comunque è questa la realtà. Se anche domani in una delle sue piroette Trump dovesse decidere che l’America non si ritira ufficialmente dagli accordi di Parigi, nei fatti questo è già accaduto perché tutte le scelte energetiche e ambientali che lui ha compiuto dal suo arrivo alla Casa Bianca sono un rilancio delle energie fossili e un via libera all’inquinamento. Omissis

(da R.it di F Rampini 27 maggio 2017)

Scettici su Macron

Più della metà dei lettori del quotidiano francese Figaro non pensano che il presidente vincente alle elezioni francesi, Emmanuel Macron, sarà un buon capo dello Stato.

Come mostrano i dati pubblicati sul sito del quotidiano il 55% dei 19,7 milioni di partecipanti al sondaggio hanno risposto alla domanda “Credete che Macron sarà un buon presidente?” ha risposto “no”. Mentre il 45% degli intervistati ha risposto di si

(https://it.sputniknews.com).

Comments are closed.

« »