Un SÌ è necessario. Perché?

Feb 7 • L'opinione, Prima Pagina • 1350 Views • Commenti disabilitati su Un SÌ è necessario. Perché?

Black Rot

I nostri delegati UDC hanno deciso a Ginevra, con 259 SÌ contro soli 17 voti contrari, di sostenere l’iniziativa “NO Billag”. Il chiaro intervento all’assemblea del nostro segretario cantonale ticinese, Eros N. Mellini, ha contribuito. La sua opinione è stata rilevata anche dai media svizzero-tedeschi: si è preso conoscenza che anche in Ticino c’è una considerevole resistenza contro il Moloch SRG/SSR/RSI.*)

Si può pensarla come si vuole sulla proposta inerente alla SSR/Billag che voteremo il 4 marzo. Probabilmente l’iniziativa sarà respinta. Perché l’attuale propaganda messa in atto dall’amministrazione e dalla SSR è troppo onnipotente per permettere il benché minimo spazio alla formazione di un’opinione ponderata. Tuttavia, ci sono anche molti motivi per un deciso SÌ all’iniziativa. Ne elenchiamo alcuni:

  1. La SSR si appella al fatto che il suo “Servizio pubblico” sarebbe insostituibile e che quindi il contribuente deve pagare 451 franchi l’anno. Che cosa intendano per “Servizio pubblico” rimane un loro segreto (i consumatori considerano tale soprattutto l’informazione). La SSR include però in questo termine anche l’intrattenimento più costoso, inutile e banale, che vende come “valido contributo culturale” – cosicché paghiamo per prodotti di bassa qualità ottenibili gratis su tutti gli altri canali.
  2. L’informazione veramente utile per noi potrebbe, considerate le notevoli entrate pubblicitarie, essere prodotta dalla SSR a un prezzo massimo di 100-150 franchi l’anno. Beninteso, dovrebbe ridurre sensibilmente il suo budget e il suo effettivo di personale, oggi sovradimensionato e strapagato sotto ogni aspetto. Curiosamente, sembra che si voglia ridurre l’effettivo di personale della nostra più importante agenzia d’informazione nazionale ATS, mentre non c’è alcuna possibilità di risparmiare un centesimo sull’inutile “cultura” di sinistra del “laboratorio protetto SSR”.
  3. Soprattutto, irrita la gente la campagna di voto pro SSR/Billag, principalmente emanata e gestita dalla stessa SSR – una cosa così estrema non l’avevamo mai vissuta, nemmeno in occasione (nota bene: quella volta senza successo) della mega-campagna a favore dell’adesione allo SEE. I dogmatici e piagnucolosi scenari apocalittici servitici quotidianamente dalla SSR, hanno ormai raggiunto il colmo della stupidità. Che l’amministrazione federale si lasci coinvolgere in tal misura (la consigliera federale Doris Leuthard in primis, salvo poi affermare nel contempo che la SSR non sarebbe un’emittente statale!) è vergognoso. Che i vertici e gli alti esponenti della SSR si preoccupino per i loro impieghi lautamente pagati, è comprensibile; ma che possano utilizzare il loro medium in modo così aggressivo e impunito per la propria propaganda, quindi per i propri interessi, è assolutamente scandaloso e indegno di qualsiasi dibattito democratico. Che poi, infine, degli attori non protagonisti come Filippo Lombardi, per evidentissimi interessi personali, entrino in lizza, a pieno gas con argomenti disfattistici, a favore dei canoni SSR, mette i puntini sulle i. Nell’insieme, è disgustoso: bleahhhh!

La votazione è sì politicamente già segnata, ma è sempre ancora aperta. È raccomandabile un SÌ a NO Billag. Non per eliminare totalmente la SSR (che non è né voluto né possibile), bensì per rimetterla al suo posto e obbligarla a tornare al suo mandato originale di un autentico “Servizio pubblico”. Senza un SÌ a NO Billag, è un’impresa senza speranza.

 

*) Per „Moloch“ s’intende – secondo Wikipedia – un’orribile divinità che esige sempre nuovi sacrifici minacciando di divorare tutto. Il riferimento della autonominatasi onnipotente SSR a questo mito, non è del tutto casuale!

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