Un imam al giorno, leva la laicità d’attorno

Apr 22 • L'opinione, Prima Pagina • 253 Views • Commenti disabilitati su Un imam al giorno, leva la laicità d’attorno

Ancora una volta dobbiamo ringraziare il triumvirato PPD, PLR e ovviamente il PS, campione assoluto in fatto di naturalizzazioni, se oggi possiamo annoverare un novello cittadino “svizzero”! Il nome del neo naturalizzato è tutto un programma: Bekim Alimi. È di origini macedoni e imam (!) della moschea albanese di Wil, della quale, sicuramente, i benedettini san gallesi sentivano la mancanza! Naturalmente, a godere di questa naturalizzazione, sono i soliti Levrat e compagnia bella, della quale fanno parte non poche beghine color rosso-verde.

Ciò che sorprende – ma non più di quel tanto perché è nella sua indole – è l’appoggio del PPD, notoriamente partito che può contare su “entrature” particolari nell’Alto dei cieli e che dovrebbe, a rigor di logica, avere poco a che spartire con Maometto.

Sul PLR, che invece dovrebbe essere paladino della laicità, nessuna meraviglia; in quanto a comportamento, è oramai difficile distinguerlo dal PS! Alla favola della “religione di pace” stanno abboccando in molti, dimostrando che il livello di imbecillità, in questo paese, sta salendo in maniera assai preoccupante. Del resto, dobbiamo prendere atto che oggi, per ottenere il passaporto svizzero, è sufficiente rispondere a qualche domanda a carattere sportivo, farfugliare qualche parola in una delle nostre lingue ufficiali ed essere originario degli antipodi. Se poi la cultura di colui o colei che chiede di essere naturalizzato si scontra con la nostra, che volete farci! È ricchezza che cola! Intanto, i vertiginosi costi causati dall’assistenza, della quale, come ben sappiamo, parecchi neo cittadini “svizzeri” approfittano alla grande, stanno fessurando pericolosamente il nostro sistema sociale! Tanto per non farci proprio prendere per fessi, gradiremmo sapere dai nostri “statisti(?)”, se l’imam di Wil continuerà, come del resto ha già fatto in passato (sic!) a predicare contro gli “infedeli” e mantenere contatti con un suo collega, notoriamente antisemita. Naturalmente l’imam ha negato le accuse, riuscendo a convincere solo i boccaloni di turno! Ancora una volta dobbiamo registrare una naturalizzazione “charter”. Infatti il CC di Will non s’è fatto mancare nulla: con l’imam sono stati naturalizzati la moglie e i due figli! Avanti così! Minareti e applicazione della sharia, fra una decina di anni, faranno parte della realtà svizzera. Ora si comprende perché si sta tentando di imporre il disarmo totale della popolazione, alla quale potrebbero “girare” per dirla con il commissario Montalbano i cabasisi e fare piazza pulita!

Siamo al paradosso! Da una parte si vorrebbe combattere il radicalismo islamico, il jihadismo e il fanatismo che questa “religione di pace” tenta in ogni modo di furbescamente contrabbandare, auspicando una totale islamizzazione di tutta l’Europa (sic!!!) Dall’altra si favoriscono naturalizzazioni di etnie che con la nostra cultura, usi e costumi nulla hanno a che fare! In Europa scrive il Prof. Guy Millière dell’Università di Parigi che citiamo – ”le librerie islamiche vendono opuscoli che incitano apertamente alla violenza. Decine di imam, simili ad Abdelbaki Es Satty, la presunta mente dell’attentato di Barcellona, continuano a predicare impunemente e se fossero arrestati verrebbero rapidamente rimessi in libertà.” (fdc)

Piccola domanda all’imam “patrizio” di Wil: come mai, signor Alimi, ha scelto di stabilirsi in Svizzera e non in Arabia Saudita, in Pakistan o in altre terre care al Profeta? Certi di attendere inutilmente una sua risposta in merito, possiamo comunque prometterle che la terremo d’occhio!

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