Un elogio della lentezza

Feb 8 • L'opinione, Prima Pagina • 75 Views • Commenti disabilitati su Un elogio della lentezza

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Presso i nostri cugini meridionali, il 2019 è stato dichiarato «Anno del turismo lento». I sarcastici obietteranno che in Italia comunque tutto va avanti a rilento e che non sarebbe pertanto assolutamente opportuno porre l’accento sulla lentezza e sui ritardi. L’obiettivo dichiarato è naturalmente un altro e consiste nel dirottare i grandi afflussi turistici dalle arterie principali su altre strade meno battute: il viaggio deve essere rallentato. Non solo le città devono essere visitate, ma anche delle aree rurali che non sono meno attrattive e che vale la pena di scoprire. Si raccomanda quindi ai viaggiatori di percorrere meno chilometri, sostare più a lungo, provare altri mezzi di trasporto e di nuovo soffermarsi di più e trarne piacere.

Funzionerà il principio della lentezza anche in politica? Noi Svizzeri sappiamo che nella nostra politica tutto avanza più a rilento: c’è voluto molto tempo affinché le donne ottenessero il diritto di voto. Delle decisioni che, grazie alla democrazia diretta, devono essere sottoposte al popolo, impiegano il loro tempo. Se nel nostro paese decidessimo più in fretta, saremmo già da molto tempo nell’UE: ringraziamo perciò non da ultimo la nostra lentezza, se non  abbiamo ancora preso tale funesta decisione. E se, per l’accordo-quadro – che pende su di noi come una spada di Damocle – aspetteremo fino a quando, forse, non sarà più necessario. Con il motto di Goethe «Chi vuole compiere passi sicuri deve camminare lentamente» o quello di Cartesio «Quelli che camminano assai lentamente possono progredire molto di più, se seguono sempre la via diritta, di quelli che correndo se ne allontanano» non siamo certamente sulla strada sbagliata.

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