Un’agricoltura libera contribuisce all’indipendenza nazionale

Apr 8 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 294 Views • Commenti disabilitati su Un’agricoltura libera contribuisce all’indipendenza nazionale

Il discorso di Marcel Dettling all’assemblea dei delegati UDC del 24.03.2018 a Klosters (GR)

Non abbiate paura, non vi farò un corso di agricoltura. Il mio obiettivo è piuttosto quello di spiegarvi perché la Svizzera ha bisogno dell’agricoltura. E perché noi tutti abbiamo bisogno di contadini che gestiscano e mantengano i nostri paesaggi, producendo derrate alimentari di qualità, invece di contare le farfalle.

È spesso una questione di grado di auto approvvigionamento alimentare della Svizzera. Questo si situa attualmente attorno al 55%, tendenza al ribasso. Vi siete già chiesti che cosa ciò significhi concretamente? Significa semplicemente che, se la Svizzera venisse privata delle sue importazioni, solo un abitante del paese su due avrebbe da mangiare. Potete fare una prova pratica alla vostra tavola, designando quelli che hanno il diritto di mangiare e gli altri…

Noi speriamo, evidentemente, di non mai arrivare a questo punto. Uno dei compiti essenziali dello Stato consiste tuttavia nel prevenire un tale situazione reale di crisi. Purtroppo, il Parlamento sembra infischiarsene completamente. Si preferisce parlare dell’apertura delle frontiere. Per i liberali, ciò consiste nel dire: abbiamo abbastanza denaro in Svizzera per importare tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Quanto alla sinistra, essa considera comunque i contadini degli inquinatori dell’ambiente. Per questi ambienti, il bilancio ecologico sarebbe senza dubbio migliore se facessimo arrivare tutte le derrate per aereo. Il PPD, infine, fa quello che meglio sa fare: verifica chi l’ascolta, e poi si esprime di conseguenza.

Conclusione: l’UDC è il solo partito svizzero che s’impegna per la sicurezza dell’approvvigionamento, dunque per un’agricoltura produttiva forte.

Permettetemi di citare qualche esempio per illustrare il mio dire. Prendiamo il tema della protezione dell’acqua, un tema politico importante, nessuno lo contesta. Un tema che ci occuperà ancora molto negli anni futuri – non soltanto l’agricoltura, ma anche tutti i proprietari fondiari che desiderano costruire un immobile residenziale o commerciale nei pressi di un corso d’acqua.

L’agricoltura è molto toccata da questa politica. Nei vent’anni che seguiranno, circa 20’000 ettari di eccellente terra agricola saranno sacrificati a causa di un’eccessiva protezione dei corsi d’acqua. Affinché possiate farvi un’idea di cosa ciò significhi in pratica, 20’000 ettari corrispondono alla superficie di circa 400’000 case familiari. Se ci aggiungiamo l’estensione annuale della superficie forestale, altri 20’000 ettari vengono tolti all’agricoltura, ossia un’altra volta la superficie di 400’000 case familiari. In totale, la superficie di 800’000 case familiari. E ciò, senza che una sola casa sia costruita. Delle superfici di terre perse perché la politica ha fatto delle scelte sbagliate negli ultimi anni.

Ma che rapporto c’è fra queste constatazioni e l’indipendenza del nostro paese?

Posso spiegarvelo, Signore e Signori. Per ogni metro quadrato di superficie agricola che perdiamo, dipendiamo un po’ di più dalle importazioni. Perché non è possibile, almeno per il momento, aumentare la produzione alimentare in Svizzera. La politica ha purtroppo deciso così.

La conseguenza da trarre da ciò che precede è chiara: il grado di auto approvvigionamento si abbasserà ancora. Perciò, nel caso di una crisi seria, solo una persona su tre potrà nutrirsi, e non una su due come oggi. Stiamo diventando, senza accorgercene, sempre più dipendenti da altri paesi. E questo è estremamente pericoloso!

Tre condizioni sono essenziali per il buon funzionamento e per l’indipendenza di uno Stato:

  • la popolazione ha bisogno di sicurezza. Questo compito è assunto dal nostro esercito che conta ora di 100’000 militi e da circa 18’500 agenti di polizia;
  • la popolazione deve avere da mangiare. Questo compito è assunto dall’agricoltura svizzera e dalle sue 52’263 aziende familiari;
  • la popolazione ha bisogno di lavoro. Questo compito è assunto dalle nostre 580’391 PMI e 1563 grandi imprese.

Cari compatrioti, non ci verrebbe mai i mente di affidare la nostra sicurezza ad altri Stati. Per la stesa ragione, dobbiamo vegliare noi stessi sulla nostra sicurezza alimentare.

Diamo un’occhiata al di là delle nostre frontiere per osservare ciò che succede. Si è assistito recentemente a delle manifestazioni di protesta in Francia, perché dei Cinesi vi hanno acquistato diverse migliaia di ettari di terreno agricolo. La Russia ha appena deciso di recuperare annualmente per l’agricoltura 200’000 ettari di terreni attualmente non sfruttati. 2,31 milioni di ettari di terreno agricolo supplementare torneranno così all’agricoltura entro il 2030.

Si vede quindi che anche altri paesi pensano al loro approvvigionamento alimentare e pianificano di conseguenza. Se vogliamo rimanere indipendenti, non possiamo continuare a trascurare l’approvvigionamento alimentare della popolazione. La politica non deve condannare i contadini a contare le farfalle! Come potete voi stessi constatare, è urgente agire. Una Svizzera libera e indipendente ha bisogno di contadini liberi e produttivi.

Io mi impegno per un’agricoltura libera e per l’UDC, l’unico partito che difende l’indipendenza e la libertà del nostro paese.

Marcel Dettling, consigliere nazionale, Oberiberg (SZ)

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